I 50 film queer che hanno definito questo decennio

Se pensate che "Chiamami Col Tuo Nome" sia l'unico film LGBTQ+ degli ultimi anni, beh, vi sbagliate di grosso.

di Douglas Greenwood; traduzione di Benedetta Pini e Carolina Davalli
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20 dicembre 2019, 10:56am

Dieci anni sembrano tanto tempo, non è vero? Sono cambiati i presidenti, intere industrie si sono adattate a nuovi sistemi di consumo e la presa di coscienza che il pianeta sta morendo è passata dall’essere un’informazione politica al galvanizzare uno dei più vitali e forti movimenti dei nostri tempi. Alcune comunità, invece, sono cambiate proprio poco, e continuano a lottare per le stesse cose per cui lottano da decadi, aspettando il momento in cui saranno loro al centro dell’attenzione culturale.

Per la rappresentazione queer nel cinema, i '10 sembrano essere stati degli anni di rottura. Quello che esisteva prima - una manciata di storie d’amore queer ma con narrazioni di stampo eteronormativo, ritratti per nulla accurati di corpi transgender, personaggi queer totalmente feticizzati o usati per farsi qualche risata - è stato finalmente abbandonato. Il quadro dei personaggi che troviamo sui nostri schermi si è finalmente evoluto in una rappresentazione verosimile di ciò che accade nel mondo reale. Non solo, anche gli stessi filmmaker queer hanno finalmente raggiunto l’attenzione che si meritano e gli attori queer hanno ottenuto i ruoli di cui sono stati privati per decadi.

Per celebrare questo passo in avanti, abbiamo stilato una lista dei 50 film queer che hanno definito questi ultimi 10 anni. Mentre nella top 10 seguono un ordine dettato dai nostri gusti, i 40 restati sono in ordine casuale: tutti film eccellenti, che si meritano di essere visti a prescindere dalla loro posizione nella lista.

God's Own Country Queer Cinema
La terra di Dio, su gentile concessione di Picturehouse Entertainment

50. La terra di Dio

Una notevole dimostrazione di quanto si sia evoluto il cinema inglese moderno. La terra di Dio racconta una silenziosa storia d’amore tra un agricoltore e un pastore straniero ed è considerato uno dei film fondamentali per il riscatto delle narrazioni gay. Ha avuto il suo debutto al Sundance Film Festival nel 2017, insieme a Chiamami col tuo nome e Beach Rats, dove Francis Lee ha esordito come regista e, allo stesso tempo, si è lanciato nella carriera attoriale interpretando il personaggio di The Crown Josh O’Connor.

49. They

Anahita Ghazvinizadeh non è un nome molto conosciuto al di fuori dei circoli cinefili, ma ha dimostrato di avere un vero talento con questo silenzioso e perspicace racconto filtrato da una prospettiva queer. Il suo film del 2017 They, che vede come produttore esecutivo Jane Campion - già nota da Il Mistero del Lago -, segue la storia di un teenager non-binario che sta assumendo da qualche tempo degli inibitori di ormoni ma è ancora è indeciso se continuare o meno la transizione. Debutto di Anahita, They è un film modesto che dolcemente esplora i concetti di identità, di famiglia e del vivere la propria vita in un limbo.

48. Kiki

Tre decadi dopo aver visto gli enigmatici, colorati e vivaci personaggi di Paris is Burning presentarsi ai ball di Harlem, Kiki è apparso sui nostri schermi: un progetto parallelo al classico film anni ’90 di Jennie Livingston. Questo documentario segue un gruppo di giovani ragazzi queer di colore di NYC mentre passeggiano sul Christopher Street Pier e riflettono sulla loro condizione, sul fatto di non avere una casa, sulla loro sessualità e sull’HIV. Il film è stato un completo successo, aggiudicandosi il Teddy Award alla Berlinale del 2016.

47. Rafiki

Solo pochi film queer sono stati motivo di controversie come Rafiki. Con la sua prima al Cannes Film Festival nel 2018, questa storia ambientata a Nairobi racconta di due donne che portano avanti una relazione malvista da dalla loro stessa società. La qualità della narrazione ha superato la tematica "scomoda" del film (che è stato bandito e poi riammesso nei cinema kenioti), conquistando il pubblico per una ragione precisa: ha finalmente soppiantato gli stilemi dei traumi queer, sostituendoli con una storia che sa invece catturare tutte le sfumature del primo vero amore. E le protagoniste, Samantha Mugatsia e Sheila Munyiva, hanno offerto una delle loro performance migliori.

46. First Girl I Loved

Prima che La rivincita delle sfigate piombasse nelle nostre vite e divenisse il film queer liceale per eccellenza, First Girl I Loved di Kerem Sanga ci ha immersi in quel nucleo di tristezza e confusione che si prova quando ci si innamora di qualcuno durante i delicati anni dell'adolescenza. Il film segue la storia della redattrice dell’annuario scolastico, Anne, che si innamora della splendida star di softball Sasha, riflettendo sulle complessità del consenso e sull'educazione sessuale, come solo pochi altri sono riusciti a fare con così tanta finezza.

Miseducation Cameron Post Queer
La Diseducazione di Cameron Post, su gentile concessione di Vertigo Releasing

45. La Diseducazione di Cameron Post

Adattamento del romanzo di debutto di Emily Danforth, il film di Desiree Akhavan. racconta la storia di una ragazza che mette in discussione la propria educazione religiosa mentre si trova in un istituto di conversione per persone omosessuali. Protagoniste Chloë Grace Moretz e la star di American Honey Sasha Lane, che sono l'una la roccia dell'altra, che sano trasmettere l'esatta sensazione che si prova quando viene messa in discussione la tua identità dalle persone di cui ci si fida, e il conflitto interiore che ne scaturisce.

44. Girl

A Cannes è stato uno dei film preferiti del pubblico, ma è poi stato accolto da feroci critiche una volta distribuito. Girl è il debutto da regista del filmmaker belga Lukas Dhont e racconta la storia di una giovane donna transessuale che sogna di diventare una ballerina. La sua è una duplice battaglia: le difficoltà che comporta l'operazione a cui si sta per sottoporre e i sacrifici da affrontare per coltivare la sua passione per la danza. Coperta di lividi e vesciche dopo le lezioni di ballo, deve sostenere il peso emotivo di una complicata disforia di genere e gli attacchi transfobici che la opprimono ogni singolo giorno. La critica queer ha sottolineato l'eccessiva insistenza della narrazione sui lati più tetri della transessualità, mentre la persona che ha ispirato il film, la ballerina Nora Monsecour, ha preso le difese dell'opera.

43. Sils Maria

I film di Olivier Assayas sono spesso queer-friendly, ma in modo sottile e mai diretto. Prima di tutto, le sue storie sono sempre incentrate su forti personaggi femminili e le decisioni di casting lo dimostrano (nota: una forte predilezione per la nostra adorata Kristen Stewart). Sils Maria, nello specifico, sviluppa proprio la storia di un amore omosessuale tra due donne. In questo film fratturato ed esplosivo, l'icona gay Juliette Binoche interpreta un’attrice ormai in là con l’età che decide di tornare a esibirsi sul palco dove la sua carriera era iniziata; la sua performance racconta proprio una relazione appena nata tra due donne. Intanto, si trova a vivere la stessa identica situazione nella vita reale, innamorandosi della sua assistente, ovvero la nostra K-Stew.

42. Sorry Angel

Negli oscuri angoli di un silenzioso parcheggio, dei corpi ballano uno sull’altro, cercando sesso e connessione. Questa scena, forse la più potente e intensa nel film di Christophe Honoré Sorry Angel, trasforma un atto spesso considerato osceno in un capolavoro. Honoré ha un talento, e si nota molto bene in questo particolare film. La storia è quella di un uomo sieropositivo mentre intraprende un’amicizia con uno studente di arte molto più giovane di lui; sarebbe potuto sembrare un film molto alla Chiamami col tuo nome, ma siamo in un momento che precede la crisi dell'AIDS. Indolente e memorabile, è un’aggiunta più che degna alla storia del cinema queer moderno.

41. Una donna fantastica

Cosa succede quando sei una donna e perdi la persona a te più cara? Normalmente, saresti in lutto, ma questo non è il caso di Marina, la protagonista transessuale del film di Sebastian Lelio Una donna fantastica interpretata da Daniela Vega, in crisi con la propria identità e il proprio corpo. Il film, vincitore agli Oscar, parla di una vedova che lotta contro la famiglia del suo partner, nettamente transfobica, per potergli dare l’ultimo saluto. Le conseguenze politiche di quest'opera sono state incredibili: ha letteralmente obbligato il governo cileno a riconoscere l’identità di genere delle persone transessuali. Un esempio perfetto della capacità dell'arte di forgiare la società

Laurence Anyways Queer
Laurence Anyways, su gentile concessione di Network Releasing

40. Lawrence Anyways

Con una durata di più o meno tre ore, la geniale opera di Xavier Dolan – forse il primo film in cui si è sentito abbastanza sicuro di sé per mettere al centro il suo stile personale – è un ritratto quasi documentaristico di una relazione decennale. Laurence è uno scrittore di successo, innamorato della sua fidanzata. Un giorno, decide di intraprendere la transizione, e gli anni che seguono segnano una forte rottura nella loro relazione. Un commovente e audace esempio di un cinema queer profondo e complesso.

39. Quando hai 17 anni

L’esplosiva combinazione tra André Téchiné e la miglior sceneggiatrice contemporanea francese Céline Sciamma ci ha regalato una gemma rara del cinema contemporaneo. Film più sull’adolescenza che sulla queerness in senso stretto, Quando hai 17 anni racconta la storia di due ragazzi teenager che, dopo essersi odiati per la maggior parte del liceo, finiscono a vivere sotto lo stesso tetto. Quella che prima era rivalità si trasforma in ammirazione reciproca, e una sottile trama queer inizia a dispiegarsi.

38. The Wound

Nella comunità Xhosa, i teenager compiono il passaggio verso l’età adulta intraprendendo un pellegrinaggio che insegna loro come vivere da adulti e diventare i capo famiglia. The Wound ci porta a seguire questo percorso, sulle tracce di due uomini che si innamorano l’uno dell’altro in un tempo e uno spazio che insistono nel promuovere un’eteronormatività molto aggressiva e non lasciano spazio ad altro. È un film doloroso, che sa rendere omaggio al talento del personaggio principale, il cantante e artista Nakhane.

37. And Then We Danced

In una scuola di danza georgiana, machismo e delicatezza collidono quando un agile ballerino si innamora di un nuovo studente. Quello che succede va oltre le storie d’amore gay stereotipate: And Then We Danced è sottile nei toni e ritrae in maniera magistrale le complessità di un primo amore queer all'interno di un luogo che non lo permette. Alla prima del film si sono verificate feroci proteste da parte dei georgiani, ma la portata del film ha superato questi attacchi e ha fatto innamorare tutti gli spettatori del mondo.

36. The Way He Looks

Questo dramma liceale brasiliano che parla di un ragazzino cieco che cerca disperatamente di ottenere la propria indipendenza è stata una vera e propria hit dei festival globali nel 2014. Ambientata a São Paulo, sviluppa un’amicizia tra il protagonista Leo e un altro ragazzino appena arrivato in città, Gabriel. Con riferimenti che vanno da Modern Love di Bowie a Belle & Sebastian, questa storia d’amore sa esattamente quali melodiosi sentimenti vuole innescarci.

Beach Rats
Beach Rats, su gentile concessione di Peccadillo Pictures

35. Beach Rats

La periferia di Brooklyn è l’ambientazione in cui Frankie, un ragazzino teenager, cerca di capire la sua sessualità mentre gli ormoni del suo migliore amico impazzano alla grande. Ha una ragazza, ma quando si fa notte si inoltra in chatroom gay per trovare uomini con cui passare la notte. Questa bellissima storia di una complicata sessualità ha fatto nascere due stelle: la regista Eliza Hittmann, e l’attore inglese Harris Dickinson.

34. Lilting

I confini della cultura, della tradizione e della lingua si confondono nel triste dilm con protagonista Ben Whishaw chiamato Lilting. In una casa di riposo, un’anziana vedova cinese affronta il lutto di suo figlio, Kai. L’unica persona che le sta al suo fianco è Richard, un amico di Kai di cui lei è stata sempre gelosa perché era con lui che Kai passava la maggior parte del suo tempo prima che morisse. Lei non sa che i due stavano insieme. In più di 90 minuti, si dispiega una storia fatta di ricordi e comprensione.

33. La favorita

La grottesca storia settecentesca di Yorgos Lanthimos, dove due donne competono per l’amore di una regina è uno dei pochi film che usa la queerness come mezzo umoristico, riuscendoci davvero. Film vincitore agli Oscar, deve la sua potenza a un paio di cosa: il linguaggio cinematico di Lanthimos, Olivia Colman che interpreta magistralmente il ruolo di regina-dominatrice, e l’energia queer di Rachel Weisz. Gay rights.

32. End of the Century

Immagina conoscere qualcuno, innamorartici e realizzare che avevi fatto esattamente la stessa cosa con la stessa esatta persona tempo addietro? Questa è la premessa di End of the Century, una storia d’amore gay del 21esimo secolo che parla di due uomini a Barcelona e fa un chiaro riferimento a Weekend di Andrew Haigh. Mentre il film di Haigh traccia un ritratto più dolce di una connessione queer, End of the Century è fieramente erotico: sexy, moderno e completamente cosciente degli strati di queerness presenti nel 2019.

31. Pariah

Più o meno sei anni prima che Moonlight diventasse il metro di paragone per il cinema queer di colore, la regista di Mudbound Dee Rees ha plasmato questo delicato film che parla di una giovane lesbica a Brooklyn. Semi-autobiografico, racconta i sentimenti di una comunità che mano a mano affiorano in strani e dolci incontri oppure in reazioni imprevedibili da parte di persone che consideriamo famiglia. Una vita queer non è mai monotona. Radicalmente onesto, Pariah di Dee Rees ci spiega come girano davvero le cose.

Bambi Documentary
Bambi, su gentile concessione di Epicentre Films

30. Bambi

Sebastien Lifshitzha fatto la missione della sua vita quella di parlare di persone queer marginalizzate. Nel suo documentario del 2013 Bambi, si è concentrato sulla star algerina Marie Pierre-Pruvot, una showgirl transgender conosciuta per aver passato due intere decadi al leggendario Carrousel de Paris. Questo empatico ritratto di una star che ha fatto una notevole carriera (prima di andare in pensione era una professoressa universitaria) è stato mandato in onda sulla televisione francese dopo aver vinto il Teddy Award come Miglior Documentario alla Berlinale.

29. Princess Cyd

Famiglia e sessualità sono sempre state forze magnetiche all’interno delle narrazioni cinematografiche; spesso una fonte di conflitti più che di comprensione. Questo è sdoganato da Princess Cyd, la storia di una ragazza orfana che passa un’estate dalla sua single, ed estremamente indipendente zia. Le conversazioni slittano dall'essere forzate a diventare sempre più animate, e quello che ne scaturisce è una relazione che lei non ha più avuto dalla morta di sua madre: una relazione con una persona liberale con cui confidarsi e cercare supporto nella scoperta della propria identità. Le storie sulla queerness spesso vanno di pari passo con il trauma; Princess Cyd ci ricorda invece che esistono ambienti in cui è concessa la compassione.

28. 52 Tuesdays

Girato ogni Martedì durante il corso di un anno intero (come suggerisce il titolo), questo film sulla scoperta di sé stessi parla di Billie, una sedicenne che vive assieme a sua madre nelle periferie australiane appena reduce dal divorzio dei suoi genitori. Un giorno, tornando da scuola dichiara a sua madre che sta per iniziare la sua transizione di genere, e che da quel momento vuole essere chiamata James invece che Jane. È un film sui legami familiari e sul sacrificio, e sulla bellezza di poter vivere nel corpo di cui ci si è sempre sentiti parte.

27. Kate Bornstein is a Queer & Pleasant Danger

Opera del regista transessuale Sam Feder, questo documentario segue la vita e le suggestioni di Kate Bornstein, artista che non si rifà a convenzioni di genere, scrittore e attivista e punto di riferimento per le persone di tutto il mondo che mettono in discussione il concetto di genere. Attingendo dall’esperienza condivisa della transizione, il film di Sam è un’ode a una persona che ha avuto un’incommensurabile impatto su così tante vite.

26. È solo la fine del mondo

Un gioiellino incompreso del catalogo di Xavier Dolan. È solo la fine del mondo ci porta a alla cena di famiglia di un uomo gay, tornato a casa per svelare il suo segreto e raccontare che sta morendo. Ma quello che sarebbe dovuto essere un commovente momento di ricongiungimento finale viene intaccato da un conflitto rimasto irrisolto da sempre. La linea narrativa queer è molto sottile - praticamente concentrata esclusivamente in due minuti di flashback di quando il suo primo amante si era arrampicato fino alla finestra della sua stanza col sottofondo di Dragostea Din Tei -, ma questo film rimane uno dei migliori di Dolan.

Eastern Boys
Eastern Boys, su gentile concessione di Peccadillo Pictures

25. Eastern Boys

Quattro anni prima che il suo masterpiece BPM sconvolgesse il cinema queer, Robin Campillo ha vinto il Film Festival di Venezia con Eastern Boys, il suo film parla di un uomo di mezza età e del suo incontro con una giovane escort, e di come questo incontro ha dato forma alla sua vita in maniera insolita. Un film dolceamaro che parla dell’omosessualità repressa e di come una catarsi possa arrivarsi dalle situazioni più insolite, questo è un must-see di un uomo che sta influenzando tutti i giovani filmmaker queer.

24. Call Me Kuchu

Nel 2010, un giornale ugandese ha pubblicato una foto dell’attivista LGBT David Kato chiedendo un processo e la pena di morte per tutti gli omosessuali. Un anno dopo, è stato assassinato. Questo è l’incipit di questo documentario sull’essere queer in un posto come l’Uganda, dove l’omosessualità è punibile con la morte. Con un budget ristretto, si affida agli orrori della verità per raccontare come ci si sente ad essere considerato un criminale solo per essere al mondo.

23. Mapplethorpe: Look at the Pictures

L’arte queer è, nella sua essenza, un atto di ribellione verso l’establishment eteronormativo. Nel caso di Robert Mapplethorpe, è stato molto più di questo; è stato un vero e proprio mandarlo aff*****lo. Questo documentario che ha avuto la sua premiere al Sundance non addolcisce la pillola rispetto a quello che Mapplethorpe rappresentava -- gli scatti dei genitali e il sadomasochismo della maggior parte dei suoi lavori restano. E se si accantonano quelli, rimane un ritratto di un uomo che ha definito un’era della fotografia queer americana.

22. Theo et Hugo Dans le Même bateau

Nei profondi e afosi meandri di un club gay parigino, due uomini si incontrano, scopano e da quel momento sono completamente legati uno all’altro. Quello che doveva essere un incontro di una sola notte diventa un ritratto, raccontato in 97 minuti in real timed cosa voglia dire abbandonarsi completamente a una persona quando c’è sempre un rischio di mezzo. Incompreso, ma sensazionale.

21. Disobedience

Nei sobborghi della Londra nord, due giovani donne ebree sono attratte una all’altra e per questa ragione sono subito esiliate fisicamente, e mentalmente, dalla loro comunità. Disobedience di Sebastien Lelio racconta di quando le sue donne si rincontrano dopo decadi, mentre le loro famiglie, relazioni e il posto dove sono cresciute si mischiano un’ultima volta. Un’altra perla che si aggiunge al canone cinematografico di Rachel Weisz.

How to Survive a Pague
AIDS - Cronaca di una rivoluzione, su gentile concessione di PBS

20. AIDS - Cronaca di una rivoluzione

Cinque anni prima che 120 battiti al minuto ci mostrasse gli aspetti più complessi del gruppo di attivisti parigini per la lotta all'AIDS, usciva questo documentario. Provocatorio e agguerrito, AIDS - Cronaca di una rivoluzione testimonia tutto il coraggio dimostrato dai membri della comunità queer quando si sono battuti contro l'FDA per cercare di salvare se stessi e i propri amici. A quel tempo, infatti, il l'ente governativo preposto alla regolamentazione dei prodotti farmaceutici (e alimentari) aveva la possibilità di operare degli interventi finalizzati a contenere la diffusione dell'HIV, ma non ha fatto assolutamente niente. Lo sguardo crudo e commovente del regista si getta a capofitto dentro questi anni vitali per la storia LGBTQ+, mostrando quanti passi avanti abbiamo fatto, ma anche tutta la strada che c'è ancora da percorrere.

19. Viva

Per una persona queer, accettare la propria identità è il primo passo di un lunghissimo percorso. In Viva, un giovane parrucchiere dell’Havana passa molte serate assieme ad effervescenti drag queen, pensando sul fatto di diventarlo anche lui. Il suo debutto viene ostacolato dal padre che colmo di disapprovazione si presenta alla sua porta. Questo film spezzacuore firmato dal regista irlandese Paddy Breathnach, che dagli horror ha sperimentato con narrazioni queer.

18. Love, Simon

La comunità LGBTQ+ era abbastanza diffidente quando 20th Century Fox ha annunciato che avrebbe messo a disposizione $17 milioni per un’adattamento di un romanzo queer adolescenziale cult, facendo questo il più costoso film LGBTQ+ mai stato fatto. Con come protagonista Nick Robinson, la presenza di questo film è stato un grosso dono a una comunità che, ancora oggi, è davvero poco rappresentata sul grande schermo. Se non piangi nemmeno un pochino, sei davvero fatto di ghiaccio.

17. Vito

Nominato per i GLAAD nel 2011, questo omaggio a Vito Russo -- una delle figure più rilevanti del movimento gay pride-- è stata una hit per l’audience del New York Film Festival quando ha avuto la sua premiere. Riprendendo la sua vita, traccia il ritratto di un autore e attivista che ha dedicato la sua troppo breve vita per dare voce ai diritti dei suoi compagni. Essenziale, istruttivo per chiunque voglia sapere com’era la vita in quel momento storico.

16. La vita di Adèle

La lenta, delicata e coinvolgente storia d'amore tra una donna dai capelli blu e una teenager che perde la testa per lei ha dato il via a questa sorta di rinascimento dei queer movie verificatosi nell'ultimo decennio. Il film ha anche attirato molte critiche e dibattiti da entrambi i lati dello schermo: la sua protagonista, Léa Seydoux, e l'allora esordiente Adèle Exarchopoulos hanno espresso tutto il loro disagio per i giorni estenuanti e superflui (sì, giorni) passati a girare le famose scene di sesso di 12 minuti; molte spettatrici queer hanno criticato le inesattezze di questa coreografia sessuale. Comunque sia, il film si è portato a casa la Palma D'Oro al Cannes Film Festival e merita un posto in questa lista per il dramma straziante e le emozioni viscerali che sa suscitare nei suoi momenti più forti, intimi e profondi.

Sauvage
Sauvage, su gentile concessione Peccadillo Pictures

15. Sauvage

Sauvage parla di prostituzione e della complessa tensione tra chi ne ha a che fare. Il protagonista, interpretato da Félix Maritaud di BPM, è un tossicodipendente disperato perch vuole uscire dal mondo in cui si trova, ma non riesce proprio a immaginarsi un mondo diverso dal suo. Pubblicato nel 2018 ha fatto vincere a Félix il premio di Star Nascente del Cannes Film Festival.

14. The Ornithologist

Considerando lo stato da oppressori rispetto alla comunità LGBTQ+, le parabole religiose sono forse uno degli ambiti da cui i queer filmmaker possono attingere di più. The Ornithologist è, nelle parole del regista, una “riappropriazione blasfema” della storia di Sant’Antonio da Padova, rivista come la ricerca che intraprende un bird-watcher attraverso la natura portoghese. Lì incontra un paio di turisti che lo imprigionano e un capraio chiamato Gesù, con cui innesca una relazione. Esoterico e impegnativo, questo film porta il queer filmmaking agli estremi.

13. Weekend

Prima di trasformare Chloë Sevigny in una giovane fantina per Charley Thompson e ritrarre una complicata storia d'amore durata 45 anni nel film intitolato, appunto, 45 anni, il regista inglese Andrew Haigh dimostra ancora una volta tutto il suo talento con il successivo lavoro. Quella che sembrava essere un'avventura di una notte come tante altre si evolve in un turbinio di emozioni che rimangono addosso a entrambi per molto più tempo di quanto si sarebbero mai aspettati. Asciutto e delicato, il film fornisce un ritratto mai banale di quanto l'amore possa nascere e crescere dentro il nostro cuore anche nelle situazioni più inaspettate.

12. Alexander McQueen - Il genio della moda

I documentari di moda sono spesso considerati frivoli; leggeri, nel grande schema delle cose. Eppure, c’è McQueen: il documentario di Ian Bonhôte e Peter Ettedgui racconta della vita di un uomo che ha scardinato i codici dell’alta moda per crearne delle opere d’arte dalle sue rovine. Un film che insegna ribellione, che traccia il profilo di un artista queer disturbato da tormenti mentali, questo film è un omaggio a uno dei grandi di quest’industria.

11. Appropriate Behaviour

Presente per la seconda volta in questa lista, Desiree Akhavan si vede come scrittrice e regista di questa divertente romcom che parla di una ragazza bisessuale non dichiarata che esplora la vita da single nella città di New York City. Essendosi trasferita dall’appartamento del suo ex fidanzata (anche se i suoi genitori pensavano che fossero coinquiline e grandi amiche), la protagonista Shirin deve affrontare la vita nella grande mela facendo i conti con le conseguenze del suo ‘coming out’. Un esempio del talento di Desiree, questa è una grande aggiunta nelle fila dei film queer.

10. I Am Not Your Negro

Il lavoro di James Baldwin rimane uno dei più importanti della storia culturale queer: uno scrittore e attivista che ha raccontato magistralmente le esistenze marginalizzate (lui, un ragazzo di colore gay cresciuto ad Harlem). Il suo lavoro emana queste identità, e spesso molte altre insieme; Giovanni’s Room è forse è forse la più grandiosa e naturale storia di un amore queer mai stata scritta. Mentre I Am Not Your Negro non è un resoconto della vita di Baldwin, è la visione di un lavoro che non ha mai concluso: Remember This House, un manoscritto che racconta gli omicidi di tre delle persone a lui più care -- Medgar Evers, Martin Luther King Jr. e Malcolm X -- e dell’effetto che loro hanno avuto sulla cultura nera americana. Potrebbe non sembrare totalmente un film queer, ma solo per aver raccontato la storia di alcuni delle più importanti figure della nostra cultura, merit di essere visto da chiunque – a prescindere dalla sessualità, genere o etnia.

9. Tomboy

Céline Sciamma è l’unica filmmaker ad essere presente per tre volte in questa lista. Nei suoi 15 anni di carriera, ha cristallizzato cosa vuol dire essere un adolescente queer, forse meglio di chiunque altro. Il suo lavoro è puro, ma mai clinico; sapiente, ma mai saccente. Tomboy del 2011 racconta la storia di Laure, una ragazzina di dieci anni che non si identifica in alcun genere, che si trasferisce in un’altra casa durante un’estate parigina. E iniziano una nuova vita facendosi chiamare Mikäel. Il loro esperimento porta a risultati interessanti: facendo nuove amicizie; cambiando il loro rapporto con il proprio corpo. Ma alla fine, quello che Mikäel (o Laure) imparano, è il significato della fluidità di genere. La vita continua, e le decisioni che prendiamo per noi stessi sono in costante cambiamento.

8. Lo sconosciuto del lago

La paura dell’HIV/AIDS è spesso usata dai filmmaker per trasformare incontri occasionali in una sentenza di morte. Ma nel film di Alain Guiraudie Lo sconosciuto del lago, la fonte del pericolo prescinde la fisicità. Nella natura francese, distaccati dalla vita di tutti i giorni, una spiaggia e la forests diventano la cornice per una terra di cruising. Uomini si incontrano, scopano e vengono visti dai passanti. È qui dove il protagonista Franck incontra Michel, un bellissimo uomo che -- al dire di altri frequentatori del posto -- sta dietro agli strani casi di persone scomparse nell’area. Ma la voglia di Franck supera la paura delle tendenze omicide di Michel e una violenta storia d’amore ha inizio. Immaginate Hitchcock fare film LGBTQ+, ed è quello che vedrete guardando questo film .

7. Tangerine

Quando si sperimentava con mezzi poco ortodossi per girare un film, Sean Baker ci ha regalato Tangerine. Girato su un iPhone 5s con un budget bassissimo, la sua feature racconta la storia di Sin-Dee e Alexandra, due prostitute transgender che si riuniscono per la notte di natale dopo che Sin-Dee è stata brevemente in carcere. Si ritrovano per scoprire che il loro pappone, fidanzato di Sin-Dee, ha iniziato una nuova relazione con un’altra ragazza; quello che segue è una folle corsa attraverso Hollywood per fargliela pagare. Mentre molti film diretti da una prospettiva bianca ed eteronormativa sono fonte di conflitti, il film di Sean sottolinea l’importanza della sorellanza transgender in una maniera che solo pochi registi sono riusciti a fare così bene. Ci ha anche regalato due nuove performer eccellenti Kitana Kiki Rodriguez e Mya Taylor.

6. Ritratto della giovane in fiamme

Ritratto della giovano in fiamme, è il secondo film di Céline Sciamma della nostra top 10, prendendo i tropi dei film storici togliendo la patina romanticizzata, per raccontare la storia di Héloïse, una donna del settecento che si rifiuta di sposarsi con un uomo che non ha mai incontrato. Ogni artista che ha viaggiato verso il nord della Francia, dove lei vive, per dipingere un ritratto degno della sua bellezza (per poi mostrarlo al pretendente) ha fallito nella sua missione. Poi arriva Marianne. Sotto le spoglie di domestica, raccoglie ogni dettaglio della sua bellezza. Il duo unisce in una storia d’amore, e gli ultimi cinque minuti del film sono forse una delle scene più affettuose e incendiarie della cinematografia contemporanea.

5. The Handmaiden

Brutalità e comportamenti subdoli sono il tratto stilistico di Park Chan-Wook. Si sono visti in Oldboy, e nella contorta e folle erotica di Stoker una decade più tardi. Ma è in The Handmaiden, il suo film tripartito lungo quasi tre ore tratto dal romanzo Fingersmith di Sarah Waters che inganno, sesso e queerness si sovrappongono perfettamente. Scostandosi dalla storia di Sarah dall’inghilterra al Giappone coloniale degli anni ’30, il film vede Sook-Hee, una giovane ladra che vive una squallida vita la cui esistenza cambia radicalmente quando viene presa a lavorare da un Conte per prendersi cura di una famiglia borghese. Il suo ruolo è di separare Lady Heiko, una giovane ereditiera, dalla sua fortuna. Quello che succede è l’innescarsi di un triangolo amoroso, uno psycho-thriller che riprende l’amore gay femminile in maniera mai fatta prima. The Handmaiden non è solamente un esempio di film queer, è anche considerato una perla del cinema a tutto tondo.

4. Chiamami col tuo nome

Certe volte alcuni film sono così d’impatto che l’effetto che hanno sulla cultura pop è immenso e duraturo. Questo è il caos di Chiamami col tuo nome, un masterpiece che si sposta dal regno queer in senso stretto per arrivare alla cultura pop. La storia, come sapete, ci porta in un’estate nel nord dell’Italia negli anni ’80. Bloccato nella villa di famiglia il 17enne americano Elio passa i giorni a leggere spartiti e farsi il bagno nel lago. Poi, tutto a un tratto, lo stagista del padre viene in visita: Oliver, un affascinante archetipo di bellezza americana, e una vorace amore senza pensieri scaturisce tra i due. Per essere un sottogeneri del cinema intriso di malinconia, il film di Luca Guadagnino è forse il regalo più grande che ci ha fatto fino ad ora. E sarà un esempio positivo dell’esistenza queer per molte decadi a venire.

3. Carol

Nel 1952, Patricia Highsmith ha pubblicato il materiale per il suo masterpiece del 2015 sotto uno pseudonimo, per paura che fosse etichettata come una “scrittrice di libri gay” per il resto della sua carriera. Intitolato The Price of Salt, è nato dall’esperienza dell’autrice quando lavorava del reparto giochi di Bloomingdales, di una donna in pelliccia che è entrata, ha comprato una bambola, e se ne è andata. La transazione, quella donna, è diventata la base su cui si snoda il personaggio di Carol Aird; Patricia Highsmith si intrufola nella pelle della sua amante immaginaria, la protagonista del libro Therese Belivet. Ambientato negli anni ’50 a New York, questo adattamento di Highsmith — scritto per lo schermo dalla cara amica Phyllis Nagy -- è largamente considerato un gioiello del cinema. Cate Blanchett interpreta l’affascinante, dolce e forte personaggio principale: una donna che da le spalle a una vita monotona e vuota lasciando il marito per scappare con Therese, interpretata dalla silenziosa e dolce Rooney Mara. Questo film è un esempio di come le storie d’amore queer possano essere l’ambientazione di comprensione e compassione. Attraverso le lenti di Todd Haynes, guidate dal cinematografo Edward Lachmann, ogni tocco risulta tenero. Carol è affascinante, puro e perfetto.

2. 120 battiti al minuto

Negli anni ’80 e ’90 le persone LGBTQ+ e sostenitori della causa hanno combattuto con tutte le loro forze le istituzioni, i governi e le compagnie farmaceutiche perché riconoscessero la gravità delle migliaia di morti causate dall’HIV/AIDS. Il gruppo più accanito era chiamato ACT UP, un movimento internazionale che che portava avanti proteste in tutto il mondo, sbattendo in faccia la verità alle persone che stavano ignorando la situazione. 120 battiti al minuto di Robin Campillo è viscerale e pulsante, mentre ci porta nelle vite di sue membri di ACT UP. È il 1990, e Nathan, che non è sieropositivo, è appena entrato nel gruppo. Sean, che è positivo alla malattia, è già nel gruppo da molto tempo. Insieme, esplorano l’escapismo dei club della città (da qui il doppio senso del titolo del film) e la realtà di vivere come persona queer in un era in cui si era perseguitati e dove la morte era una costante. Il film sta a metà tra una gioiosa celebrazione della queerness e una profonda e oscura testimonianza della violenza a cui le persone erano soggette. Ha reso Robin Campillo uno dei filmmaker queer più visionari e ci ha regalato degli artisti favolosi come Nahuel Pérez Biscayart e Arnaud Valois, and diventando uno dei migliori esempi dei film queer di qualsiasi decade.

1. Moonlight

A volte, un film non smette mai di stupire; cresce man mano che lo si guarda. In questo senso, il film di Barry Jenkins Moonlight è un’incredibile lezione di vita: un esempio di ciò che il critico del New York Times A. O. Scott definisce “consanguineità infinita” - un lavoro di cinematografico che riesce a unirci tutti in un loop di amore. Raccontato in tre capitoli dalla prospettiva della stessa persona - un bambino chiamato “Piccolo”, un teenager chiamato Chiron, un uomo adulto chiamato “Nero” - questo adattamento della pièce In Moonlight Black Boys Look Blue di Tarell Alvin McCraney potrebbe essere interpretato come un caso particolare di queerness e black identity interconnesse. Potrebbe sembrare grossolano definire questo film “universale” (non predica mai, si limita a guidarci pacatamente verso qualcosa che avevamo bisogno di sentire), ma di fatto è un film stratificato e mai retorico sulle identità che incrociandosi vanno a costituire un tutto unico, ma anche sul crescere sapendo che la tua esistenza è infinitamente più complessa per via della società in cui ti trovi. Attraverso la propria vita, il personaggio di Chiron incontra figure che stanno combattendo battaglie simili alle sue, semplicemente partendo da identità diverse. Sua madre, che si prende cura di lui, è una tossicodipendente; l’uomo che lo prende sotto la sua ala, Juan, è la stessa persona che detiene il monopolio dello spaccio nel quartiere. Ma impara comunque da lui alcune cose: a nuotare, a farsi valere con i bulli della scuola, a costruirsi il proprio percorso nella vita. Moonlight è un film profondamente queer ma è anche molto più di questo: è abbastanza suggestivo per sedurre delicatamente chiunque lo guardi e condurlo a capire un’esperienza vissuta da molte persone. Questo è cinema queer al suo meglio: un’opera non aggressiva che definisce una decade in cui il cinema non ha bisogno di combattere per andare avanti. Tutti noi siamo stati conquistati dal suo geniale incantesimo.

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

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