la lettera d'amore alla new york anni '80 di jeremy scott per la primavera/estate 17

Abiti UFO, rosa shocking e paillettes a non finire.

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set 13 2016, 8:15am

"Ero un bambino!" ha esclamato Jeremy Scott riferendosi alla NY degli anni '80, la casa spirituale della sua collezione primavera/estate 17. Quando Jean-Michel Basquiat e Madonna portavano la loro arte tra le strade della Lower East Side, Scott andava ancora a scuola a Kansas City, in Missouri, ma le immagini e la musica che ricordano quell'epoca glamour sfavillante della Danceteria e del Pyramid Club, sono impresse nella memoria dello stilista.  "Questa collezione è una lettera d'amore a New York," ha spiegato Scott nel backstage.

"Pensavo alle immagini che mostrano quanto la città fosse sporca, trash e pericolosa all'epoca," ha continuato. "La gente indossava abiti sadomaso per strada. Avevano un atteggiamento da duri, ma erano circondati da un'atmosfera di festa." 

I colori fluo sono stati i protagonisti in passerella. Le prime uscite comprendevano rosa shocking, tessuti neri lucidi, inserti con zip e spillette. I maglioni larghi, indossati sopra a minigonne strettissime, erano decorati con stampe di volti di donne. Scott ha fatto riferimento in modo giocoso anche agli anni in cui Koch era sindaco, con maglio con su scritto "Slime City" con lettere a mo' di graffito. 

La seconda parte ricordava le forme geometriche degli abiti da party degli anni '80. Un abito indossato da una modella era un gigantesco cerchio blu ricoperto di paillettes. "È una navicella atterrata nel bel mezzo di un party, è un vestito UFO!" ha detto Scott. Non avrà vissuto la scena clubbing anni '80, ma di sicuro ha saputo trovarne il lato divertente.

Crediti


Testo Alice Newell-Hanson
Foto Mitchell Sams