all women are witches: guardate la prima campagna di lea peckre

La giovane stilista francese ha collaborato con il nostalgico fotografo belga Pierre Debusschere per la campagna autunno/inverno 17 e noi di i-D abbiamo incontrato i due amici di lunga data per parlare della loro collaborazione creativa.

di VICE Staff
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28 settembre 2016, 10:11am

Per la sua prima campagna "All Women are Witches," la giovane designer francese Lea Peckre è riuscita ad evocare la sua idea di femminilità alla perfezione: luce e ombra, modesta e gloriosa allo stesso tempo. Nessuno avrebbe potuto capire e tradurre in immagini la visione della stilista quanto Pierre Debusschere. Il fotografo belga, celebre per le sue collaborazioni con Raf Simons, ha interpretato la collezione autunno/inverno 17 con quel tocco di nostalgico romanticismo al quale ci ha abituati. Abbiamo incontrato i due amici per parlare della loro collaborazione e di cosa ammirano l'uno dell'altra.

Come vi siete conosciuti? Siete amici da molto, vero?
Pierre: Sì, ci siamo conosciuti nel 2008/2009, quando Lea era una studentessa di moda a La Cambre e veniva spesso al 254forest studio.

Com'è nata la vostra collaborazione artistica? Perché proprio ora?
Pierre:
Ho seguito Lea e i suoi lavori dal momento in cui ha messo piede fuori da quella scuola. è stato un processo naturale, ci siamo riuniti grazie ad amici comuni e abbiamo deciso di collaborare per questa campagna.
Léa: 
Vivevo a Bruxelles ed io e Pierre condividevamo molte cose: io studiavo moda e lui stava sperimentando con l'arte fotografica e cinematografica. All'epoca ha fotografato i miei lavori. Poco dopo mi sono trasferita a Parigi per sviluppare il mio brand e lui viaggiava in giro per il mondo. Ad un certo punto ho iniziato a sentirmi più matura e vagamente nostalgica. Volevo tornare ai miei primi amori, il Belgio e le persone fantastiche che ho conosciuto lì, quelle che mi hanno sempre ispirata fin dagli inizi. 

Com'è il vostro processo creativo? Cosa volete comunicare?
Pierre
: Abbiamo iniziato condividendo immagini, cose che ci ispiravano in quel determinato momento, citazioni e diversi elementi che hanno ispirato la collezione. Volevamo entrambi qualcosa che fosse fedele all'universo del brand, mettendo al centro la concezione di femminilità di Lea Peckre.
Léa:
 La malinconia e il romanticismo di Pierre mi hanno sempre colpita. Entrambi ammiriamo le icone religiose. Immagino donne che aspirano a sentirsi complete nel profondo. Abbiamo scelto di scattare i pezzi più commerciali della collezione invece di concentrarci su quelli più "d'impatto", quelli che di solito si usano per gli editoriali. Volevo mettere al centro i capi che le persone poi indosseranno realmente.

La campagna è molto sofisticata, quasi austera. Si tratta di un'idea condivisa?
Pierre:
Non credo si sia trattato di una scelta consapevole, anche se credo che io e Lea condividiamo la stessa estetica, quella belga ereditata dall'arte fiamminga.
Léa: Abbiamo lo stesso tipo di sensibilità, questo è certo. L'idea non era di creare qualcosa di austero quanto di comunicare qualcosa che andasse dritto al punto. La donna di Lea Peckre non ha bisogno di affidarsi a trucchetti.

Dalle immagini sembra che i vostri due universi siano entrati in collisione e che voi stiate interagendo nello spazio comune della creazione...
Pierre:
I nostri universi non sono opposti. La collaborazione è venuta in modo molto naturale.
Léa: Sì, è vero, sono molto soddisfatta del risultato e del fatto che, anni dopo il nostro primo incontro, siamo ancora fedeli a ciò che ci ispira da sempre.

Vorreste portare avanti questa collaborazione?
Pierre:
 Sì! Sarò sempre entusiasta all'idea di lavorare a nuovi progetti con Léa!
Léa: Dal principio della nostra amicizia, Pierre ed io non abbiamo mai pianificato davvero nulla, ma, per qualche strana ragione, le nostre strade continuano ad incrociarsi… 

Crediti


Foto Pierre Debusschere
Moda Tom Van Dorpe

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