non moda, ma arte: rei kawakubo e la nuova s/s 19 comme des garçons

È possibile reimmaginare completamente la moda nel 2018? Se sei Rei Kawakubo sì. Eccome.

di Susie Lau
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01 ottobre 2018, 9:57am

La prima modella di quella che è stata definita una nuova forma di presentazione da Comme des Garçons indossava un cappotto in broccato nero. Una zip aperta sul basso ventre rivelava le gentili curve di una donna incinta. I capelli erano bianchi, raccolti in una coda bassa e spettinata. Era anziana, ma anche stanca del mondo che la circonda. Camminava lentamente sulle note della voce arrocchita di Tom Waits. Era incinta, ma non aspettava un bambino. Aspettava una nuova idea.

La primavera/estate 19 di Comme des Garçons è stata un punto di svolta perfettamente tempestivo. Il pubblico ne è uscito rinvigorito e pieno di speranza, pensando che sì, possiamo ancora trovare un qualche tipo di verità assoluta nell'abbigliamento. In una dichiarazione scritta sorprendentemente lunga per i suoi standard, Rei Kawakubo ha spiegato che l'approccio usato in passato da CDG non aveva in sé più alcuna novità. Dopo dieci stagioni di abiti che esploravano nuovi mondi, come sculture in tessuto, volumetrie inconsuete e decorazioni, c'era bisogno di cambiamento. "Comme des Garçons sarà d'ora in poi sempre più design ed espressione, ma esprimerà e disegnerà l'interiore, ciò che rimane fermamente nascosto dentro di noi." Kawakubo è ovviamente l'unica e sola architetta di questa nuova costruzione, nonostante il suo fedele staff sia sempre con lei, e la responsabilità che porta sulle sue spalle è enorme, abbassando le spalline imbottite dei blazer.

Ciò che si cela in noi viene spesso mal interpretato, se non direttamente dimenticato. Anche quando sono le peggiori verità a venire a galla (le sfilate di Parigi, ad esempio, sono state intervallate dalle notizie sul processo a Brett Kavanaugh), anche quando raccontiamo tutto o quasi di noi sui social network, il nostro io interiore non è mai stato più nascosto. E così, rompendo cuciture e abiti, Kawakubo ci ha rivelato qualcosa di noi rimasto fino a quel momento sepolto.

Le cuciture laterali delle giacche hanno rivelato forme bulbose che oscillavano sui fianchi o si riempivano in ali spugnose, richiamando alla mente la collezione di Lumps and Bumps del 1997 di Kawakubo. Ma qui le curve erano più delicate, le sporgenze destinate a non stupire troppo, ma a farci invece riconoscere qualcosa che già conosciamo. Tutti abbiamo annuito, d'accordo con la stilista. Conosciamo il carico che portiamo sulle nostre spalle, sui nostri fianchi e nel nostro ventre, ma anche nelle nostre menti. Le tute intere con stampa tatuaggio e catene appese alle maniche ci hanno raccontato una storia vicina ai nostri cuori. A cosa sono incatenate le donne? Al lavoro? Alla famiglia? Alle aspettative impossibili della società? All'idea di dover fare tutto, sempre? Queste erano le domande poste da Kawakubo attraverso la costruzione di abiti pregnanti di significato, ma percepibili al tatto e all'usura.

In una settimana in cui alcuni hanno sottolineato la progressiva perdita di posizioni di rilievo da parte delle donne nell'industria della moda, Rei Kawakubo ha riaffermato il potere femminile, riprendendo il controllo, aprendosi e rivelando una verità universale, più urgente che mai. La dichiarazione di Kawakubo terminava con questa frase: "Avanzare mentre ci muoviamo nel buio più completo è un rischio. Ma credo che sia questa la strada che Comme des Garçons dovrebbe scegliere." In molti ci siamo chiesti perché più stilisti non seguano questo processo creativo, che porta ad imbattersi in territori inesplorati e necessari. Ma poi abbiamo capito: Kawakubo ha sempre scelto strade non battute da altri, creando un nuovo, personalissimo approccio all'industria creativa e risollevando così un'azienda volontariamente in caduta libera creativa.

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C'è un nuovo, misterioso brand che qui da i-D ci ha fatto innamorare. È nato da un anno circa, eppure prevediamo grandi cose per Kwaidan Editions:

Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK.

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