Pubblicità

13 cose sull’ultima ridicola stagione di "tredici"

Quanto è odiosa Ani? Perché ricorda tanto Pretty Little Liars? Ma oltre al Monet non esistono altri posti in cui uscire?

di Vincenzo Ligresti
|
02 settembre 2019, 9:49am

Immagine via Facebook

A vedere Twitter, recensioni e commenti qui e lì, sembra che la terza stagione di Tredici non stia piacendo praticamente a nessuno. Mi accodo moltissimo. Appena conclusa la sfiancante visione non ho potuto fare a meno di gettare una lista delle cose (eccetto dei bonus di bontà) che si sarebbero potute evitare.

Attenzione, trovate un bel po’ di spoiler e ogni tanto una punta di livore—ma ho sprecato quasi quattordici ore di vita per vederlo tutto, cercate di comprendermi un pochino.

1. La prima stagione di Tredici, per quanto controversa, aveva un senso: spiegava, in modo piuttosto crudo, le derive del bullismo e di tutti i mali del mondo. A me era piaciuta, ti ci potevi in un certo senso rispecchiare. La seconda era sul processo per la morte di Hanna—era indispensabile? No. Però aveva un senso. Ma trasformare la terza in Pretty Little Liars? Chi ha ucciso Bryce Walker? Davvero? Per favore.

2. Perché affidare il ruolo di voce narrante alla “nuova arrivata” Ani? Ma chi è? Che c’entra? Tralasciando il fatto che Ani sia indubbiamente il personaggio più odioso di sempre dopo Tokyo de La Casa di Carta, si sarebbe dovuta lasciare sin da subito—come da prima stagione—la voce di Hanna. Cioè, pensate a Desperate Houswife: la voce narrante dal primo episodio è quella dell’amica morta—e mi sembra che nessuno si sia lamentato (fun fact: in Tredici interpreta la mamma di Bryce Walker. L’attrice è Brenda Strong).

3. Ah, smettetela di scrivere che vi hanno spoilerato la morte di Bryce. Quello è il trailer della terza stagione.

4. Clay continua a vedere la gente morta. E no, neanche stavolta è un cross-over con Ghost Whisperer.

5. Un grande pregio della prima stagione di Tredici consisteva nell’evidenziare che a tutti può capitare di ferire (e assumere il ruolo del bullo) senza farci troppo caso, accorgersene in seguito, e quindi dispiacersene. Nella terza stagione è il momento di Bryce Walker (il personaggio che ha commesso gli atti più gravi di tutti): si pente di aver stuprato Jessica e Hanna, ed è una presa di coscienza come minimo sacrosanta. Soltanto che puntata dopo puntata si tenta tutti i modi di farti patteggiare per lui. Credo che nessuno voleva che morisse, però tentare di fartelo giustificare in tutti i modi anche no.

6. Ma non esistono in questa città altri luoghi in cui uscire oltre al Monet? Impressionistico, in tutti sensi.

7. Unica grande nota di merito: il discorso su come il femminismo, o in generale il proprio credo, non debba essere gridato ma spiegato in maniera pedagogica—per carpire anche i più scettici—è stato trattato in maniera tanto egregia quanto illuminante, tramite il personaggio di Jessica. Peccato sia stato inserito in mezzo a tutto questo.

8. Alla fine ad aver commesso l’omicidio è stato Alex. Oh, ci siamo sorbiti 13 puntate noiosissime per scoprirlo, ma poi non è stato dedicato nemmeno un secondo al come si sentisse davvero al riguardo. Alex è rimasto un personaggio così piatto che la sua prima battuta subito dopo il nefasto avvenimento è stato: “Jessica ti amo.” Raggiunto il livello Riverdale, signore e signori.

9. Non è credibile che tutti i personaggi abbiano così tanti segreti e così tanti problemi. Che confusione. Sarà perché “Jessica ti amo.” Pessima, lo so.

10. Ogni volta che però rivedo la mamma di Hanna Baker, è un colpo al cuore.

11. Tornando a Clay: sapete se sua stylist è la stessa che ha vestito Harry, Ron, Hermione ne Il Principe Mezzo Sangue? Qualcuno me lo può confermare asap?

12. Battute finali: il gruppo di amici sceglie di incastrare Monty per la morte di Bryce. Che insegnamento volevano darci? Che i buoni sono in realtà dei cattivi con intenzioni buone? Che siccome tanto Monty era stato appena ucciso in carcere (forse con l’aiutino del padre poliziotto di Alex), incolpare lui sembrava un po’ più da buoni con intenzioni buone? Gli stagisti di Annalise in How to Get Away with Murder al confronto sembrano dei cherubini.

13. Anche se è stata praticamente confermata, non fate una quarta stagione. O provate a tornare al livello della prima e fateci cambiare idea. Per favore.

Segui i-D su Instagram e Facebook

Crediti


Testo di Vincenzo Ligresti

Tagged:
Netflix
femminismo
recensioni
serie tv
13 reasons why
stagione di tredici
Hanna Baker