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premi oscar: dove sono tutti i film queer?

Dopo la pubblicazione delle liste dei candidati agli Oscar, analizziamo il perché la stagione degli Award è così importante per il futuro della cinematografia LGBT.

di Emily Manning
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19 gennaio 2016, 10:36am

Negli scorsi giorni le prime pagine dei giornali sono state dedicate (e questo non a torto) al fatto che, per il secondo anno consecutivo, l'Academy of Motion Picture Arts and Science ha deciso di non includere attori di colore nelle liste dei candidati. Niente nomination per B.Jordan con Creed, niente anche per Will Smith con Concussion, e nemmeno per Idris Elba con No Nation o Mya Taylor con Tangerine.

Per il suo ruolo da protagonista nel film indie di Sean Baker, Taylor è stata la protagonista della prima campagna targata Oscar a favore di attori trans, un progetto sostenuto da Caitlyn Jenner. La pellicola è ambientata a Los Angeles, dove due sex worker trans tramano vendetta contro un fidanzato infedele. Taylor è solo una delle molte attrici di colore di talento, la cui esclusione rappresenta solo l'ultimo infelice capitolo della storia di discriminazione degli Academy Awards. Ma l'estromissione di Taylor è indice di un altro problema di rappresentazione delle diversità agli Oscar: dove sono i queer?

Nonostante i ruoli trans degli attori cissessuali Eddie Redmayne e Elle Fanning siano stati soggetto di qualche critica, il solo fatto che siano stati girati molteplici film che trattano la tematica trans è di per sé una vittoria. Dopo un anno di enormi progressi in campo culturale per la comunità LGBT, storie come Freeheld, About Ray, The Danish Girl e Carol devono trovare la loro voce. La verità, però, è che in questa stagione di Award è stato puntato molto sul cinema queer, che si trova a scontrarsi con film d'azione epici come Mad Max: Fury Road o The Revenant (in testa al gruppo di candidati con un numero considerevole di candidature: 10 e 12 rispettivamente).

Dopo essere stata l'opera cinematografica più nominata ai Golden Globes (ma non la più premiata, visto che ha lasciato la cerimonia a mani vuote), Carol concorre per sei Oscar. In modo del tutto prevedibile, le candidature prevedono quella di Miglior Attrice Protagonista per Cate Blanchett e quella di Miglior Attrice Non Protagonista per Rooney Mara, confermando il sospetto del New York Times, che aveva predetto che le due non sarebbero state inserite nella stessa categoria, quella di miglior protagonista perché, beh, perché sono donne. Il lungometraggio di Phyllis Nagy è stato nominato nella categoria Miglior Sceneggiatura Non Originale e concorre anche per Miglior Fotografia, Miglior Costumi e Miglior Colonna Sonora Originale. Carol, pur essendo un film sul quale tutti scommettevano, è stato platealmente snobbato per la categoria di Miglior Film e anche il regista, Todd Haynes è stato sorprendentemente escluso dalla categoria Miglior Regia. Se il pioniere del nuovo cinema queer fosse stato nominato, sarebbe stato il solo gay dichiarato in gara. Come Carol, molti altri dei suoi film trattano del mondo queer con le sue storie e i suoi problemi, tra i quali Far from Heaven - Lontano dal paradiso e Velvet Goldmine.

Carol è stato un film che ha ricevuto svariati riconoscimenti in ogni occasione, ma per poter davvero cambiare la cultura hollywoodiana e dare realmente inizio a un movimento cinematografico mainstream queer, deve vincere. Ecco il perché: il film è basato sulla pulp fiction saffica di Patricia Highsmith del 1952: Il prezzo del sale. Il racconto semi-autobiografico è una rarità, un reale resoconto di cosa significasse davvero essere lesbica agli inizi degli anni '50. L'amica della Highsmith, Phyllis Nagy, ha speso 15 anni adattando il testo e battendosi perché il film venisse finanziato, anche dopo che nomi illustri come Blanchett e Mara furono coinvolte nel progetto. Infatti, Carol poteva contare su un budget irrisorio di meno di 12 milioni di dollari. Nonostante abbia avuto un mercato limitato (essendo uscito solo nelle sale delle città con tendenze più liberali), ha già incassato più di 15 milioni di dollari.

Si tratta dello stesso budget microscopico concesso a The Danish Girl, che racconta la storia strappalacrime di Lili Elbe, una pioniera trans nella Parigi del 1920, tra le prime a sottoporsi all'operazione per cambiare sesso. Il film è stato nominato quattro volte agli Academy Awards, ma sempre in categorie caldamente contestate. Il protagonista Redmayne è stato nominato per la sua performance nei panni di Lilli, ma dopo la vittoria per La teoria del tutto dello scorso anno e dopo la performance eccezionale di un Leonardo DiCaprio ancora (incredibilmente) senza Oscar, è probabile che il suo nome verrà sotterrato dalla febbre da Revenant - Redivivo.

Di certo i film queer estremamente commoventi avranno più difficoltà a sbancare al botteghino rispetto alle produzioni multimilionarie, ma le vittorie agli Oscar sono essenziali per donare più visibilità a questo mondo. Dei riconoscimenti così importanti potrebbero aprire alla cinematografia LGBT la via in mercati in cui normalmente non sarebbero nemmeno stati proiettati nelle sale, e questo aiuterà ad assicurare fondi più consistenti per le prossime produzioni. I nominati di quest'anno devono parte del loro successo ai film a tematica LGBT che li hanno preceduti. Stiamo parlando di capolavori come Boys Don't Cry (che ha portato a Hilary Swank un Oscar per Miglior Attrice e a Chloë Sevigny una candidatura per Miglior Attrice Non Protagonista nel 2000), il nominatissimo Brokeback Mountain del 2005, Transamerica (il film indie per il quale Felicity Huffman è stata nominata nel 2005) e Milk, per il quale Sean Penn è stato premiato Miglior Attore nel 2008.

Su Tumblr, esiste una pagina molto trafficata e molto illegale chiamata Has Carol Leaked Yet? Il suo unico scopo è condividere link streaming del film. In realtà ci si potrebbe aspettare una mossa simile da fan di film d'azione e di avventura, che piratano più film di chiunque altro. I link per vedere Carol, tuttavia,sono accompagnati da un insolito ammonimento: "È importante che questo film vada bene in termini di guadagni, in modo che nessun produttore hollywoodiano possa rifiutare una sceneggiatura queer e guidata da donne con la scusa del "non portano soldi", si legge su un post. "Carol ha sbancato ai botteghini di New York durante la sua prima settimana e continua a produrre guadagni consistenti, facciamo in modo che continui così. Andate a vederlo quando arriva nelle vostre sale!" La gente vuole vedere questo film disperatamente, come disperatamente vuole che abbia successo.

Non tutti i film a tematica LGBT di quest'anno valgono un Oscar, ma quelli che se lo meritano potrebbero avere un impatto eccezionale sul cambiamento dell'industria cinematografica. Dopo un anno che ha visto così tante vittorie per quando riguarda i diritti queer e la loro visibilità, è importante che le vittorie continuino ad arrivare.

Crediti


Testo Emily Manning
Foto © 2015 The Weinstein Company. All rights reserved.