new genuary: vi presentiamo vicki king

Anno nuovo, talenti nuovi. Per tutto il mese di Gennaio vi presentiamo i fotografi che definiranno il 2017. Scattano il mondo che li circonda, interpretandolo attraverso il prisma delle loro esperienze, ogni fotografo ha la sua storia da raccontare, e...

di i-D Staff
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24 gennaio 2017, 10:45am

Vicki King

Raccontaci qualcosa di te e del posto in cui sei cresciuta.
Vengo da un piccolo paese nella periferia di Leicestershire. La mia famiglia vive lì da tre generazioni. È un bel posto in cui vivere, ma, nonostante questo, ho passato la mia adolescenza cercando di escogitare un piano di fuga. Non andavo particolarmente d'accordo con il sistema scolastico e ho smesso di studiare quando ero molto giovane. Ho fatto una serie di strani lavori da adolescente, uno dei quali era in un laboratorio di patologia all'ospedale. Dopo aver frequentato alcuni corsi e messo insieme qualche lavoro, ho fatto domanda per venire a studiare a Londra, dove vivo ancora oggi.

Come sei entrata in contatto con la fotografia?
Ero circondata dalla fotografia già da prima che scegliessi di occuparmene. Mio padre fotografava e proiettava i suoi scatti sulle pareti. Erano come brillanti  manifestazioni di momenti che non riuscivo a ricordare; si tratta di una cosa che probabilmente è sempre rimasta con me, nel mio subconscio. Da adolescente avevo molta energia creativa da esprimere. Ho provato a cimentarmi in diverse cose, ma ho iniziato a scattare foto quasi per caso, 8 anni fa, quando ho immortalato uno dei miei amici. Sembrerà un cliché, ma mi sono sentita come se qualcuno avesse acceso una lampadina.

Moda Elodie David

Cosa ti attira di questo medium?
La fotografia ti permette di dar vita a una tua versione della realtà, di trasformare ciò che ti circonda in qualcosa di un po' più magico.

Dove hai imparato a scattare?
Ho studiato fotografia al London College of Communication, ma avevo imparato le basi già da prima, sperimentando. Ho fatto molti errori e ho sottoposto molte domande stupide ai forum di Flickr.

È necessaria una laurea per intraprendere la carriera di fotografo?
Assolutamente no. Internet ha cambiato tutto. Credo che laurearsi sia un privilegio e quindi non si accessibile a tutti. Studiare non ti prepara a sopravvivere creativamente e a continuare a creare anche una volta finita la scuola. Personalmente, dopo aver lasciato l'ambiente scolastico a soli 16 anni, per me è stato utile frequentare l'ambiente accademico per trovare me stessa ed acquistare sicurezza. Non è detto che ciò che funziona per me, però, funzioni anche per altre persone.

Chi o cosa t'ispira?
Così tante cose... Mi piace guardare ai dettagli; i colori, le superfici, i riflessi di luce, la pelle, però sono anche affascinata dalle cose che sono tanto grandi da risultare difficili da comprendere come lo spazio, la spiritualità, gli elementi naturali... Mi piacciono le cose che possono avere moltissimi significati diversi. Il mio tipo di arte preferita non dice allo spettatore cosa pensare, dà solo degli indizi affinché egli riesca ad unire i puntini con l'aiuto delle proprie esperienze.

Come descriveresti la tua estetica?
Ultraterrena.

Il momento più importante della tua carriera fino ad ora?
Quest'anno ho viaggiato molto grazie al mio lavoro, più di quanto avevo mai fatto. È stato bellissimo.

Cosa non vedi l'ora di fare nel 2017?
Scattare fotografie, imparare cose nuove. Esplorare. Poi vorrei trasferirmi in un posto bellissimo e spero con tutto il cuore che accada.

Unemployed Magazine. Styling Helena Tejedor.

A cosa stai lavorando al momento?
Alcune commissioni nell'ambito della moda e, durante le vacanze, spero di trovare del tempo per lavorare un po' con mia sorella, che fa la pittrice. Oltre a questo sto lavorando a un progetto personale che parla di performance e sessualità. Spero di finirlo entro il prossimo anno.

Per cosa ti batti?
La sensibilizzazione nei confronti delle malattie mentali, la redistribuzione della ricchezza, l'uguaglianza e il rispetto per gli emarginati. Ritengo che avere empatia e compassione soprattutto nei confronti di chi ha sofferto potrebbe risolvere un sacco di problemi della nostra società. Credo nel potenziale curativo della creatività e nella profonda forza che c'è nella vulnerabilità.

Quali sono i tuoi sogni e le tue speranze per il futuro?
Mi sento come se stessi costantemente crescendo. Spero questo continui e che un giorno sarò contenta di dove sono arrivata.

Unemployed Magazine. Moda Helena Tejedor.

Unemployed Magazine. Moda Helena Tejedor.

Unemployed Magazine. Moda Helena Tejedor.

A collaboration with A Four Chambered Heart.

Crediti


Foto Vicki King