le meravigliose creazioni ricamate del collaboratore di björk

Da una maschera a forma di falena gotica per la regina del pop islandese fino ai bucaneve ricamati sul logo della Nike, il filo conduttore nei lavori di James Merry è la trasformazione.

di Zio Baritaux
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03 luglio 2015, 2:35pm

Foto: Thomas Whiteside

Lo scorso mese Björk si è esibita al Governor Ball Music Festival a New York, volando sul palco con un indosso un abito alato ricco di glitter abbinato a un'audace maschera in pizzo dell'artista James Merry. James, che vive tra New York e l'Islanda (dove abita circondato da lupini color lavanda), ha ricamato la maschera principalmente di colore bianco e nero, arricchendola con un turbinio di neon e perle. "Björk aveva una serie di riferimenti veramente specifici e ha condiviso con me molte immagini, specialmente di alcune falene semplicemente stupende", spiega James, che lavora con l'artista islandese da sei anni. "La cosa che ho amato di più sono state le loro antenne bianche e ramificate quindi ho inizitato a ricamarle e, lentamente, si è trasformata in una sorta di tecno-maschera da falena vittoriana". La natura è un tema fondamentale quanto ricorrente nei lavori di Merry; nel 2012 ha pubblicato Anatomies, un libro di illustrazioni dove la struttura delle piante viene fusa alla forma del corpo umano. Più recentemente, ha iniziato a ricamare fiori e funghi su classici capi sportswear.


Foto Santiago Filipe

Che cosa ti piace di più del ricamo?
Mi piace il ritmo e il controllo che si ha nel lavorare a mano. Ti rallenta. Ti proietta in un preciso momento della concentrazione e può essere davvero terapeutico se si vive una vita altrimenti molto movimentata. Anche la sua funzionalità, posso portare tutto quello che mi serve nello zaino e lavorare mentre sono in viaggio o mentre guardo la tv. La cosa che mi piace molto è la vestibilità del prodotto finale: non sono incastrati in una cornice su una parete, possono essere indossati, piegati e quando si sporcano li puoi mettere in lavatrice. Adoro questo aspetto della cosa.

Qual è quella che preferisci tra le tue creazioni?
Credo di essere sempre emozionato per la mia ultima creazione, quindi direi il copricapo in pizzo che Björk ha indossato durante la sua ultima performance live. Mentre ci stavo lavorando ero un po' insicuro sul risultato finale ma appena lo ha indossato con l'abito di Nikoline Liv Andersen… era tutto così perfetto che mi ha colpito.


Foto Andrew Thomas Huang

Come è iniziata la tua collaborazione con Björk?
Ho conosciuto Björk più di sei anni fa tramite un amico in comune a Londra, quando lei stava ancora iniziando a concepire Biophilia ed era alla ricerca di un assistente. È stata un'avventura. Ci siamo scambiati un paio di video YouTube tramite mail e poi sono andato a New York per incontrarla. Sono ritornato a Londra e due settimane dopo ho mollato tutto per trasferirmi a New York e lavorare con lei a tempo pieno. Lo faccio da allora. Sono sempre stato un po' riluttante a parlarne, come se fosse una sorta si spazio magico e fertile e parlandone troppo rischiassi di romperne l'idillio. Sotto molti aspetti, incontrarla e lavorare con lei è stata sicuramente la cosa migliore che mi sia mai capitata.

Prima di tutto ricordiamo che hai lavorato con Damien Hirst. Che cosa facevi e come è stato?
All'inizio stavo nel suo studio a fare i dipinti caleidoscopici delle farfalle, poi ho iniziato con roba più di amministrazione. Merito del mio talento per ricordarmi tutti i nomi delle specie di farfalle. 

Come ti è venuta l'idea per Anatomies?
Penso che principalmente sia stato un tentativo di spiegare le sensazioni fisiche che provo nel guardare i fiori o le piante…una sorta di strana sinestesia tattile. Le mie dita formicolano quando vedo le piccole gemme pelose alla fine dei rami. Se fisso i fiori troppo a lungo mi sembra di sentirmeli crescere sugli occhi… Ero affascinato da questa sovrapposizione tra botanica e anatomia: si tratta di un luogo lussureggiante dove due mondi completamente diversi possono coesistere.

E l'idea per la tua nuova serie sull'abbigliamento sportivo?
All'inizio di quest'anno sono rimasto bloccato a NewYork un po' più a lungo di quanto avrei voluto. Mi mancava davvero l'Islanda e lo stare in campagna, così ho iniziato questa specie di protesta silenziosa: prendere qualcosa di profondamente urbano, sterile e fatto a macchina come il mio vecchio maglione della Nike, e fertilizzarlo, costringendolo a fiorire ricamandoci sopra un bucaneve e del muschio. Credo che questi ricami siano simili ai disegni di Anatomies, entrambi si concentrano su un particolare punto della trasformazione, quel momento in cui qualcosa si trasforma in qualcos'altro. Sono ossessionato da questa cosa.

Che cosa ascolti quando lavori?
Devo sempre ascoltare musica quando lavoro. Al momento sto ascoltando molto Tinashe, Arca e Tink. Recentemente ho sentito una playlist di musica elettronica giapponese, su Soundcloud, chiamata Fairlights, Mallets and Bamboo.

Da cosa trai ispirazione?
Credo di aver avuto la maggior parte delle mie idee migliori in Islanda alla piscina pubblica locale ma anche camminando, facendo giardinaggio ed escursioni. Tutto è così estremo, specialmente il senso delle proporzioni: puoi trovarti all'ombra di un immenso ghiacciaio eppure ti trovi in ginocchio, nel muschio, a venerare la tenacia di un piccolo fiore artico che spunta dalla pietra lavica. 

jtmerry.com

Crediti


Testo Zio Baritaux
Ritratto Thomas Whiteside

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