secondo carine roitfeld parigi resta la capitale della moda

Alla vigilia della Fashion Week di Parigi abbiamo intervistato la regina più punk dell'industria parigina per parlare di moda e non solo...

di Tess Lochanski
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29 settembre 2015, 1:53pm

Ci sono giovani vecchi e vecchi giovani. La giovinezza non ha niente a che vedere con l'età. Essere giovani significa avere il coraggio di essere liberi. Non ci dobbiamo opporre ai dettami del nostro cuore, non dobbiamo tener conto delle convenzioni e non dobbiamo aver paura di affrontare gli altri. Carine Roitfeld ha sempre fatto ciò che ha voluto. Non come un bambino viziato, ma come una vera punk. Nel momento in cui poteva ritirarsi o cedere alla nostalgia, ha ricominciato da zero con CR Fashion Book, la sua personale rivista in cui poter fare "tutto quello che vuole." Sette numeri dopo, regna apprezzata dai nomi più importanti, si circonda di giovani talenti e continua a scuotere il mondo della moda. Dio salvi la Regina.

Nel 2011 eri sulla cover di i-D Magazine. In quella occasione hai detto "sono un limone e potete spremermi ancora per molto." E oggi? 

Direi lo stesso. Sono molto felice di lavorare nel mondo della moda e ho ancora un sacco di idee. Poter ancora farsi spremere significa essere felice di arrivare sul set la mattina e incontrare nuovi designer. Sono ancora oggi piena di curiosità. 

Qual è il tuo segreto?

È avere un cuore da 20enne. Ho una squadra molto giovane che lavora con me e ho molta esperienza. 30 anni nell'industria, ci credi? Penso di essere audace e curiosa abbastanza per guardare avanti e lavorare con nuovi volti e nuovi fotografi. Possono darmi la loro energia e io gli do in cambio la mia conoscenza, è uno scambio. La mia "spremuta" nasce da questa alchimia. 

Pensi che circondarti di giovani sia la chiave giusta? 

Ho incontrato per caso Martin Margiela per strada e sono stata veramente felice di vederlo. Non esco solo con persone giovani, sono un'amica fedele e una collega modello. Come con Karl Lagerfeld per esempio, un grande uomo, molto sofisticato e colto. Non credo nel culto della giovinezza. Sono totalmente contraria all'idea che ci dobbiamo sbarazzare delle persone una volta che non ci servono più. Mi piacciono le storie lunghe. Quindi la giovinezza a tutti i costi, no grazie. Ma circondarsi di persone giovani, si certamente. Non ne posso più delle minigonne - c'è un'età per tutto. C'è qualcosa di assurdo nel condividere il proprio armadio con la propria figlia. Quando è finita, è finita. Preferisco che la gente dica "non è invecchiata male!" piuttosto che "quella donna si è fatta un sacco di operazioni chirurgiche!". Giovinezza... Roman Polanski ha più fascino adesso di quando aveva 40 anni. Conosco persone delle generazioni più grandi che hanno uno spirito più giovanile dei giovani di oggi. Essere giovani è un'attitudine, è energia. Richiede entusiasmo per continuare a vivere in pace.

Pensi che il mondo della moda vada troppo veloce? 

Al momento tutto va troppo veloce. Quattro collezioni all'anno, è pazzia! È una vera e propria maratona per gli stilisti. Devi imparare a preservare te stesso e rinunciare ad alcune cose. Devi fare delle scelte, concentrarti e trovare il tuo ritmo.

Dai l'impressione di essere una persona molto libera... 

Sono fortunata per questo motivo, sì. Sono fortunata di avere la possibilità di seguire i miei istinti. Lady Gaga, Beyonce, Candice Huffine o Vivienne Westwood : non ho pregiudizi contro nessuno. Quando voglio fare qualcosa, la faccio. 

Hai appena citato Vivienne Westwood, non pensi che sia necessario essere punk per catturare lo spirito del momento? 

Lei è una fuorilegge, non è così? Ho sempre guardato a lei sin dagli anni '80 quando era una punk con una pelle pazzesca. E un marito pazzesco! La invidiavamo tutte. Ma è abbastanza difficile mantenere un comportamento punk nel mondo della moda di oggi e accettare di prendersi i rischi quando c'è un margine di errore così piccolo. Il mio magazine mi garantisce una certa libertà di espressione. C'è qualcosa di molto speciale nel lavorare per se stessi. I miei lettori mi danno fiducia e anche i miei inserzionisti. È un lusso poter scegliere le persone con cui lavorare. Li rispetto tutti. 

Ti definiresti punk ?

Ho sempre amato questa parola. E anche l'estetica punk. Non ho mai avuto piercing o tatuaggi e non mi sono nemmeno mai rasata la testa. Ma in un certo modo, la mia è una visione punk - ho una mente ribelle. Odio quando le persone dicono che qualcosa non potrà essere fatto. Sono stata ben educata e ho avuto un'infanzia facile. Ma ho i piedi per terra, sono riuscita a portare avanti una famiglia e voglio stare accanto alle persone care. 

Secondo te, pensando alla nuova generazione di stilisti, chi sono quelli che stanno cambiando le cose?

Jonathan Anderson mi sorprende sempre. Riccardo Tisci (ha molta esperienza, lo so, ma lo adoro), ha lasciato tutti a bocca aperta a New York. Lo sapete, ho scoperto Riccardo quando stava ancora facendo le sue sfilate nelle cantine di Milano. 

Hai avuto una buona intuizione o no? 

Ho sicuramente fiuto - è un fatto di educazione e istinto secondo me. Ho fatto molti errori, ma fa parte del mio lavoro. Alla fine della giornata, tutto si riduce alla lunghezza di una gonna! Il mio magazine si rivolge a un pubblico preciso ma grazie a Instagram, abbiamo subito raggiunto 360 000 follower in più degli altri. Questo è ciò che significa "worlwide", giusto? 

Vivi tra New York e Parigi. Cosa pensi della Francia? 

Sono nata a Parigi. Sono parigina dalla testa ai piedi. Parigi è in un certo senso più tranquilla di New York, ma Parigi resta la capitale della moda e spero che  lo sarà sempre. Le cose più interessanti succedono qui. È qui che provi le emozioni più forti. Parigi è una città meravigliosa per le sfilate - ha una cultura fantastica. E la moda fa parte di questa. Mia madre non vestiva Chanel ma vedevamo brand di questo tipo nelle vetrine. Le parigine hanno uno charme particolare, che nessuno riesce a spiegare e che tutto il mondo ci invidia. Il tocco francese si vede sempre - la Francia ha un grande riconoscimento nel mondo della moda. Sono molto orgogliosa di far parte di questa cultura e di questo "savoir-faire". Penso sia molto positivo che Chanel abbia mantenuto lì la sua produzione per esempio. Abbiamo un savoir-faire speciale che va preservato, questa è una cosa veramente ottima.

Mi sembra che tu apprezzi veramente le donne? Sei una di quelle persone a cui piace mostrarle con benevolenza... 

Se dovessi scegliere tra la moda e le donne, sceglierei le donne. Amo ogni tipo di donna. Ho portato modelle come Lara Stone sotto i riflettori, quando tutti pensavano fosse "troppo grossa". Mi piacciono le donne più grandi, quelle con più curve e tutte le diverse tipologie. Mi piacciono in generale le differenze - non esiste un unico tipo di bellezza. Non ho più 20 anni, ma sono ancora qui e questo dovrebbe rassicurare alcune donne. Ero una cover-girl e adesso sono una nonna!  

Ma resti sempre una "cover-girl", sei stata sulla copertina del nostro magazine per molto tempo! 

Voilà. C'est chic non? Vedete, possiamo avere buone sorprese. Siamo sempre meno famosi nel nostro stato. Ma questo è tipicamente francese... Non siamo mai i sovrani del nostro regno. 

(Cercheremo di cambiare!)

Merci!

Sei consapevole di essere un'icona per molti? 

La parola icona spaventa; penso di essere una persona più semplice. Le persone vogliono sapere tutto di chi vive il mondo della moda. È bizzarro. Io sono sempre accessibile, per strada, quando qualcuno mi chiede un selfie o una foto. Anche se indosso i miei grandi occhiali da sole, le persone vengono da me e mi trovano adorabile, giusto? 

Cosa ti auguri per il mondo in cui i tuoi figli e i tuoi nipoti stanno crescendo? 

Il mondo non è facile. La TV è terribile. Non voglio necessariamente stare in una bolla, ma è vero che il mondo della moda ci protegge da tutto questo. Non so se i miei figli e nipoti dovranno fare a pugni. È abbastanza dura, non è così? Hanno bisogno di imparare come vanno le cose e combattere. Ma in realtà, non sono preoccupata. Più crescono e più diventano coraggiosi. E lucidi. 

Crediti


Testo: Tess Lochanski
Foto: Terry Richardson per i-D numero 315 "The Dreams and Aspirations Issue"
Maglia vintage. Borsa "The Carine" Tom Ford. 

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