raf porta mapplethorpe in passerella

I lavori di Robert Mapplethorpe sono stati i protagonisti della collezione primavera/estate 17 di Raf Simons, che per il quarto anno ha deciso di sfilare a Pitti.

di Anders Christian Madsen
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20 giugno 2016, 10:50am

Arte su arte. È il tema principale delle sfilate di Pitti Immagine a Firenze dove i capolavori della città - dal Rinascimento all'architettura fascista e tutto quello che vive in essa - vengono utilizzati come sfondo per le nuove creazioni degli stilisti. Come fece Pucci nel 2014 quando coprì il Battistero del Duomo con un'enorme sciarpa, o come ha fatto Karl Lagerfeld questa stagione quando ha messo in mostra le sue fotografie accanto ai capolavori rinascimentali a Palazzo Pitti. Per la terza volta al rodeo fiorentino - quarto se si conta la sfilata di Jil Sander nel 2010 - lo stilista torna nel palazzo in cui tutto è cominciato: Stazione Leopolda dove, nel 1998, ha fatto costruire un appartamento tutto bianco dove tre ragazzi vestiti Raf Simons hanno vissuto per tutta la durata dell'istallazione. Nel 2005, ha celebrato il decimo anniversario del suo marchio con una retrospettiva e uno show al Giardino di Boboli. Nella vera maniera fiorentina - e nello spirito Pitti - la collezione primavera/estate 17 presentata a Stazione Leopolda lo scorso giovedì pomeriggio rappresentava il perfetto connubio tra arte e artigianato. I modelli che indossavano i suoi pezzi d'archivio avevano già preso posto come gli altri ospiti della sfilata e quando Michel Gaubert ha fatto partire The Cold Song di Klaus Nomi da King Arthur, candidi e magri ragazzi hanno iniziato a farsi velocemente spazio tra la folla con abiti in cui erano stampate delle fotografie. Fotografie di Robert Mapplethrope.

"Volevo che nella sfilata ciascun modello rappresentasse un'opera. Volevo immergermi nel ruolo di un curatore, come se si trattasse di un museo vivente, una cosa che è già stata fatta da altri per i lavori di Mapplethorpe - ma sempre in gallerie d'arte: sempre nello stesso tipo di contesto e con la stessa forma. Quindi ho pensato che per me poteva essere una grande sfida non mostrare i suoi lavori in una galleria ma nel mio stesso ambiente. L'hanno trovato subito interessante," ha detto Simons dopo la sfilata, indossando una maglietta schizzata di vernice proveniente dalla sua vecchia collezione fatta in collaborazione con Sterling Ruby. Si è avvicinato all'estetica di Mapplethrope passando due pomeriggi girando per l'archivio dei suoi libri - "personaggi famosi, ragazzi di colore, fiori, autoritratti e polaroids" - e ha deciso di rischiare il tutto e per tutto. "Molti lavori mi erano familiari, alcuni invece non li avevo mai visti. Sono rimasto colpito dall'impatto che certi dei suoi soggetti avevano su di me: scatti di artisti che ammiro che non ci sono più, come Alice Neel per esempio. Ho amato tantissimo Willem de Kooning e ci tenevo moltissimo ad affiancare le immagini meno conosciute a quelle che tutti noi abbiamo ben impresse nella nostra mente. Ovviamente ho deciso di comprendere anche dei lavori per cui lui è stato criticato, come le scene di sesso per le quali è stato bannato dai musei. Per me era importante mostrare tutte le sfumature del suo lavoro." Così ha fatto, includendo la più elegante immagine di un pene mai stata scattata.

Con le foto esposte direttamente sui suoi capi, Raf ha rivisitato Mapplethorpe andando oltre alla classica modalità "arte su arte" che abbiamo visto più volte a Firenze: ha utilizzato le sue creazioni per incorniciare gli scatti. Mapplethrope stesso compariva su alcuni capi, con tanto di cappellino in pelle. "Quando guardi i lavori di Mapplethrope capisci che c'è moltissimo di lui stesso in quegli scatti. Alcuni artisti non esprimono la propria personalità tramite i propri lavori, ma lui sì. Riuscirebbe a immortalare un semplice fiore e renderlo sexy." dice Raf. La sfilata è stata l'ultimo capitolo della trilogia Pitti dello stilista, l'ultima delle sue visite alla Settimana della Moda fiorentina, di cui ormai comprende l'essenza più di qualsiasi altro stilista. "Sono tornato per le persone. Loro mi hanno supportato e mi sono sentito incoraggiato a fare qualcosa di più," Firenze è la città natale di moltissimi storici e importanti artisti e stilisti. È creatività pura e rappresenta la perfetta fusione di passato e presente.

"Per me non è importante che tutto venga spiegato ed analizzato. Se funziona, funziona. Ho voluto sfidare me stesso mostrando i lavori di Mapplethrope a un audience di persone che difficilmente avrebbe potuto avere l'opportunità di vedere i suoi scatti esposti in una galleria. Così facendo sono riuscito a raggiungere diverse generazioni credo. Non mi fermo alle persone che conoscono bene l'arte." In quest'industria la domanda che ci poniamo più spesso è: La moda è arte? Alcuni di noi direbbero di no, ma comunque l'arte rimane la parte migliore di molte collezioni di Raf Simons. Non ha semplicemente inglobato i suoi scatti nei suoi capi, ma li ha esposti sulle sue creazioni, omaggiandoli. Si è trattato di una forma di fan art, ma quel tipo di fan art che fa sì che le nuove generazioni imparino a conoscere uno dei fotografi più influenti del ventesimo secolo. 

Crediti


Testo Anders Christian Madsen
Immagini per gentile concessione di Raf Simons

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