5 momenti in cui lo sportswear ha conquistato la passerella

La collezione primavera/estate 17 di Vetements non conta una, ma ben 18 collaborazioni. Il collettivo parigino ha unito le forze con brand come Juicy Couture, Manolo Blahnik, Levis e Champion, il noto brand sportivo americano il cui logo è già apparso...

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lug 4 2016, 1:31pm

Photography Mitchell Sams

Lo sportswear italiano anni '90 di Gosha Rubchinskiy, primavera/estate 17: Nonostante il suo brand sia profondamente legato alla scena skate post-sovietica, il designer russo preferito di Rei Kawakubo non ha di certo intenzione di limitarsi ai confini geografici. In occasione di Pitti Uomo a Firenze, Gosha ha stupito tutti ispirandosi ai brand sportswear italiani anni '90 come Fila, Kappa, Sergio Tacchini e Lotto. E pensare che a Little Britain hanno scelto di far indossare a Kate Moss la felpa Kappa con il preciso intento di farla sembrare fuori moda.

Chanel sul ring, autunno/inverno 1992: Dimenticatevi il discorso del supermercato, Chanel potrebbe aprire un negozio sportivo con tutto ciò che ha utilizzato per le proprie sfilate: snowboard, tavole da surfcaschi da motocicletta e le epiche uniformi da hockey su ghiaccio, solo per citarne alcuni. L'autunno/inverno 92, però, è stata la stagione dei re del ring. Karl aveva chiuso la stagione colorandosi di rossi profondi: bustiers trapuntati, cappotti in pelle e vaporosi abiti in chiffon, il tutto tempestato da loghi Chanel luccicanti. Il look del knockout? Una tenuta da boxe completa, con tanto di accappatoio da boxe in pelle, cinturone in oro, guantoni rossi e casco con CHANEL scritto in lettere dorate. Una collezione da K.O.

Fotografia Mitchell Sams

Il guantone da baseball di Margiela couture, autunno/inverno 2012: I maestri del riciclaggio nella moda, ovvero il collettivo anonimo di stilisti che opera dietro le quinte a casa Margiela, hanno convertito guanti da scidecorazioni natalizie in giacche, cinture in pantaloni, carte da gioco in gilet. Per la collezione couture autunno/inverno 2012, però, la casa di moda ha fatto un fuoricampo memorabile, riutilizzando vecchi guanti da baseball per realizzare giacchevestiti.

Fotografia Piczo

Off-White e il grunge di Umbro, primavera/estate 17: Oltre ai suoi classici pantaloncini da calcio a scacchi, Umbro è arrivato ad essere uno dei nomi preferiti della moda. La collaborazione di Kim Jones con il brand britannico è durata ben 10 stagioni prima che lo stilista diventasse il direttore creativo della linea uomo di Louis Vuitton, e persino i re dello skate Supreme e Palace hanno collaborato con questo gigante del calcio per realizzare delle capsule collection ormai diventate un cult. In tempi più recenti, però, il celebre logo geometrico è apparso nella collezione primavera/estate 17 di Off White sulle passerelle di Parigi. Virgil Abloh non si è di certo limitato ai pantaloni al neon, ma ha portato la ormai famosissima grafica anche sulle camice in flanella, ottenendo un look che ricorda la borsa da palestra di un Kurt Cobain adolescente. 

Il lato punk del calcio di Thom Browne, autunno/inverno 2012: Come solo lui avrebbe potuto fare, lo stravagante stilista di New York ha creato un mondo in cui il punk anni '70 incontra il calcio. Questi atleti però sono ben lontani dal classico stereotipo del "campioncino del liceo": i modelli indossano vecchi uniformi ispirate al 19esimo secolo, che consistono in maglioni da rugby a strisce, pantaloni aderenti e caschi in pelle. 

Crediti


Testo Emily Manning