il senso di vertigine di sbagliato

Il gruppo di artisti Sbagliato indaga la percezione dello spazio con la sua nuova mostra alla Galleria Varsi di Roma.

di Alessio de Navasques
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21 ottobre 2016, 9:25am

Vi ricordate James Stewart sospeso nel vuoto attaccato ad un cornicione nella mitica prima scena di Vertigo? Quel senso di vertigine e attrazione verso il vuoto di cui parlava Alfred Hitchcock diventa un modo per raccontare le architetture, le sue "altezze" e quel senso di paura che questi spazi ci trasmettono. 

Vertigine per l'appunto è il titolo della mostra - alla Galleria Varsi di Roma fino al prossimo 13 Novembre - concepita come una grande installazione labirintica, che stravolge gli spazi per mettere in mostra disegni, opere fotografiche e lightbox. La sensazione è quella di essere nella riproduzione visiva della tromba di una scala rovesciata a 90°, grazie ad un allestimento che infrange le leggi della prospettiva, della visione, avvicinando lo spettatore all'esperienza del vuoto. 

"Il progetto espositivo prosegue quindi la nostra ricerca sulla distorsione della percezione nello spazio pubblico, indagando questa volta l'elemento architettonico simbolo dell'ascensione: la scala, in relazione allo spazio e agli individui. L'elevarsi dalla terra è stato da sempre un bisogno primordiale di tutte le civiltà, esplicitato nel tempo tramite l'elaborazione di sistemi simbolici e costruttivi" raccontano il gruppo di designer e architetti di Sbagliato, che hanno realizzato installazione e pezzi in mostra. Sbagliato è un progetto artistico che dal 2011 crea interferenze nel tessuto urbano, generando "varchi" all'interno dell'ordine rigido composto dalle architetture. 

In questi anni il gruppo romano si è messo alla prova su più contesti a livello nazionale ed internazionale realizzando numerosi interventi nelle più importanti capitali del mondo: Londra, Barcellona, Budapest, New York, Miami, Santiago del Cile, Seychelles, Lisbona, Cracovia, Liegi, Chicago, Las Vegas. Il poster diventa per loro il mezzo di comunicazione effimero e mimetico, con cui creare una sinergia tra architettura, grafica, fotografia e collage. Gli elementi architettonici "campionati", vengono elaborati e riproposti nel contesto urbano, in modo eterogeneo ma non casuale. Un'operazione architettonica che diventa un gesto artistico, modifica paesaggi e prospetti, crea dimensioni e architetture che in realtà non esistono. La mostra è ospitata dalla galleria Varsi di Roma, che dal 2013 promuove street culture nella capitale con uno sguardo attento alla scena underground internazionale.

galleriavarsi.it

Crediti


Testo Alessio de Navasques
Foto per gentile concessione Galleria Varsi, Roma

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