Tutte le immagini su gentile concessione di Alessandro Capozzi.

iper-realismo in miniatura: scopri i tatuaggi di alessandro capozzi

“Creo disegni di dimensioni ridotte e con un altissimo numero di dettagli, a cui aggiungo un effetto ottico di distruzione, in cui il soggetto tende a sgretolarsi e dividersi in piccole particelle.”

di Giorgia Imbrenda
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14 novembre 2019, 9:00am

Tutte le immagini su gentile concessione di Alessandro Capozzi.

Tatuaggini è la rubrica di i-D che vi fa conoscere i nuovi tattoo artist italiani di cui non avete mai sentito parlare. Sono giovani, hanno uno stile unico e stanno riscrivendo le regole della loro industria. Li scegliamo perché rispettano i valori in cui i-D crede e per cui lotta da sempre, che sono tolleranza, diversity e inclusività. Oggi vi presentiamo Alessandro Capozzi. Se volete farvi tatuare da lui, questo è il suo account Instagram. Siamo sicuri risponderà ai vostri DM in tempo zero.

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Come descriveresti il tuo stile? E come lo hai sviluppato?
Gli altri hanno definito il mio stile come hyper-realistic e single-needle. Nella pratica, creo disegni di dimensioni ridotte e con un altissimo numero di dettagli. Una sorta di iper-realismo in miniatura. A questo aggiungo un effetto ottico di distruzione, in cui il soggetto tende a sgretolarsi e dividersi in piccole particelle, fino a scomparire del tutto.

Il tatuaggio in assoluto più assurdo che hai fatto?
Non credo che un tatuaggio si possa definire assurdo, in quanto ogni soggetto ha un preciso significato per chi lo richiede, che è compito dell’artista tradurre in un’opera d’arte.

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Hai mai detto di no alle richieste dei tuoi clienti?
Sì! Purtroppo sono costretto a rifiutare molti pezzi per mancanza di tempo, anche lavorando sei giorni su sette, oppure in quanto il pezzo richiesto non rappresenta il mio stile o non coincide con la mia visione artistica. Poter accontentare tutti? Sarebbe bello. Qualche esperto in clonazione.

Perché hai deciso di non fare uso del colore?
È stata una scelta stilistica. Anche tutti i tatuaggi sul mio corpo sono in bianco e nero. Ho sempre preferito la finezza e la delicatezza del monocromatico, i giochi di luce e di ombre in armonia con la pelle, senza eccessive saturazioni di colore

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Qual è il tatuaggio che hai fatto a cui sei più legato in assoluto?
Il tatuaggio al quale sono più legato è questo qui sopra, ho creato questo lavoro ispirato da una statua dello scultore Matteo Pugliese, con il “destruction effect”. E’ stato fatto a nella city Hall di Tel Aviv per un uomo che fu vittima di un attentato terroristico e perse l’uso delle gambe per molti mesi. Rappresenta il sentirsi intrappolati, la voglia di libertà e il percorso verso uno stato di accettazione del danno fisico e crescita psicologica.

I tuoi disegni sono molto realistici e ricordano quelli di 1969tattoo e Dr. Woo, in un certo senso. Come sei arrivato a specializzarti in questo stile?
La tecnica di base è la stessa, cosiddetta Single Needle (si usa un ago singolo, sottilissimo), che consente di ottenere pezzi ad altissima definizione. Il termine è stato coniato a Los Angeles. Mi sono specializzato in maniera naturale, con la pratica i miei pezzi sono diventati sempre più complessi e le dimensioni si sono ridotte, fino ad arrivare al mio stile odierno che si basa sulla grandissima attenzione ai dettagli microscopici ed alla tridimensionalità finale, unitamente all’eleganza di un tatuaggio piccolo e discreto.

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Il tuo rapporto con i social? Quanto e come influiscono sul tuo lavoro?
Sono sempre stati un ottimo mezzo di comunicazione per me. Il mondo del tatuaggio non è mai stato così connesso. I social mi hanno consentito di conoscere molti artisti di talento e di ampliare i miei orizzonti a livello umano e professionale.

Quanto conta la bravura tecnica nel tuo lavoro?
La bravura tecnica, oltre che essere un requisito essenziale per diventare un artista di successo, è una garanzia per i clienti. Lavoriamo sulla pelle di esseri umani con inchiostri indelebili. Andresti mai da un chirurgo con una conoscenza inadeguata degli strumenti o delle tecniche necessarie per operare con successo?

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Ecco un altro tatuatore che abbiamo intervistato di recente, Matteo Masini:

Crediti

Intervista di Giorgia Imbrenda
Tutte le immagini via @alessandrocapozzi

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