milano attraverso l'occhiale da sera di myss keta

Stasera alla Galleria Salvatore Lanteri di Milano M¥SS KETA presenterà una zine e un nuovo video, e noi per l'occasione abbiamo incontrato questa diva definitiva della vita notturna milanese.

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ott 7 2016, 9:45am

Volendo descrivere un certo tipo di vita notturna di Milano risparmiandosi guide e trattati, il modo più semplice è pronunciare due parole: M¥SS e KETA. Si tratta del nome di un personaggio — che si scrive sempre in maiuscolo e con il simbolo dello Yen, come tiene a precisare — che con i testi dei suoi video musicali ha racchiuso l'essenza di ciò che accade dallo scoccare della mezzanotte fino alla chiusura degli after in città.

Per celebrare i suoi primi anni di attività, stasera alla Galleria Salvatore Lanteri di Milano, in collaborazione con The Art Markets, M¥SS KETA presenterà le "ultime due testimonianze per incastrare i pezzi dell'infinito puzzle meneghino". Tradotto: una zine e un nuovo video musicale che anticipano l'uscita del greatest hits L'angelo dall'occhiale da sera: col cuore in gola prevista per il 10 ottobre.

In attesa di ascoltare l'album, l'abbiamo contattata per parlare di lei e, ovviamente, di Milano. Dato che M¥SS KETA si esprime solo il caps lock è così che dovete immaginare le sue risposte.

Come ti descriveresti?
Sono una popstar, una diva definitiva, anche se non definita del tutto: l'alfa e l'omega, la k e l'hole, la porta e la Venezia, la rosa e la spina. Ma in tutto ciò continuo a brillare illuminata dalla madonnina senza mai sapere quando smettere.

Ti definiscono l'anti diva, che significa?
Da una diva del mio calibro spesso ci si aspetterebbe tutt'altro: per esempio bon ton, champignon o ton sur ton. Ho scelto di essere la sola regista della mia pièce teatrale e credetemi, ne accetto le conseguenze. Ça va sans dire una volta Orson Welles mi definí "la Marilyn Monroe di baranzate".

"MILANO SUSHI & COCA" è la canzone con cui sei venuta alla ribalta. Oltre al sushi, alla coca, e alla moda, cosa puoi dirci sulla notte milanese?
Beh tesoro, non sono tre cose sulle quali è facile andare oltre. Sulla notte milanese direi che è frizzantina e vogliosa di ingranare la prossima marcia: il richiamo della giungla sta tornando a farsi sentire forte. Anche se ammettiamolo, non sono più gli anni '80.

Tra l'altro hanno cancellato la prima versione del video, come mai?
Guarda un casino che nemmeno sto a spiegarti. Diciamo solo che se pesti i piedi in pista, l'unica cosa che puoi fare è ballare più forte di prima.

Nelle tue canzoni dai sempre un'immagine ben precisa di Milano. Ne parli per stereotipi o è una visione lucida e reale?
Cosa sono gli stereotipi se non verità ripetute fino al punto che la gente si stufa di sentirle? Diciamo che io della verità non mi stanco mai. Dall'altra parte mi chiedi se la visione è lucida - io ti chiedo: esiste una visione lucida, oggettiva? Noi filtriamo tutto tramite noi stessi, niente può essere definito oggettivo.

Nella zine sei stata ritratta in alcuni luoghi topici di Milano—Duomo, Stazione Centrale, Via Padova, il tribunale. Cosa rappresentano per te?Semplicemente sono i luoghi della mia infanzia, della mia anima, dai quali non riuscirò mai a staccarmi. Sono quei luoghi immutati e immutabili che mi danno stabilità, quei posti che mi hanno sentito piangere di gioia e urlare di rabbia (ciao tribunale!).

Come scegli i tuoi outfit?
Ogni giorno mi arrivano centinaia di pacchi da tutti i più grandi e affamati stilisti di tutto il mondo, e con l'indispensabile aiuto del mio team styling capiamo cosa scartare (un saluto a Jil Sander!) e cosa tenere per fare outfit fighi come il panico.

Quali sono gli stilisti che ti ispirano?
Diciamo che se Fausto Puglisi rappresenta la mia anima, Tom Ford rappresenta la mia maschera.

Quali sono e quali sono stati i party migliori di Milano?
Direi che oltre ai party che mi vedono protagonista e performer, da menzionare sono sicuramente la festa d'inaugurazione della metro lilla e l'anniversario dell'indipendenza ecuadoreña in Porta Venezia.

Di cosa parla il tuo prossimo video?
lo definirei un viaggio introspettivo e in HD nell'essere, un viaggio in cui esploro una città vuota per arrivare fin dove nessuno aveva mai osato, e varcare quelle soglie che sono solo imposte dalla mente.

Una curiosità. Dagli scritti della zine e tutti quelli rintracciabili sul web, ho notato che scrivi in caps lock. Perché?
È una storia molto buffa: quando avevo appena 3 anni mi cadde della vodka sul tasto capslock.

Credo che non sia la prima volta che te lo domandino. Ma potresti dirmi, sinceramente, perché copri sempre il tuo volto?
Semplicemente per poter essere sincera, con tutti voi.

Crediti


Testo Vincenzo Ligresti
Foto su gentile concessione di M¥SS KETA