la zine di "tumblr friends" e match su tinder

Esiste forse qualcosa di più 2013?

di Alice Newell-Hanson
|
19 aprile 2016, 1:38pm

Fia Yaqub era seguitissima su Tumblr ancor prima di rendere pubbliche le proprie foto. La sua feed di bellissimi nudi abilmente raggruppati per colore le hanno assicurato un seguito che include il leggendario fotografo di moda Nick Knight. Mentre Fia frequentava il secondo anno di università in Gran Bretagna, Knight l'ha contattata per chiederle di occuparsi del Tumblr di SHOWstudio per un po' di tempo. Non si può dire che Instagram favorisca invece chi ha una passione per la fotografia di nudo artistico.

'Mi capita spesso che rimuovano le mie immagini,' mi racconta Fia in collegamento telefonico da Manchester. "Ieri sera ne ho postata una. Sapevo che l'avrebbero rimossa e infatti non c'è già più. Su Tumblr non è la stessa cosa."
La sua nuova zine, Peaches, è un racconto di un'estate passata a viaggiare di città in città negli Stati Uniti e a scattare ragazze "come sono davvero, nel loro ambiente," nei letti, nel salotto, mentre si rilassavano nello stesso AirBnB di Yaqub. Anche se fotografare le ragazze nelle loro camere da letto sembra esser diventata quasi una moda nel corso degli scorsi anni, gli scatti di Yaqub sono dotate di una trasparenza unica. Sono delle finestre che ci mostrano momenti privati, bellissimi e di solito ignorati.

Com'è nato Peaches?
In origine non si trattava di un progetto nel vero senso del temine: non l'ho chiamato Peaches finché non l'ho stampato. Sapendo che sarei stata negli Stati Uniti per due mesi avevo deciso di cercare di riunire tutto il lavoro che ne sarebbe risultato. Sono passata per Los Angeles, San Francisco, Chicago, New York. La mia intenzione era quella di scattare il più possibile perché ritengo che qui, in Gran Bretagna, le ragazze siano più restie quando si tratta di farsi fotografare nude.

Come hai trovato le modelle negli Stati Uniti?
Ero abbastanza popolare su Tumblr e poi sono passata a Instagram. Conoscevo molte delle ragazze che ho fotografato. Ho cercato di contattarne il più possibile ancor prima di arrivare lì e continuavo a pubblicare post su Instagram dove dicevo di cercare modelle. Sono tornata a casa con 64 rullini finiti, in solo due mesi.

Hai fatto da stagista a Richard Kern a New York mentre andavi ancora a scuola. Com'è stato possibile?
Da quando ho memoria ho sempre adorato Richard, non avevo ancora compiuto 16 anni quando ho iniziato a seguirlo, mi sembra. Continuavo a mandargli email su email fino al punto da essere irritante, anche se il mio tono era sempre lusinghiero. Diciamo che l'ho sfinito. Io e lui siamo ancora in contatto. La scorsa estate, mentre mi trovavo a New York, l'ho aiutato mentre fotografava.

Il suo stile fotografico è molto diverso dal mio: scatta in digitale, con tanto di luci e attrezzature. Io, quando fotografo, ho solo la mia macchina fotografica. Nient'altro. Però è stato fantastico vedere come si comporta con le modelle e come si prepara uno scatto.

Perché hai scelto l'analogico?
Mi piace l'idea di non sapere come sarà il risultato. Il rullino potrebbe essere rovinato, come potrebbe essere che nessuna delle foto che ho scattato alla fine mi piaccia e potrebbe essere un disastro. Alla fine edito le immagini digitali fino a farle sembrare analogiche in ogni caso.

In che modo approcci i soggetti e inizi a scattarli quando ti trovi nelle loro camere?
Cerco di creare un ambiente rilassato. Li guido, parliamo tutto il tempo fra di noi oppure loro stanno al telefono. Immagina di essere in una relazione e scattare foto spontanee della tua ragazza. Mi piace fare così perché non voglio che le cose sembrino forzate.

Hai parlato del fatto che una delle ragazze che hai scattato era un tuo match su Tinder. Come sei riuscita a coinvolgerla nel progetto?
Mi trovavo a San Francisco e usavo Tinder perché mi interessava vedere la differenza tra le donne americane e quelle inglesi. Ci siamo trovate lì e abbiamo iniziato a parlare, come si fa di solito. Poi ho dato un'occhiata al suo Instagram e ho visto che lei stessa faceva la fotografa e scattava nudi. Al che le ho detto 'Anch'io scatto nudi,' e lei ha risposto, "Beh, se vieni a New York" (è originaria di New York) "puoi scattare me." Alla fine viveva a soli 15 minuti da dove stavo a Brooklyn.

Mi piace il fatto che sul sito accompagni alle foto i nomi dei soggetti che scatti. Conferisce al tutto una vena narrativa.
Chiedo sempre alle ragazze se vogliono utilizzare il vero nome o uno pseudonimo e la maggior parte di loro sceglie la prima opzione. Però si tratta solo di nomi di battesimo, quindi non sono facilmente rintracciabili. Mi piace l'idea di intimità che porta.

Perché Peaches?
Continuavo a prender appunti e c'era una frase di una poesia e di una canzone che mi piaceva molto, ma non era adatta allo scopo. E poi i sederi che scatto mi ricordano le pesche (peaches in inglese), così ho pensato di chiamarlo così. Tra l'altro ho scelto di mettere l'emoji della pesca sul retro del libro.

fiayaqub.com

Crediti


Testo Alice Newell-Hanson
Foto Fia Yaqub