Photography: Lauren Greenfield

siamo sempre più ossessionati da soldi e benessere—perché?

La documentarista Lauren Greenfield ha cercato di capirlo studiando chi non sa accontentarsi e vive per accumulare ricchezze su ricchezze.

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mag 25 2018, 3:39pm

Photography: Lauren Greenfield

Cos'hanno in comune una porno star, un manager e un fotografo? Guardando il nuovo documentario di Lauren Greenfield Generation Wealth la risposta sembra ovvia: a unirli è la forza trainante del capitalismo. Proprio su questo sistema economico si concentra da oltre 25 anni la fotografa e fimmaker vincitrice di due Emmy, interessandosi in particolare ai suoi effetti sulla società e all'esponenziale sviluppo della cultura dell'eccesso.

Generation Wealth è il culmine di un lavoro enorme e affonda le sue radici nella cultura pop, analizzata però da un punto di vista antropologico. Tra i personaggi ci sono Florian, manager che prima di finire sulla lista dei più ricercati d'America gestiva fondi speculativi, la pornostar e sex worker Kacey Jordan, conosciuta per la sua relazione con il Charlie Sheen dei tempi d'oro e Cathy Grant, madre single che si è sottoposta a numerose operazioni di chirurgia estetica e ha dovuto pagare un prezzo altissimo per le sue scelte. È un documentario cupo, che mette a dura prova lo spettatore e spesso lo fa rabbrividire.

Generation Wealth

Alla fine degli anni '90 Lauren pubblicò un libro di interviste e fotografie dal titolo Fast Forward: Growing Up in the Shadow of Hollywood (Avanzamento Veloce: Crescere tra le Ombre di Hollywood). Questo l'inizio della sua ossessione per soldi, fama, possedimenti e benessere. Da allora, Lauren studia silenziosamente le vittime del capitalismo e si è accorta che la sete di ricchezza ha subito un'impennata mostruosa. Il suo nuovo documentario, insieme all'omonimo libro pubblicato nel 2016, lo dimostra perfettamente.

"Il capitalismo ha tratto enorme beneficio dall'onnipresente natura dei mass media nelle nostre vite, e anche dalla globalizzazione," mi dice Lauren. "Ha dato vita a una cultura fatta di aspirazioni irraggiungibili e che non ruota solo attorno ai soldi, ma anche a bellezza, gioventù e fama." Per capire come siamo arrivati dove siamo arrivati Lauren è tornata dagli adolescenti che aveva intervistato per il suo primo libro e ha cercato di ripercorrere i loro percorsi di vita.

Generation Wealth

Sì, i suoi soggetti sono un bel pugno nello stomaco, ma la regista riesce a dirigere la pellicola in modo tale che lo spettatore non sia spinto a scuotere la testa davanti ai loro comportamenti, forte della sua superiorità morale. "Voglio che sia chiaro che mi sono davvero sforzata di non giudicare, perché credo che le scelte fatte da Cathy Kacey e Jordan vadano inserite in un contesto culturale più ampio," mi spiega. Il suo lavoro scava nella psiche dei più privilegiati tra i privilegiati, ma al posto di tratteggiare personaggi grotteschi e folli, riesce a dipingerne anche l'umanità. In loro, Lauren vede tutti noi. Guardando agli estremi, Lauren ci racconta il mainstream. "È un po' la storia di nascondere qualcosa sotto il naso di chi non deve trovarla: tutti siamo influenzati dalla cultura pop e dai messaggi che i media trasmettono, quindi siamo influenzati dal capitalismo corporate su base quotidiana," prosegue. "Ma è difficile accorgersene, perché spesso neanche ci rendiamo conto che esistono alternative valide a questo sistema di valori."

Tra i precedenti lavori di Lauren c'è il libro Girl Culture (2002), in cui osserva con sguardo allucinato e senza troppi filtri i rituali a cui le adolescenti americane si sottopongono. Come la 15enne Shena, che si schiaccia le tette e intanto dice: "Voglio essere una showgirl, o magari una ballerina... Se ce la faccio, allora posso fare qualunque cosa." E mentre tutti noi siamo sempre più ossessionati da soldi e benessere, c'è stata una "pornificazione" totale del mondo. Ma non si tratta di una coincidenza, secondo Lauren: "Alla fine ho capito che la mercificazione dell'essere umano e del suo corpo è la tragedia finale del capitalismo, la sua espressione definitiva e contemporaneamente il suo danno peggiore. E lì mi sono illuminata, perché mi sono resa conto che le donne e i loro corpi erano un case study perfetto per ciò che stava succedendo." E continua poi: "Ho cercato di mostrare come le bambine imparano sin da piccole che a determinare quanto valgono è il loro valore e anche il modo in cui processano questa informazione nel periodo dell'adolescenza. Nella cultura pop di oggi, in un mondo in cui persone come Kim Kardashian possono diventare ricche e famose, è il futuro a sembrarci sempre più incerto. Quale sarà il prossimo passo?"

Generation Wealth

"Qual è il tuo obiettivo? Cosa vorresti ottenere da questi concorsi di bellezza?" Questa la domanda con cui si apre il film, fatta da Lauren a Eden Wood, una bambina di quattro anni con un'enorme nuvola di capelli biondi, un costume da showgirl rosa e quello che sembra un intero reparto di Sephora spalmato sul viso. "Soldi! Soldi! Soldi! Soldi!" Questa la risposta della reginetta quattrenne. "Il passo successivo è stato cercare di capire cosa significano tali valori per le donne quando invecchiano," prosegue Lauren durante il nostro incontro. "Se gioventù, un bel fisico e una forte carica sessuale determinano il tuo valore, cosa sei disposta a fare per non perdere queste tre caratteristiche di fronte al passare degli anni?"

Generation Wealth sottolinea il modo in cui la società si è ricalibrata sull'idea di una finta prosperità, cioè sul modo in cui cerchiamo di aumentare il nostro valore millantando simboli di benessere. Accumulando cose. Vivendo al di sopra dei nostri standard. Oggi, trasmettere agli altri un'immagine di successo della nostra persona è diventato essenziale. Questo meccanismo ha subito un'ulteriore accelerazione dalla nascita dei social media. "La cosa più triste è che negli ultimi 25 anni, specialmente negli Stati Uniti, è stato registrato il tasso di mobilità sociale più basso di sempre. Negli anni '70 non era così. Oggi soldi e ricchezze sono concentrati nelle mani di pochissimi, mentre agli altri non restano che le briciole. Eppure tutti pensano che sia ancora possibile migliorare il proprio stile di vita."

Quindi, cosa ci aspetta nei prossimi anni? Lauren collega il fenomeno da lei osservato a ciò che abbiamo fatto alla terra con il cambiamento climatico. Come dice il giornalista e autore Chris Hedges all'interno del film, "è una situazione paragonabile alla caduta dell'Impero Romano. E anche le piramidi sono state costruite poco prima che i Faraoni egiziani cadessero in disgrazia. Questo è quello che succede sempre, una piccolissima porzione della società si accaparra enormi ricchezze nel momento in cui deve affrontare la morte." La differenza, questa volta, è che con noi morirà anche il pianeta Terra.

Sono previsioni cupe, ma Lauren riesce comunque a intravedere uno spiraglio positivo. Alcuni dei suoi soggetti infatti hanno poi capito che continuare a volere di più, cercare continuamente di essere una persona che non si è e non sentirsi mai soddisfatti non sono certo tappe verso la felicità. "In un certo senso, quando ho scritto Generation Wealth la conclusione mi sembrava molto più tragica. Il film invece si conclude con un pizzico di speranza, perché io spero davvero che prima o poi riusciremo a decostruire e smantellare il sistema economico e sociale che ci sta distruggendo." In sostanza, secondo Lauren (e non solo) stiamo per raschiare il fondo, ma è solo dopo averlo raggiunto che troveremo la forza di cambiare le cose. Come dice Florian nel film, dobbiamo scendere da questa ruota per criceti placcata d'oro. Non c'è altra soluzione.

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Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK.