calvin klein chiude il ready to wear—ma adesso che succede?

Dopo la dipartita di Raf Simons arriva la notizia ufficiale: Calvin Klein non sfilerà più in Fashion Week.

di Amanda Margiaria
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07 marzo 2019, 11:38am

Fotografia di Mitchell Sams

Il 2018 si era chiuso con una notizia non del tutto inaspettata, ma comunque molto triste per il fashion system: Raf Simons avrebbe lasciato il ruolo di Direttore Creativo di Calvin Kein con quasi tre anni d'anticipo sulla data di scadenza ufficiale prevista dal contratto. Simons era arrivato al timone del brand nell'agosto 2016 con il compito di guidare il re-branding totale del marchio. Le aspettative sulla trasformazione di Calvin Klein by Simons erano così alte che il New York Times lo aveva definito "il più grande esperimento di re-branding nella moda americana del 21esimo Secolo."

Passano una manciata di mesi e arriva un'altra brutta notizia: al contrario di quanto affermato in precedenza, la collezione ready-to-wear di lusso creata da Calvin Klein—per cui Simons aveva scelto il nome di 205W39NYC—non verrà sostituita da una nuova linea, ma chiuderà i battenti senza passare il testimone o rinascere sotto mentite spoglie.

Si tratta di una decisione derivante dai cambiamenti strutturali in corso presso Calvin Klein nel suo insieme. Come riportato da WWD, infatti, il brand chiuderà completamente il suo collection business, allontanandosi dalle passerelle, dal sistema stagionale delle collezioni e, in definitiva, dai meccanismi legati alla Settimana della Moda. La conseguenza più concreta è il licenziamento di circa 100 dipendenti, 50 di base a New York e 50 su Milano, dove la sede di Viale Umbria verrà del tutto chiusa. Altra scelta d'impatto, la chiusura del flagship store newyorkese di Calvin Klein, al 654 di Madison Avenue.

La ricerca del nuovo Direttore Creativo è ancora aperta, ma una fonte del WWD ha dichiarato che si tratterà di un designer dal nome meno blasonato di Simons. La ristrutturazione interna di Calvin Klein infatti si basa su un meccanismo piuttosto semplice: dare totale libertà creativa a uno dei pesi massimi del fashion system non ha funzionato in termini di incremento delle vendite. Dichiarato l'insuccesso, il brand torna quindi sui suoi passi, preferendo concentrarsi sul core business di denim e intimo, dicendo invece addio alle passerelle.

Calvin Klein fa parte di PVH, gruppo che comprende anche Tommy Hilfiger e i cosiddetti Heritage Brand, cioè marchi americani di lusso, ma meno noti a livello globale. PVH si trova in un momento piuttosto fortunato a livello economico: il business plan scelto per Hilfiger funziona alla grande e i risultati del 2018 hanno visto un incremento generale dei ricavi del gruppo. Unico anello debole in questa catena piuttosto solida: Calvin Klein appunto.

Possiamo dichiarare quel grande esperimento di re-branding fallito? Sicuramente molto non ha funzionato tra Calvin Klein e Raf Simons, le conseguenze si sono fatte sentire e si stanno ancora facendo sentire, ma la rielaborazione in chiave contemporanea dello spirito americano a cui ha lavorato il designer belga ha anche dato vita a collezioni indimenticabili. Sospendiamo il giudizio, insomma.

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Facciamo un passo indietro e diamo uno sguardo all'elemento che forse più di tutti ha determinato il successo di Calvin Klein, le sue pubblicità:

Crediti


Testo di Amanda Margiaria
Immagine di Mitchell Sams