vetements ha (di nuovo) fatto incazzare courtney love

Non è la prima volta che Courtney e Demna Gvasalia hanno qualche "leggero dissapore."

di Benedetta Pini
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24 maggio 2019, 9:02am

Sulla sinistra, foto di Courtney Love. Sulla destra, screenshot dall'Instagram di Vetements. 

Courtney Love si è incazzata, e ancora una volta con il mondo della moda. A beccarsi la sua sfuriata su Instagram, questa volta, è stato Vetements. A suscitare le ire della cantante è stato Demna Gvasalia, il direttore creativo del brand, che ha preso l'indimenticabile maglietta "Corporate Magazines Still Suck" indossata da Kurt Cobain su una copertina di Rolling Stone del 1992, ci ha aggiunto giusto uno "STILL [...] A LOT" (con "A" anarchica) e ne ha fatto un capo da 550 dollari. O meglio, una "Oversized Printed Cotton-Jersey T-Shirt " da 550 dollari, che le parole sono importanti. E quelle di commento scritte da Courtney sotto il post Instagram con cui il brand ha lanciato la T-shirt non si è fatto attendere: "You guys WHAT the FUCK? I hate being put in this position. You should know better!"

Non è detto comunque che tutto ciò sfocerà in una denuncia. Come riportato da Rolling Stone, infatti, nel 2006 Courtney aveva venduto una percentuale dei diritti di pubblicazione di cui era diventata beneficiaria alla morte di Kurt Cobain e nel 2012 aveva ceduto i diritti sull’immagine del marito alla loro figlia. E pensare che poco tempo fa, quando Marc Jacobs si è ispirato al logo dei Nirvana (l’inconfondibile smile stilizzato) per una rivisitazione della sua collezione "grunge" del 1993, Courtney si era invece schierata dalla parte del designer, mentre il gruppo ha deciso invece di procedere per vie legali.

Ma anche Chiara Ferragni aveva ricevuto la sua bella dose di shitstorm. Nell’ottobre 2016 la fashion blogger aveva postato sul suo account Instagram una foto in cui indossava una t-shirt targata NIRVANA, peccato che sotto alla scritta comparisse una fotografia degli Hanson, pop band degli anni ‘90. Un cortocircuito iconografico la cui ironia (ammesso fosse voluta?) non è stata colta da Courtney, che impietosa ha commentato con un "WTF?" bello schietto.

Dalla sua, Demna non è nuovo a ritorsioni di questo genere per le sue scelte di design. In passato si era già appropriato di immagini legate alla cultura pop, come nel caso del logo DHL per Vetements (SS 16)—attirando le critiche di uno dei designer del logo originale—o della linea di borse Balenciaga (collezione uomo SS17) letteralmente copiata da IKEA, che ha saputo però rigirare la situazione in proprio favore con ironia, proponendo una guida per come riconoscere il modello originale. Ma anche la denuncia ricevuta dopo l'uscita della New York City Collection di Balenciaga, che replicava le grafiche kitsch di una società di souvenir della Grande Mela.

In un momento storico saturo di immagini, privilegiamo spesso la rivisitazione sulla creazione. La conseguenza è un sempre maggiore indebolimento del concetto di autore e proprietà artistica in cui dividiamo il mondo tra chi auspica il totale annullamento del copyright e chi invece si batte per difenderlo a spada tratta. Di fatto, i prestiti tra brand e le commistioni tra immaginario pop e fashion sono operazioni oggi diffusissime, e possono avere anche esiti geniali. Resta il fatto che individuare il confine tra violazione dei diritti d’autore e libertà creativa si fa sempre più difficile. La reazione di Courtney Love non avrà allora sorpreso Demna Gvasalia: niente che non abbia già dovuto affrontare.

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Se vi interessa la questione del copyright nell'epoca di Instagram, qui una nostra riflessione:

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