"credo che la creatività non abbia confini"—intervista a kei ninomiya

Un piumino può diventare maglia? Nella collezione esclusiva firmata da Kei Ninomiya per Moncler Genius sì, eccome. Lo abbiamo intervistato per capire come.

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ago 3 2018, 1:31pm

Ritratto su gentile concessione di Moncler

Ideato da Remo Ruffini, Moncler Genius è il progetto ambizioso, sfaccettato e polivalente che offre a otto designer di fama mondiale la possibilità di reinterpretare secondo il loro immaginario il piumino, storico capo del brand e che meglio ne rappresenta storia passata e futura.

Tra loro vi è Kei Ninomiya, misterioso designer formatosi nell'atelier Comme Des Garçons che nel 2012 ha fondato una sua linea personale, Noir Kei Ninomiya, continuando tuttavia a lavorare con l'iconica Rei Kawakubo.

Proprio come la Kawakubo, anche Ninomiya è riservato, preferendo lasciare che siano le sue collezioni a comunicare ciò che ritiene necessario comunicare. Un progetto come Moncler Genius, però, affascina così tanto da richiedere un'analisi, un commento magari, per poter comprendere al meglio la portata rivoluzionaria del singolo designer sull'oggetto Moncler per eccellenza.

Così abbiamo contattato l'artigiano-designer Kei Ninomiya per affrontare ogni dettaglio di questa collaborazione, dalla ripetizione modulare delle geometrie ai progetti che ha per il futuro.

In Moncler Noir, per la prima volta, il piumino diventa anche una maglia. Da cosa è nata questa esigenza, mai sperimentata prima?
L’idea nasce dall’utilizzare la lavorazione della maglia applicata però al piumino. Il procedimento in questione, applicato però a un nuovo concept, ha dato vita a un approccio totalmente nuovo per me.

È stato difficile reinterpretare un’icona dell’abbigliamento come il piumino Moncler? Quanto hai voluto sperimentare, e quanto invece hai voluto mantenere della tradizione di questo storico brand?
L’identità del marchio Moncler sta proprio nel piumino, un prodotto simbolo per la filosofia del brand. Cercando di rispettare lo spirito Moncler, la nostra missione era quella di esplorare nuove possibilità e nuovi aspetti legati al mondo del piumino, possibilità con le quali né Moncler né Noir Kei Ninomiya si sono mai confrontati prima.

Moncler Genius è un progetto fortemente voluto da Remo Ruffini e dal suo team creativo. Come è stato lavorare con loro?
Remo Ruffini ha un profondo rispetto per tutto ciò che è creativo, ed è stato molto aperto e flessibile nei confronti del nostro metodo di lavoro e di come creiamo. È stata un’esperienza molto interessante poter lavorare con lui.

Moncler Genius parla di immaginazione, creatività e verità. Qual è la verità di Moncler Noir? Quale la spinta creativa e l’intento della collezione?
La creatività è ciò che ci ha guidati attraverso tutto il progetto. Credo davvero che la creatività non abbia confini e Moncler Genius ha dimostrato che otto diverse menti creative possono davvero collaborare sotto un unico brand, in questo caso Moncler. In questa collaborazione con Moncler abbiamo voluto sviluppare e ampliare le possibilità creative del piumino usando però il know-how e le tecniche di manifattura di Noir Kei Ninomiya.

Il tuo brand, Noir, ha un’estetica molto lontana da quella Moncler. Come sei riuscito a conciliare due mondi così diversi in una sola collezione?
Tutti i prodotti Noir firmati Kei Ninomiya sono confezionati attraverso l’unicità delle nostre tecniche manifatturiere che permettono, inoltre, una produzione su larga scala. Nonostante quindi la presenza di una forte e insolita capacità artigianale, i nostri prodotti sono pensati per la distribuzione e la produzione di massa. Usando le tecnologie Moncler legate alla produzione dei piumini, il progetto è stata una sfida alla scoperta, creazione e sviluppo di possibilità e forme legate al mondo del piumino che né Moncler né Kei Ninomiya avevano mai esplorato prima. Piuttosto che una banale collaborazione, ho voluto trasformare questo progetto in un’opportunità per esplorare nuove opzioni nella realizzazione di prodotti interessanti attraverso l’uso di tecniche di manifattura sempre nuove.

Da cosa è nata l’idea di studiare dei moduli, moltiplicarli e renderli poi indossabili?
L’idea deriva dal concetto di “cucire insieme per creare dimensione e volume” che è un aspetto fondamentale per Noir Kei Ninomiya.

Cosa c’è nel futuro di Key Ninomiya? Ci sono progetti all’orizzonte a cui stai lavorando e che ti elettrizzano?
Continuare sempre a lavorare per la creazione delle collezioni future.

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Crediti


Intervista di Federico Rocco
Immagini su gentile concessione di Moncler