louis vuitton a/w 19: il tributo di virgil abloh a michael jackson

Il nuovo Re della Moda ha reso omaggio al Re del Pop, e tutto ha improvvisamente senso.

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18 gennaio 2019, 11:24am

Fotografia via @lubakilubaki

Gran parte dei direttori creativi soffre di sindrome da seconda collezione, specie se il debutto è stato IL momento di cui tutti hanno parlato nella precedente stagione. Ma non è questo il caso di Virgil Abloh. Per la sua collezione Louis Vuitton autunno/inverno 19, il designer si è ispirato a Man in the Mirror e ha incanalato la vita, il messaggio e il significato del brano di Michael Jackson. Abloh ha riportato in vita le paillettes, la polvere di stelle e lo spirito della popstar per dare nuova linfa alla vita quotidiana, ma anche all'abbigliamento uomo.

"Attraverso il destino, e il suo senso d'identità in evoluzione, [Michael Jackson] è diventato un fenomeno culturale indefinibile: una meraviglia in cui era universalmente possibile rispecchiarsi," si legge nella lunga nota introduttiva alla sfilata. "Ogni persona sulla faccia della Terra poteva rivedersi in lui. Bambini e adulti lo adoravano. Era anni luce avanti rispetto alla sua epoca, e ha ispirato una rivoluzione culturale ancora oggi in corso. Quel ragazzo una volta camminava tra noi. Michael Jackson era qui," continuava il testo. Virgil Abloh invece è qui oggi, ispirando una nuova rivoluzione che promette di cambiare la moda per sempre.

Il debutto di Virgil Abloh per Louis Vuitton Uomo è stato un momento diverso da tutto ciò a cui avevamo assistito in precedenza nel mondo della moda. Questo perché è stato molto più di un nuovo approccio al lusso, incapsulando invece un cambiamento di proporzioni ben più ampie e trasmettendo un messaggio di speranza, diversity, bellezza e coraggio. Virgil Abloh ha lottato per anni contro i rigidi schemi dell'industria, e in quella sfilata ha dimostrato di averli finalmente distrutti. Era un outsider, ed è diventato il direttore creativo di una delle maison più antiche e importanti del mondo. Eppure, per Abloh tutto questo non era abbastanza: ha voluto dar vita a un nuovo universo culturale, coniando mano a mano le parole atte a descrivere il nuovo linguaggio che si andava formando. Anche durante la a/w 19, infatti, agli spettatori è stato consegnato il Vocabulary According To Virgil Abloh, giunto alla sua terza edizione.

Rendendo omaggio alle produzioni teatrali di Broadway e ai cortometraggi di Michael Jackson, Virgil ha portato le strade di New York all'interno del Giardino delle Tuileries di Parigi. Il casting era, come sempre, diverso e fatto di cool kid internazionali, da Sheck Wes a Lucien Clarke e Octavian. I modelli hanno sfilato per le strade di una metaforica Grande Mela in outfit che sono la quintessenza dell'eleganza contemporanea, mentre i writer Futura, Lewy e Jim Joe dipingevano le serrande abbassate sullo sfondo, il tutto mentre in sottofondo arrivavano le note live di un super-gruppo capitanato da Devonte Hynes. Accanto a noi, Naomi Campbell e Skepta applaudivano entusiasti in prima fila, iniziando a fare un certo casino quando dal backstage è uscito Alton Mason, mentre due delle ultime celebrità apparse sulla copertina di i-D, Timothée Chalamet e Frank Ocean, ballavano senza troppa compostezza seduti al loro posto.

Più che una sfilata, è stato intrattenimento puro. Una festa.

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Intanto, se siete a Parigi, vi conviene fare un salto qui:

Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK.