queste pubblicità vintage vi faranno rimpiangere gli anni '90

Abbiamo incontrato la mente dietro a @adarchives, la giovane ricercatrice che ci riporta nel passato con la sua collezione di pubblicità vintage.

di Tish Weinstock
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27 maggio 2016, 10:00am

from the face, august 1992

Fatevene una ragione: per quanto possano essere belli i vostri #tbt, non lo saranno mai quanto quelli di Halima Olalemi. La graphic designer nigeriana che risiede a Londra è la creatrice dell'account @adarchives, che colora il vostra feed di Instagram con le più belle pubblicità vintage prese dal suo vastissimo archivio personale. Strappate da riviste come i-D, Sleazenation, e The Face, queste pagine sono quasi introvabili, reliquie preziose di un passato perduto. L'accumulatrice compulsiva (come si definisce lei stessa), ha presto trasformato il suo progetto personale in una collaborazione, facendosi aiutare dal Superimpose Studio di Londra per la curatela. Ora, avendo messo insieme una collezione di portata considerevole, Halima sta cercando nuovi modi per espandere il progetto, che si tratti di trasformarlo in un libro o renderlo consultabile in una galleria online immersiva. Abbiamo incontrato la laureata al London College of Communication per parlare di magazine, campagne pubblicitarie e dell'importanza di preservare il passato.

Da The Face, gennaio 1990

Qual è la storia alla base di Ad Archives?
Ho iniziato a postare pubblicità prese dalla mia collezione personale di riviste che avevo nel pc. All'inizio lo facevo solo sui social media per i miei amici, ma mi sono presto accorta di quanto visivamente fossero rilevanti, quindi ho iniziato a collezionarne altre. Quando ho iniziato a collaborare con il Superimpose Studio a East London lo scopo del progetto è cambiato e Toby e Ollie hanno iniziato a voler mostrare in modo piu' approfondito la loro collezione di The Face.

Com'è nato il tuo interesse per le pubblicità vintage?
Ho iniziato mentre frequentavo ancora il London College of Communication, analizzando diverse tipologie di pubblicità. Amavo la tipografia e il layout dei vecchi cartelloni pubblicitari, quindi ho iniziato a collezionare cose di quel genere. Alla fine sono passata alla moda.

Da The Face, luglio 1993

Cosa ti affascina di queste vecchie pubblicità?
È un po' come aprire una capsula del tempo. Mi appassiono e vado alla ricerca di chi potrebbe averle realizzate, come sono state accolte quando sono uscite, se fanno parte di una serie. Amo quelle che hanno un filo narrativo che scorre attraverso le campagne.

Dove trovi la maggioranza delle pubblicità?
All'inizio dal mio archivio personale di riviste, Sleazenation, The Face, i-D. Sono un'accumulatrice compulsiva e sono riuscita a conservarle per tutti questi anni. Hanno iniziato a prendere la forma di un vero e proprio archivio quando ho intrapreso la mia avventura al Superimpose Studio. Voglio riflettere gli interessi e le aspirazione dello studio attraverso queste pubblicità che ho scelto di postare su Instagram. Voglio che Ad Archives rimanga un qualcosa di nostalgico, ma che possa anche essere utilizzato come una sorta di libreria visiva.

Cosa ne pensi della pubblicità dei giorni nostri?
Credo dipenda dal tipo di consumatore. Personalmente credo che tu possa scegliere se vedere un oggetto da comprare o la strategia di marketing che sta dietro all'immagine. In quanto designer, apprezzo la pubblicità che si spinge oltre i limiti a livello creativo. Agli inizi del progetto non pensavo che avrei trovato dei concetti visuali così forti, e invece. Le immagini del passato mi appassionano molto di più delle campagne pubblicitarie di oggi.

Da The Face, febbraio 1993

Perché pensi che i social media abbiano creato questa ondata nostalgica?
C'è sempre stato un bisogno di nostalgia, che si trattasse di Bebo, Piczo, Myspace o altro. Ritengo che Instagram abbia reso più semplice creare una mood board di immagini che riflettono un periodo e funzionano ancora nel presente. Non credo che i social media abbiano dato vita a questa ondata nostalgica, piuttosto credo che abbiano fornito una piattaforma dove esprimere e far crescere un sentimento che già esisteva.

Se non stessi collezionando pubblicità vintage, cosa collezioneresti?
Come ho già detto, sono un'accumulatrice compulsiva, quindi colleziono moltissime cose, come biglietti del treno, poster d'incontri di box, elenchi di canzoni utilizzati dagli artisti ai concerti, vecchie riviste fetish e, i miei preferiti, edizioni vintage di Exotique Magazine.

Hai progetti per il futuro?
Spero di ottenere un finanziamento dall'Art Council britannico per poter acquistare uno scanner ad altra risoluzione, perché al momento sono costretta ad usare quello della Peckham Library. Vorrei approfondire la mia conoscenza delle leggi sul copyright per capire come posso sviluppare il progetto. Mi piacerebbe moltissimo poterlo far sfociare in un libro o una libreria online. Al momento sono in contatto con alcuni dei creatori di queste pubblicità e penso che questo progetto abbia molto potenziale di crescita.

Da The Face, 1992

Da The Face, 1993

Da The Face, agosto 1993

Da The Face, luglio 1990

Da Sleazenation, 1997

Crediti


Testo Tish Weinstock 
Immagini dagli archivi di Halima Olalemi

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