Fotografia di Mario Sorrenti

tyshawn jones è la nuova superstar dello skateboard

Lo hanno eletto Skater of the Year, è il volto di Supreme, ha una linea di sneaker con Adidas originals ed è sulla cover i-D. From New York with love, ecco lo skater più figo del momento.

di Felix Petty; foto di Mario Sorrenti
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09 settembre 2019, 9:27am

Fotografia di Mario Sorrenti

Questo articolo è apparso originariamente in versione cartacea sul numero di i-D The Post Truth Truth Issue 357, Autunno 2019

Tyshawn Jones è in un momento rivoluzionario della sua vita. Sta passando dall’essere uno skater di NYC alle prima armi a vera e propria star. A fargli fare il salto definitivo è stato lo skate film Blessed del 2018 per Supreme in cui urta ringhiere, ondeggia nel traffico denso, scappa da poliziotti e guardie di sicurezza e vola sopra le entrate della metro.

Sono queste le scene di Blessed che hanno fatto guadagnare a Tyshawn il tanto desiderato premio Thrasher come Skater Dell’Anno, il più prestigioso premio che uno skater possa ricevere. Lui ha vent’anni. È la faccia di Supreme. È lo skater più cool nel mondo. È sulla copertina di i-D. Ha appena aperto un ristorante nel Bronx. Oggi è il 22 Giugno 2019. Siede in una macchina fuori dal suo appartamento di New York City, insieme a William Strobeck, il regista di Blessed. Stasera uscirà la sua linea di sneakers per Adidas. La vita gli sorride.

William inizia dicendo: “Ho visto tanta gente con passione, ma mai qualcuno come te. Quando stavamo girando Blessed ti svegliavi alle quattro di mattina per fare trick sulle scale di Madison Square Garden. Mi svegliavi tu per uscire e andare a fare skate. Paragonerei il tuo livello di dedizione a quello di Michael Jordan. Ma da dove viene la tua motivazione?” Tyshawn sembra spiazzato dagli elogi di William. Perso nei pensieri. Non sapendo cosa dire, decide di parlare di soldi. O comunque di stabilità economica. “La mia motivazione viene dalle cose che voglio nella mia vita. Voglio potermi prendere cura della mia famiglia, di mia mamma. Voglio comprare una casa. Una bella macchina. Voglio prendermi cura delle persone vicino a me. E più lavoro, più in fretta riuscirò a ottenere tutto questo,” risponde.

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Tyshawn indossa look completo Supreme. Durag in seta Hardies Harware. Gioielli dall'archivio del modello.

“Non sono cresciuto in un contesto privilegiato. Se ci nasci non te ne importa molto,” continua. “Se sei ricco, se sei nato in una famiglia ricca, non hai voglia di lavorare, tutto ciò che vuoi fare è rilassarti… Non so come spiegarlo, ma sento di essere nato per dare stabilità alla mia famiglia, metterla al sicuro da guai e problemi economici. Chi si prenderà cura di mia mamma, se non io? Chi si prenderà cura dei miei bambini quando li avrò? Voglio passare il testimone.” Tyshawn viaggia sull’onda di un vecchio sogno americano. Un giovane ragazzo del Bronx catapultato verso la fama, gli sponsor, i soldi e la celebrità con alle spalle niente più che puro talento e tanto lavoro.

Ha conosciuto il mondo dello skateboard tramite Skate, un gioco al computer che gli aveva prestato un amico. Poi suo fratello maggiore ha iniziato ad andare in skate per davvero. “Lo seguivo dappertutto,” ricorda. “Volevo essere come lui. Ecco tutto. Ero il fratello di mezzo. Volevo fare tutto ciò che faceva lui e lui faceva skate, quindi anche io volevo andare in skate. È così che è andata. Alle medie mi chiedevano che cosa volessi fare della mia vita e io ero tipo ‘non me ne frega niente della scuola, io diventerò uno skater professionista. Non mi serve un diploma per questo.’”

Mentre parla, Tyshawn sembra poco incline ad approfondire la questione della notorietà ed è un po’ brusco a riguardo. Non gli interessa analizzarla, o forse è solo timido a riguardo. L’unica cosa che gli importa sono i risultati. “Sento che un giorno, se otterrò tutto quello che voglio ottenere, anche la passione andrà a spegnersi. Ho ottenuto molto finora, ma non tutto.”

“Hai vinto il premio Skater Dell’Anno. Il più grande risultato che puoi ottenere se fai skate, non ti senti soddisfatto?” aggiunge William. “No,” dice Tyshawn. “Se mi sentissi soddisfatto al 100 percento, mi rilasserei troppo. Cerco di dimenticarmi di averlo vinto.” Sa di essere bravo, sa qual è il suo valore, sa che può ancora fare.

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Canottiera Calvin Klein Underwear. Durag in seta Hardies Harware. Gioielli dall'archivio del modello .

La prima apparizione di Tyshawn, un ragazzino ossuto e magrolino, risale al 2012, quando ha skateato insieme a Jason Dill, un leggendario skater di Supreme, nel video Buddy. Si tratta di una clip di 50 secondi diretta sempre William, in cui Jason e Tyshawn incontrano personaggi della NYC stereotipata (“Ogni tanto fumavo un pò di crack,” dice un senzatetto a Jason. “Anche io, non è un gran problema,” risponde Jason). Il talento di Tyshawn è impossibile da non notare mentre plana sulla scalinata del Palazzo di Giustizia di NYC. Una cosa che ripeterà anni dopo, in maniera ancora più drammatica, alla fine di Blessed. Come a dire: ho fatto mio questo posto così conosciuto, e l’ho fatto mio già da ragazzino.

A quel video seguì poi Cherry, il primo lungometraggio di William per Supreme in cui c’è una scena molto tenera dove Tyshawn è con Dylan Reider, la sua voce quasi spezzata dall’emozione mentre guarda incantato l’ormai già famoso skater di Supreme. Visto da una prospettiva più ampia, Cherry consacra una nuova generazione di skater a leggende della mitologia ultra-ventennale di Supreme. Tyshawn Jones, Na-Kel Smith, Kevin Bradley, Sage Elsesser e Sean Pablo; tutti loro si sono battuti per la corona.

“Avevo tipo 14 anni quando ho fatto Cherry. A quel tempo non pensavo nulla di particolare del fatto che fossi in un film di Supreme, stavo solo vivendo la mia vita, cercando di diventare un pro. Non penso mai troppo a una cosa mentre la faccio, e poi finisco per doverne parlare. La gente mi fa: ‘Hai fatto questo! È pazzesco!’, ma io sto solo facendo quello che mi va. Mi piace guardare al futuro, non rimugino sulle cose.

Ho sempre l’impressione di essere qui con le mani in mano, di non fare mai abbastanza, sento di dover sempre e comunque migliorare.” Che consiglio avrebbe dato al sè stesso di allora? “Nessuno,” dice, dopo una pausa. “Sapevo già tutto.”

C’è una tenace libertà nel suo stile di skate, perché ogni movimento trasmette la determinazione che gli ha permesso di guadagnarsi il successo di oggi. Come se non bastasse, Tyshawn è anche il primo skater di NYC ad aver vinto il premio Skater Dell’Anno. NYC, del resto è una città che forma il carattere di frequenta le sue strade e spinge chi fa skate a guardare il mondo in modo diverso, piegando e rompendo le regole urbane, scappando dai poliziotti e fregandosene dei divieti d’accesso.

“Tyshawn non si fa fermare da nessuno,” mi ha detto William un anno fa, subito dopo l’uscita di Blessed. “La gente costruisce delle barriere, e lui le scavalca. Chiami la polizia? ‘Se arriva non mi acciufferà comunque,” ti risponde lui. È così che Tyshawn vede le cose. Non gli interessa.”

E quindi, forse, non dobbiamo chiederci se Tyshawn sia il Michael Jordan dello skate, ma se lo voglia diventare. Perché Tyshawn è Tyshawn. Un bravissimo, appassionato, ragazzo che vuole fare un sacco di soldi e comprare una casa a sua madre. “Cosa farai con tutti i soldi che guadagnerai dalle tue sneakers?” gli chiede William. “Farò degli investimenti,” risponde. “Devi far sì che i tuoi soldi facciano il lavoro per te. Tutti nella mia famiglia hanno fatto fatica, anche mia nonna.”

“Non ti sei venduto però, non hai un energy drink che porta il tuo nome. Fai le cose sul serio,” continua William. Tyshawn si ferma, deve rispondere a una chiamata. Parla dell’acquisto di una macchina. “Hai gli sponsor migliori: Supreme, una figata. Adidas, altrettanto figo. Ma se potessi avere qualsiasi sponsor al mondo, quale sarebbe?” Lamborghini, risponde Tyshawn impassibile. Ora però andare via. Deve sistemare delle cose prima dell’uscita della collezione.

“Hai nient’altro da dire?” chiede William.
“Niente. Ce ne andiamo.”
“Hey, grazie! La prossima intervista sarà per Forbes.”
“Sarò su quella lista molto presto.”
“Sicuro.”

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Look completo Supreme.

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Crediti

Fotografia di Mario Sorrenti
Styling Alastair McKimm

Capelli Bob Recine di Rodin
Trucco Kanako Takase at Streeters
Unghie Honey si Exposure NY con prodotti Dior
Assistente alla fotografia Lars Beaulieu, Kotaro Kawashima, Javier Villegas e Chad Meyer
Assistente allo styling Madison Matusich, Milton Dixon III e Yasmin Regisford
Assistente ai capelli Kabuto Okuzawa e Kazuhide Katahira
Assistente al trucco Kuma
Produzione di Katie Fash
Assistente alla produzione Layla Néméjanksi e Adam Gowan
Consulente casting e creatività Ruba Abu-Nimah
Direttore casting Samuel Ellis Scheinman per DMCASTING

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