7 (insopportabili) compagni di classe che incontrerai in un'accademia di moda

E se non ne conosci nessuno, forse quello insopportabile sei proprio tu ¯\_(ツ)_/¯

di Mahoro Seward
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23 ottobre 2018, 6:00am

Accademia di moda: rumoroso alveare dove puoi trovare i giovani più brillanti dell'intera città.

Definizione alternativa: un cazzo di zoo di cui ora fai parte anche tu.

Tra sangue, sudore, lacrime e altre lacrime ancora, sappi che sopravviverai solo se saprai dare il massimo. Il tuo successo dipenderà anche dalle persone di cui sceglierai di circondarti durante questi anni. Che tu ne abbia già incontrati alcuni o meno, permettici quindi di presentarti ufficialmente i sette (insopportabili) compagni di università che incontrerai in un'Accademia di Moda.

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1. Il Monaco

È il primo giorno di università, e finisci inevitabilmente per incappare in una discussione su Céline/Celine e tutto quel che ne consegue. Tu rispondi pacatamente qualcosa tipo: "Non mi sembra una rivoluzione epocale, dai..." Il volto del tuo interlocutore si fa funereo. Hai detto qualcosa di molto, molto sbagliato.

"La É! LA ÉÉÉÉÉÉÉÉÉ!" sibila con tutta l'ira di cui è capace. Il rosso rubino delle sue guance è il colore più acceso che gli si è visto addosso dalla sfilata Rick Owens primavera/estate 17 a oggi. "Come si è PERMESSO! Chi È lui! DOVE lo hanno trovato?!?", blatera senza posa. Intanto, gli arti superiori si contorcono in totale autonomia, rendendo sempre più evidenti i limiti di movimento imposti dai capi d'avanguardia che si ostina a indossare. La sua tipica calma imperturbabile si sgretola, facendoti pensare che, forse, tu ed Hedi avete cospirato per pisciare nell'urna dove sono custodite le ceneri della nonna defunta. Ma no, le cose stanno ancora peggio di così: Slimane ha osato eliminare quel cazzo di accento acuto sulla prima vocale, riducendo in polvere (tonalità, per inciso, di circa il 46 percento del guardaroba del tuo nuovo adorabile compagno di classe).

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2. Lo Pseudo-Intellettuale

"Sono davvero colpito da ciò che hai fatto con le sete, in un certo senso mi fa pensare a L'Innommable di Beckett (detto in francese, sempre e solo in francese), perché sai, in questa opera tutto ruota intorno al linguaggio, al mettere in dubbio se stessi, all'annullamento dei paradigmi stessi."

Questo è il tipico commento di ogni Pseudo-Intellettuale che si rispetti, interlocutore perfetto se sei alla ricerca di goffi riferimenti artistici e letterari. Passa più tempo in biblioteca che in studio, dove si barcamena tra una copia sospettosamente intonsa dell'Anti-Edipo e Wikipedia, ed è tanto probabile che in una conversazione nomini Deleuze quanto il Party Boy (ci arriviamo tra poco) butti lì casualmente Charles Jeffrey. Ma quanto è davvero solida la loro preparazione? Mettili alla prova, e la prossima volta che si lanciano in un monologo sul concept dietro la collezione di laurea che presenteranno tra tre anni (se va bene), chiedigli con freddezza qualcosa del tipo: "Ma tutto questo come si lega ai suoi scritti successivi?", poi siediti comodo, e osservali annaspare.

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3. Quello che non si perde neanche una festa, per nessuna ragione

Amico dello Pseudo-Intellettuale, a cui si sente particolarmente legato grazie all'amore comune per le opere meno conosciute di Foucault, signore e signori, è il Party Boy. Detta altrimenti, quello che non si perde neanche una festa, per nessuna ragione al mondo. Ma a differenza dello Pseudo-Intellettuale, trovare il Party Boy in un'aula universitaria o in laboratorio sarà una sfida praticamente impossibile da vincere. E dove potrebbe mai essere? Che cosa potrebbe mai fare mentre tu e il resto dei vostri compagni lavorate a un progetto dopo l'altro, beccandovi a settimane alterne la sindrome del tunnel carpale e quella di stress post-traumatico?

Lo capirai quando una notte deciderai di scioglierti i capelli, mettere qualcosa che abbia delle paillettes e andare a un party-della-moda. Eccolo lì, perfettamente a suo agio tra le luci psichedeliche di un qualsiasi club. Con cautela, ti avvicini per salutarlo. La tua alzata di mano è seguita in rapida successione da: sguardo dall'alto in basso, urlo in falsetto, offerta di drink sconosciuto, presentazione di almeno otto amici. Dopo mesi, forse stai iniziando a sentire l'università come una seconda casa, ma per il Party Boy questa è l'unica dimora che vale la pena frequentare. Una domanda ti sorge spontanea: come fa, allora, a fare tutto? Beh, quando il gioco si fa duro, il Party Boy non deve preoccuparsi: c'è una folla di fan desiderosi di compiacerlo a pochi metri da lui. Tutto quello che deve fare per chiedere il loro aiuto è una storia su IG.

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4. Il Figlio Di Papà

Mancano meno di due settimane alla consegna del progetto finale e li vedi arrivare in laboratorio/biblioteca/aula studio con una schiera di esperti del settore alle spalle. Ma aspetta, chi sono quelle persone? Forse studenti che non hai mai visto? Di certo non sono Party Boy, altrimenti col cazzo che sarebbero qui alle 9 del mattino. Per quanto fragile possa essere a questo punto la tua salute mentale, i tuoi occhi dolenti e privati dal sonno non sbagliano: questa gente è stata assunta dal Figlio Di Papà per ottenere come sempre il massimo risultato con il minimo sforzo. "No, non così! Voglio che le cuciture siano rovesciate e gli orli più precisi!", abbaia mentre si aggira per lo spazio che condividete con un MacBook Air sotto braccio. Il suo team è paragonabile a quello di un atelier d'alta moda, ed è formato da sarti con decenni d'esperienza alle spalle. E se uno di loro osa cinguettare qualcosa come "Ma, ma... non penso che saremo in grado di creare un modello sulla base di questo schizzo...", la soluzione è presto trovata: licenziamento in tronco. A questo punto, sarai probabilmente tu a dovergli dare una mano, e sai già che accetterai; se non altro, la paga è ottima.

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5. Quello Che Copia Per Sbaglio Margiela

Ecco cosa nasce dall'incontro del Monaco con lo Pseudo-Intellettuale: Quello Che Copia Per Sbaglio Margiela. "Ma come si può osare di pronunciare il nome di quell'eretico che arriva da Vetements nella stessa frase in cui parlate del Nostro Signore e Salvatore Martin Margiela [pronuncia: mah-jé-là, alla francese, ovviamente]. Quello che fa non è altro che una pallida imitazione di Maison Margiela. Dov'è l'innovazione, il rigore creativo, l'eleganza?" Lo sappiamo, avete già sentito mille volte questa frase dal vostro compagno di università che indossa solo e sempre Tabi. Arriva in laboratorio con fare altezzoso, guardando dall'alto in basso tutto ciò che, secondo il suo irrevocabile giudizio, non è un "design originale."

Segue Diet Prada come un Vescovo Cattolico seguirebbe la Bibbia, e usa l'espressione déjà vu con la stessa frequenza di un Santone Buddista. Per lui tutto deve essere ricondotto all'essenziale, le esagerazioni sono accettate solo se fanno scalpore e il lavoro va svolto in religioso silenzio, senza eccezioni. I suoi progetti si aprono con elucubrazioni tipo: "Per questo pezzo ho scelto di lavorare con i capelli umani, un riflesso dell'essenzialità corporea nella creazione di vestiti, un prodotto fatto dal corpo, per il corpo." Ma quando gli chiedi di commentare queste criptiche provocazioni, non risponde. Perché, si sa, i veri maestri non debbono mai spiegare il loro lavoro a noi poveri profani.

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6. Lo Scienziato

"In realtà è piuttosto semplice, si tratta solo di assicurarsi che la materia prima, in questo caso l'etilene, sia ben purificata e il processo eseguito pedissequamente. Oh, certo, poi non bisogna sbagliare la concentrazione molecolare di perossido di benzile, altrimenti è un disastro. Poi certo c'è bisogno di una cappa chimica. Ma sì, è solo un esperimento fai-da-te che mi sono divertito a fare questo weekend lol :)" La tua risposta? Prima uno sguardo vacuo e intimidito, poi la convinzione che la scimmia che suona il tamburo nella tua testa sia visibile anche al tuo interlocutore, e infine cerchi di fare un collegamento tra la disquisizione chimica dello Scienziato e il capo post-apocalittico in stile Van Herpen che c'è sul manichino davanti a te. "Sai, mi sono avvicinato allo studio della chimica durante il mio soggiorno a Bristol, ma non faceva per me. Passavo davvero troppo tempo in laboratorio!", ti dice poi ridacchiando, mentre si porta una maschera da saldatura sul viso e accende una fiamma ossidrica.

No, forse non avrà il carisma magnetico dell'inaccessibile Party Boy, né l'intelletto saccente del Pseudo-Intellettuale, anzi, potrebbe persino essere un vero nerd, ma la sua devozione quasi religiosa per la precisione, per non parlare della sua mano ferma e delle conoscenze sconfinate in fatto di tessuti, fanno dello Scienziato il compagno d'università ideale, sempre pronto ad aiutarti e con il quale sarà un piacere condividere il viaggio. Salvo reazioni chimiche che daranno fuoco al progetto a cui lavorate da due mesi, ovvio.

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7. Quello In Fissa Con L'Ambiente

"QUESTE. CUCITURE. NON. TERRANNO. MAI!" Eccoci di nuovo qui, a meno di due settimane dalla consegna. Grida e scoppi d'ira sono ormai roba comune, e nessuno si stupisce più per questi sbrocchi. Le macchine da cucire sono oberate di lavoro, ma appena senti urlare Quello In Fissa Con L'Ambiente capisci che non si tratta del solito sclero da scadenza imminente. Oh, povero Eco-Vegano, una volta così leggero, radioso, non contaminato dalla realtà animale della scuola di moda. Abbiamo visto tutti le sue crisi, ma questo non le rende meno spiacevoli da guardare. "PERCHÉ NON TENGONO?", singhiozzano fissando disperatamente lo Scienziato per un consiglio. Ti hanno detto che non avrebbe funzionato, no? Ti hanno detto che anche se avessi fatto a mano con tanto amore la cucitura di un paio di pantaloni fatti di gelatina e alghe di Agar temperate, il filo avrebbe distrutto il tuo magnifico tessuto come un coltello che affonda nel burro. Ma non potevi accettare un no come una risposta. Lo Scienziato, diviso tra il loro cuore caritatevole e un cervello fin troppo cosciente del ticchettio del tempo, fa una smorfia di commiserazione, abbassa la maschera protettiva e accende di nuovo la fiamma ossidrica: se le cuciture non tengono, possiamo sempre saldare.

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Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK.

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