Fotografia di @mitchell_sams

valentino è l'unico che riesce ad essere romantico, ma mai stucchevole

Chi, a parte Pierpaolo Piccioli, potrebbe cucire poesie d'amore sui suoi abiti senza sembrare terribilmente noioso?

di Osman Ahmed
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05 marzo 2019, 10:30am

Fotografia di @mitchell_sams

Le sfilate di Pierpaolo Piccioli per Valentino sono spesso state descritte come poesie visive. Mai quanto la autunno/inverno 19-20. Per l'occasione, lo stilista ha infatti collaborato con quattro poeti: Greta Bellamacina, Mustafa the Poet, Yrsa Daley-Ward e Robert Montgomery. Trasformate in scritte al neon, le loro parole hanno accolto gli ospiti all'interno dell'Hôtel des Invalides.

La più fotografata, probabilmente, è stata quella di Robert Montgomery: "The people you love become ghosts inside you and like this you keep them alive." [Le persone che ami diventano fantasmi dentro di te e così puoi tenerli in vita, NdT] Le interpretazioni sono ovviamente molteplici, così come i possibili soggetti a cui è rivolta la poesia—allo spirito di Valentino Garavani, fondatore indimenticato e indimenticabile della maison, o forse alle sarte dell'atelier Valentino che spesso vediamo comparire sul profilo Instagram di Piccioli. In linea generale, si è trattato di una celebrazione in grande stile dell'amore stesso.

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"Tutto sta nel potere delle emozioni," ha dichiarato il designer. "Non vogliamo essere persone senza sogni." Per la a/w 19-20 ha collaborato con il Movimento per l'Emancipazione della Poesia (MEP), un'associazione indipendente che si propone di portare la poesia per strada, letteralmente. "Stavo riflettendo su poesia e romanticismo, quando ho pensato che avrei potuto trasformare questi due concetti in realtà," ha continuato Piccioli. "Volevo dare vita a un gruppo di poeti che emanassero vibrazioni molto positive."

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Un libricino, chiamato Valentino on Love, attendeva gli ospiti al loro posto, che all'interno hanno potuto leggere le poesie dei poeti che abbiamo citato poco fa. Ma la poesia non era solo un'idea da cui sviluppare il concept della collezione, quanto invece un elemento ricorrente in diversi capi presentati in passerella. Versi e rime sono infatti stati ricamati su abiti e accessori.

Il romanticismo era ovunque. Le stampe scelte da Piccioli avevano come protagoniste statue di marmo intente a baciarsi, ma anche rose rosse e farfalle—una continuazione della collaborazione inaugurata lo scorso gennaio con Jun Takahashi di Undercover, che prevede l'unione delle forze creative dei due designer per la collezione Valentino uomo e resort ed è un modo interessante di sviluppare relazioni interculturali per periodi più lunghi di quelli solitamente previsti nel sistema moda.

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Ma abbiamo anche visto cappelli da pescatore dal taglio sartoriale (uno dei quali realizzato interamente in pizzo nero), mini-dress tanto semplici quanto scultorei nelle forme e i classici abiti da sera Valentino. Eleganti, sensuali ed eterei insieme. Il tutto si è concluso tra volumi di chiffon e piume. Romantica non solo nelle parole ma anche nei fatti, una volta terminata la sfilata abbiamo osservato le modelle sistemarsi di fronte alle parole di Robert Montgomery. Uno di quei momenti che avrebbe convinto anche il più cinico dei cinici che l'amore esiste davvero.

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Crediti


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Altra sfilata che ci è piaciuta moltissimo negli ultimi giorni, quella di Balenciaga. Lì non era la poesia, né l'amore, il vero protagonista, ma l'abito in quanto oggetto attorno a cui l'industria della moda è costruita. Trovi qui la nostra riflessione a riguardo:

Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK

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