i-DJ: jacques renault

Jacques Renault era un ragazzino punk hardcore di Washington che a un certo punto ha scoperto la musica disco, e con anni di serate con un sapiente mix di rarità del genere e pezzacci house è diventato uno dei migliori dj house in circolazione. Con la...

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19 marzo 2015, 2:05pm

Quando si chiede conto a Jacques Renault, uno dei migliori dj in circolazione quando si parla di house e vibrazioni disco, di come mai nella sua bio ci tenga a dire che la sua casa discografica preferita è la storica label hardcore Dischord Records - casa dei Minor Threat, Fugazi e Dag Nasty tra gli altri - lui lo spiega come un percorso naturale di ricerca: "Sono cresciuto nella periferia di Washington, ascoltavo il punk rock, e poi sono arrivato alla disco. Negli anni '80 molte rock band facevano anche pezzi ballabili, negli anni '90 i miei amici hanno iniziato a fare i dj, ho scoperto la drum'n'bass e la jungle, poi ho iniziato a divertirmi a scovare le rarità disco nei negozi di vinili, e così via. Poi si tratta di prendere questi elementi e innovarli. Ammiro figure come Arthur Russell, che facevano parte della scena disco ma creavano musica più forward-thinking. Anche oggi ci sono molti producer che lavorano così, e mi piace." La bellezza dei set di Jacques è proprio in questa libertà. Per questo i suoi party Let's Play House a Brooklyn, organizzati dal 2009 insieme a Nik Mercer, sono diventati un hot spot della scena di New York. Dal 2011 Let's Play House è anche il nome della sua record label, con cui Jacques si sta conquistando la fama di ottimo producer. i-D lo ha incontrato alla festa Punks Wear Prada durante la fashion week di Milano, gli abbiamo fatto il nostro questionario per DJ, e in cambio ci ha regalato in esclusiva il set che ha suonato alla serata. 

Quali sono le tre tracce in heavy rotation nel tuo set?
È difficile rispondere perché cambio set ogni weekend. Ora ti direi un pezzo della Room Service, la sublabel della mia casa discografica Let's Play House, "M.O.G.A.N.Z." di Quell. Un altro è "It's essential" di Fantastic Man, una delle prime uscite della LPH che metto ancora molte volte. La terza è un classico, Vincent Montana, "It looks like love" - un brano disco di cui ho tantissimi remix e re-edit. 

Qual è il party più edonistico a cui sei stato? 
Ho suonato poco tempo fa al Fabric di Londra, uno di quei locali che fanno parte della lista di posti in cui qualsiasi DJ vorrebbe suonare, una sorta di pietra miliare per la carriera. Mi sono divertito molto, non era la prima volta ed è sempre un piacere tornare. Poi suonavo con il mio amico Jay Sheppard della Retrofit Records, è stato bello.

Qual è il club più fenomenale al mondo e perché? 
Ti risponderò con un locale che non esiste più, era a Brooklyn, il Bohemian Groove, una warehouse su Kent Avenue prima che nascessero tutti gli altri club. Era un posto perfetto per i party, ed è lì che è nato Let's Play House, era diventato la nostra casa. Poi il quartiere è cambiato, e ora non c'è più.

Se potessi fare un set back to back con un qualsiasi DJ, chi sceglieresti?
Uno dei DJ che è stato d'ispirazione per me è Ron Hardy, c'è un sito bellissimo dove si possono ascoltare molti suoi mixtape e djset. Se potessi tornare indietro nel tempo, vorrei farlo con lui.

Qual è stata la migliore notte della tua vita? 
Be', non saprei... Ti dico questo: sono felice quando vengo in Italia perché qui mi diverto sempre, ho fatto sempre delle serate incredibili. 

Qual è la cosa più folle che hai visto succedere in pista? 
Tutti fanno cazzate strane. È divertente guardare la gente durante i festival, quando sono tutti troppo fatti e non sanno dove guardare mentre ballano, è uno dei miei momenti preferiti. 

Quale sarebbe la tua lista di richieste per il backstage dei sogni?
Be', una volta ho suonato a Chicago e c'era Bill Murray, vorrei averlo sempre con me negli show.

Qual è la tua lista di richieste invece?
Acqua di cocco, acqua gasata, nient'altro. Niente di folle. Se ho i giradischi, i CDJs e magari un monitor sono già felice.

Qual è il tuo pezzo preferito di sempre per fare festa?
Kerry Chandler - You're in my system

Credi che abbia ancora senso definire le sottoculture musicali?
In passato la gente era troppo concentrata sulle sottoculture, mi piace il fatto che ora l'unicità di un DJ sia data anche da quanto è versatile. Accolgo con favore la fine di queste definizioni nette. 

Quale producer secondo te farà grandi cose nel 2015? 
Ora mi piace molto Borrowed Identity, non pubblica molto ultimamente ma sta per uscire un album con la mia casa discografica. Ne sono davvero felice. 

Dove vai alla fine delle tue serate? 
Mi piace scaricare un po' la tensione, vado nella mia camera, guardo la tv, mi rilasso.

Quale pezzo usi per dire a tutti che è ora di lasciare il locale e andare a casa? 
C'è un bellissimo pezzo, un classico della disco, di Chris Rea che si chiama "Josephine", uno dei pezzi che preferisco per chiudere la serata.

Quale trucco usi durante le serate?
Cerco di essere il più interessante possibile tutto il tempo, non fare nulla di prevedibile, mi piace mischiare le carte.

Finisci la frase: music sounds better with…
My friends.

Crediti


Testo Chiara Galeazzi 
Foto Virginia De Siro