gioventù, idiozie e amore: l'adolescenza in foto

Attraverso le fotografie scattate tra i 14 e i 20 anni, Kate Burkhardt vuole dare un senso agli anni della formazione.

di André-Naquian Wheeler
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17 luglio 2017, 11:48am

L'adolescenza può essere il periodo migliore della tua vita, o il peggiore. I primi mi piace su Facebook, l'acne, violare il coprifuoco e le interrogazioni al liceo; le prime emozioni forti e la cronologia di Safari o Google Chrome cancellata ogni sera, come un rituale della buona notte. Tutto va a una velocità più sostenuta, e cadere per le scale o ricevere un sms dalla tua cotta del mese ti sembra il fatto più significativo e rilevante nell'intera storia dell'umanità. Nell'e-book That Day Was Ours, la fotografa e scrittrice 23enne Kate Burkhardt ha creato una lettera d'amore per questi anni così unici. Poesie, prosa e candidi scatti realizzati da lei e dai suoi amici più stretti si concentrano su qualunque tema adolescenziale, dalla depressione all'amore, passando per le nuotate al lago senza costume, mostrandoci perché vorremmo che l'adolescenza durasse per sempre e allo stesso tempo finisse il prima possibile.

"Credo che molte persone siano ossessionate dalla gioventù perché è qualcosa che non si può riavere indietro," afferma Burkhardt, da poco laureata alla Southern Oregon University; "la gioventù è sfuggente, elusiva."

That Day Was Ours comprende foto fatte dalla giovane fotografa ai suoi amici dall'età di 14 anni, ed è un tentativo di elaborare l'eredità di questi anni così appiccicosi, metaforicamente e non. Solo lo scorso anno, tuttavia, Burkhardt ha iniziato a organizzare il suo immenso archivio in un lavoro coerente. "Ho finito questo progetto poco dopo la laurea," dichiara a i-D, "e per me è stato un momento catartico. È come se tutta la mia vita acquistasse senso quando la guardo da questo punto di vista." A volte, solo quando arriva il domani possiamo apprezzare l'oggi.

Com'è la città in cui sei nata?
Sono cresciuta a Portland, che è un posto bellissimo. Dopo cinque anni a Ashland, nell'Oregon, ho deciso di tornarci, perché è una città molto viva. Ci sono concerti, librerie fantastiche e artisti ovunque. Anche in centro si è sempre circondati dalla natura, che è fondamentale per me.

La tua crescita è stata influenzata da Portland?
Non riesco a immaginare l'adolescenza in un altra città, onestamente. Crescere a Portland mi ha fatto sentire libera e mi ha insegnato ad apprezzare il mondo, anche se spesso ero depressa e dovevo lottare per uscirne. Non so chi sarei se fossi cresciuta in un piccolo paese di campagna o in una grande metropoli come New York, oppure se non avessi frequentato un liceo così stimolante. Tutti i miei insegnanti incoraggiavano il mio lato artistico. A otto anni scrivevo romanzi, o almeno ci provavo, e tutti mi dicevano di continuare. Poi al liceo ho seguito dei corsi di fotografia: avevamo una camera oscura e infiniti rullini a disposizione. Non tutti i ragazzi hanno le stesse opportunità che ho avuto io. Sono stata davvero fortunata.

Fuori dalla mia classe, passavo molto tempo insieme agli amici facendo cose che in teoria ci erano vietate: andavamo in bici ovunque, ci arrampicavamo, mangiavamo dai cartoni del fast-food, ci innamoravamo e facevamo a botte. 

Chi sono le persone che hanno collaborato al libro?
Tutte le altre voci presenti appartengono ai miei amici più stretti. Ci sono molte foto di loro all'interno del libro.

Come si inseriscono queste altre voci nella narrativa principale?
Quando ho iniziato questo progetto, volevo che ci rappresentasse tutti e fosse scritto da tutti. Ho chiesto ai miei amici che scrivevano di mandarmi uno o due contenuti che raccontassero le loro emozioni davanti alle mie fotografie. Ho detto loro di scrivere su qualunque argomento volessero, bastava che avesse a che fare con le foto scattate. Quindi il libro è diventato una sorta di diario di gruppo.

Ti sei appena laureata. Cosa c'è ancora in te della tua adolescenza? E cos'hai ormai perso?
Credo di aver mantenuto tutte le mie migliori qualità e di aver perso invece tratti del mio carattere di cui oggi non sarei andata fiera. Ero una persona molto instabile, come molti altri adolescenti, ma soffrivo anche di depressione. Ero imprevedibile, per me era difficile socializzare. Ma questo non vuol dire che io non mi sia divertita durante l'adolescenza. Quando mi divertivo, mi divertivo davvero, davvero tanto, ma c'erano anche momenti in cui non c'era niente che mi tirasse su di morale. In quei periodi scrivevo poesie e dipingevo.

Sono ancora molto legata ad alcuni dei miei amici di quegli anni, e non posso che sentirmi grata di questo. Tutti siamo cresciuti e cambiati, e siamo orgogliosi di noi stessi. Ma in qualche modo siamo ancora gli stessi di sette, otto anni fa: abbiamo lo stesso humor, gli stessi modi di fare e le stesse voci, solo un po' meno acute.

Qual è il punto attorno a cui ruota questa storia di maturazione?
Credo sia il processo di creazione di questo libro: ho capito molte cose su me stessa e sui miei amici. Ho scritto intensamente, ho fotografato intensamente e ho riflettuto intensamente per rimettere ordine tra i caotici eventi della mia adolescenza. E anche se i miei amici saranno gli unici lettori di That Day Was Ours, va bene così. È la prima cosa che ho portato a termine nella mia vita di cui io vada così fiera.

kateburkhardtphotography.squarespace.com

Crediti


Testo André-Naquian Wheeler
Fotografia Kate Burkhardt