perché la campagna di céline con joan didion è la migliore degli ultimi anni

Riflettiamo su ciò che rende eccezionali gli scatti di Juergen Tellerer a Joan Didion per Céline.

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gen 9 2015, 3:10pm

In un panorama della pubblicità di moda dominato da immagini di adolescenti, questa è stata una decisione importante e sublimemente appropriata. Se Céline è la quintessenza minimalista di una femminilità moderna ed emancipata, Joan Didion - autrice, giornalista e salvatrice del confessionalismo - è la sua naturale poster girl. La sua figura minuscola è così emblematica da essere oggi considerata da tutti parte integrante della cultura americana, e la sua prosa è una grande lezione di sinteticità che viene insegnata agli studenti di letteratura di tutto il mondo. 

I suoi fan e i suoi detrattori mi devono concedere almeno una cosa: il suo forte sono le citazioni. Quelle che lei chiama "clausole impeccabili", descrivendo il lavoro della sua più grande fonte di ispirazione, Ernest Hemingway: "frasi perfette, dirette, fiumi calmi, acqua sulla pietra...". A mio parere, la sua magia sta nel rivelare la potenza latente delle parole, mettendole attentamente in un ordine semplice e costruito. Chi ha provato a emularla ha vacillato, mentre lei è diventata una celebrità mondiale e un'icona di stile - anche se questo non è avvenuto in modo così casuale come alcuni vorrebbero farci pensare. Gli articoli pubblicati negli ultimi giorni potrebbero fare di meglio che presentare la Didion come una bianca nerd protestante con un buon gusto nel vestire. Dopotutto ha lavorato per Vogue per buona parte dei suoi vent'anni e ha da sempre un rapporto di amicizia reciproca con il mondo della moda. Oggi le sue immagini accanto a una Corvette Stingray bianca sono rebloggate all'infinito, cosa della quale il direttore creativo di Céline Phoebe Philo è senza dubbio a conoscenza.

Nonostante sia difficile immaginare che la decisione di utilizzare la Didion non sia stata presa pensando al suo valore su Tumblr, questa collaborazione ha quantomeno dato vita a qualcosa di nuovo e degno di nota. Forse la più grande vittoria di questa campagna è l'essere stata scattata nuovamente da Juergen Teller. Il cui lavoro, brillante come sempre, ha qui raggiunto nuovi livelli, onesti e rispettosi del soggetto che aveva davanti. Nonostante la sua carriera impressionante, l'umiltà di Teller è rimasta ancora evidentemente intatta. Non vediamo una foto che riassume così bene l'autrice e la sua scrittura da quei ritratti scattati alla Didion da Julian Wasser nel 1968, poco dopo la pubblicazione di Slouching Towards Bethlehem. Sì, la Didion è un gigante della letteratura con degli zigomi incredibili, ma grazie allo sguardo gentile e coercitivo di Teller possiamo scorgere anche il suo sottile umorismo. È ironica, a volte arrogante, e nella seconda parte della sua vita comprensibilmente cupa. Ma non perde mai il controllo.

L'interazione sublime tra la sua espressione solenne e la grazia rigorosa del carattere di Céline è un inganno pubblicitario attentamente orchestrato. Questa scelta è molto di più di un brand che sponsorizza una celebrity. Si tratta di un attacco diretto. Volete essere modellati a immagine e somiglianza di altre pubblicità, il nulla stucchevole asservito agli ornamenti della vanità, o avete intenzione di fare come la Didion e la donna Céline, ovvero lottare per qualcosa di più?

Forse è ingannevole, dato che tutto questo sta succedendo all'interno di una campagna pubblicitaria. Ma dopotutto, è ciò che abbiamo davanti. La Philo deve essere applaudita per la sua decisione di usare la Didion senza dare spiegazioni. Perché l'accordo di Justin Bieber con Calvin Klein crea un furore immediato, e invece la scelta di una delle scrittrici più importanti al mondo da parte di una delle case di moda più importanti del mondo non provoca la stessa reazione? 

Lo tsunami online generato dai laureati in letteratura che lavorano nella moda è apparso subito stridulo; la Voce Intellettuale di Twitter ha parlato di un'autrice per la prima volta perché è stata scelta come nuovo volto da una casa di moda francese. Eppure, è comunque bello vedere la Didion reclamare la sua importanza. Dopo la tragedia che l'ha colpita, ha comprensibilmente evitato la stampa. A parte la promessa di un documentario in fase di realizzazione, alla quale lei ha presumibilmente assistito, ha mantenuto un profilo basso. Con po' di fortuna, questa apparizione giocosa porterà con sé un interesse rinnovato per il suo lavoro e nuove reclute tra i suoi discepoli. E se vi state chiedendo il motivo del loro fervore, potete trovare una risposta in passaggi come questo: 

"Non siamo animali idealizzati. Siamo esseri umani imperfetti, consapevoli di quella mortalità anche quando la respingiamo, traditi proprio dalla nostra complessità, e così schizzati che quando piangiamo chi abbiamo perduto piangiamo anche, nel bene e nel male, noi stessi."

- L'anno del pensiero magico 

Crediti


Testo Nathalie Olah