secondo stella mccartney le pellicce non sono per niente punk

"Anche se non t'importa dei milioni di animali che vengono uccisi a causa della moda, ricorda che non sono ecosostenibili e non sono moderne," ha affermato la stilista e vegetariana convinta.

di Alice Newell-Hanson
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19 luglio 2016, 9:50am

Image via @stellamccartney

Se Stella McCartney non fosse stata tanto fedele ai suoi principi, probabilmente la sua linea di accessori avrebbe avuto cinque volte il successo che ha adesso. Almeno da quanto sostiene la designer. In un'intervista al Telegraph, la stilista parla della sua lotta contro l'utilizzo di pelle e pellicce nell'industria della moda e di cosa significa competere con brand che invece non condividono la stessa etica.

Dopo aver lanciato il suo brand omonimo nel 2001, McCartney (vegetariana e attivista in difesa dei diritti degli animali) si è rifiutata di utilizzare pelle, pellicce e piume nell proprie creazioni, scegliendo accuratamente alternative sostenibili per le sue linee di scarpe e di borse. Ma "ci sono un sacco di stilisti che se ne fottono di tutto questo. Se è sbagliato usare le pellicce, lo faranno di certo."

Questi stilisti, secondo McCartney, "non sono molto punk". Sono infatti pochi i brand che hanno il coraggio di porsi limiti di questo genere e mettere a rischio i propri introiti in onore dell'etica e della tutela dell'ambiente. "Si limitano ad adeguarsi al modus operandi di ogni vecchia casa di moda" afferma. "L'industria delle pellicce paga i giovani stilisti affinché utilizzino i loro prodotti. Anche se non t'importa dei milioni di animali che vengono uccisi a causa della moda, ricorda che non sono sostenibili e non sono moderne. Ogni altra industria cerca il progresso, tranne quella della moda."

Secondo quanto si legge sul sito ufficiale, il brand di Stella McCartney è "primo e unico marchio di lusso vegetariano al mondo." Le motivazioni che spingono la stilista a operare secondo questi principi vanno oltre il discorso della crudeltà sugli animali. Sul sito, infatti, è possibile leggere: "La produzione di carne e di pelle è responsabile del 18% dei gas a effetto serra di origine antropica prodotti nel mondo [...]. Per comprendere l'entità di questo dato, basti pensare che i trasporti rappresentano solo il 13% delle emissioni mondiali di gas a effetto serra."

Sì, avete capito bene: IL DICIOTTO PER CENTO. In effetti non è una cosa molto punk. 

Crediti


Testo Alice Newell-Hanson

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