random identities by stefano pilati: la nuova collezione è una poesia visiva

Anche Pilati ha deciso di allontanarsi dallo streetwear, proponendo capi dal tailoring impeccabile. Perfetti per 12 ore al Berghain, ma anche per una cena con i parenti.

di Ryan White
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07 marzo 2019, 2:23pm

"Fare una collezione significa comunicare qualcosa con un linguaggio... Un linguaggio visivo, un linguaggio tangibile e concreto, o un linguaggio formale," ha dichiarato Stefano Pilati ad i-D nel 2008, quando è stato la nostra star in copertina. "È una ricerca costante. Voglio sempre fare cose che destabilizzino." All'epoca era il Direttore Creativo di Saint Laurent, dove nell'arco di otto anni ha trasformato una maison francese in una forza commerciale globale. Se n'è andato nel 2012, aprendo la strada all'era Hedi Slimane. Da Parigi, Stefano è passato al timone di Ermenegildo Zegna—il brand di menswear più grande del mondo in termini di ricavi—producendo completi sartoriali per Gucci, Saint Laurent e Tom Ford, oltre che per il brand stesso.

Nel 2015 ha abbandonato anche la nave Zegna e insistenti voci lo volevano come imminente sostituto di Alber Elbaz da Lanvin. Ancora una volta, Pilati ha fatto esattamente il contrario di ciò che ci aspettava da lui, scomparendo dai radar del fashion system e trasferendosi a Berlino. Nel 2017 è tornato allla ribalta, ma non alla guida di un blasonato brand internazionale. Il designer ha infatti scelto un'altra strada, lanciando Random Identities, il suo marchio personale. Di tutti i design che ha creato nella sua illustre carriera, è questo sicuramente il brand con dall'ethos più destabilizzante. Sia la collezione di debutto che quella seguente avevano forme fluide e silhouette giovani che trasmettevano un'atmosfera intuitiva, intelligente e nuova, oltre che dal prezzo semi-abbordabile per le persone a cui si ispira in prima battuta.

Ora, dopo il successo delle prime due release, per la nuova collezione (dall'appropriato nome Tailoring) Pilati ha riportato in primo piano le sue capacità sartoriali per creare capi decisamente più formali. E se un trend è riuscito ad emergere dalle sfilate di questa stagione, è proprio il tailoring. Respingendo l'ondata di streetwear che ha dominato le passerelle nelle ultime Settimane della Moda, durante le sfilate autunno/inverno 19-20 anche i grandi nomi come Celine, Louis Vuitton e Dior hanno presentato reinterpretazioni del completo elegante, mentre sulle passerelle donna anche i brand noti per la loro vicinanza con il casual, ad esempio Eckhaus Latta, Gucci e Balenciaga, hanno gravitato verso elementi più formali.

"La terza release di Random Identities si concentra sulla sartorialità, categoria intrinseca al brand a causa delle mie esperienze e basi formali," ha spiegato Pilati in una dichiarazione che ha accompagnato l'uscita della nuova collezione. "Ho usato il nero per questa collezione: essenziale, funzionale e ultimo vero modo per non compromettere la formalità dell'indossare un non-colore durante l'inverno." Cappotti oversize, punti vita alti, pantaloni dal taglio ampio, accessori come maschere, catene e stivali in pelle: quello presentato da Pilati è un guardaroba elegante che potrebbe tranquillamente sopravvivere a 12 ore in un club di Berlino. "I blazer proposti hanno volumi anni '80 e sono un "tributo" a Rei Kawakubo e non è mai stato così perfetto. È un capo essenziale nel mio armadio, uno dei miei preferiti di sempre, quindi non ho potuto resistere, dovevo condividerne l'importanza."

Da oggi disponibile presso Dover Street Market e su SSENSE, trovate qui alcuni scatti della collezione realizzati da Jakob Landvik.

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Crediti


Fotografia di Jakob Landvik
Moda di Marquet K Lee
Capelli e trucco di Kenny Campbell
Assistente Luci Jean-Paul Pastor Guzman
Modelli MJ Harper, David Jainz e Iconic
Casting e produzione RIstudioberlin

Che lo streetwear sia morto ci sembra però un'esagerazione. Invece, la sensazione è che a proseguire su questo filone estetico saranno d'ora in poi solo quelli che lo conoscono e masticano da decenni. A Milano uno di loro è Giorgio Di Salvo, fondatore di United Standard e grande esperto del settore. Trovi qui la nostra intervista con il designer:

Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK

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