per la stilista molly goddard la moda è partecipazione

In occasione della sua mostra interattiva, What I Like, abbiamo incontrato la giovane stilista londinese per parlare di ricamo, wrestler ed enormi vestiti volanti.

di Tish Weinstock
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07 novembre 2016, 11:55am

Molly Goddard è come un raggio di sole. Se si assiste a una delle sue sfilate è impossibile non andarsene con un sorriso a trentadue denti e tanta voglia di ballare. La sua mostra What I Like, invece, ci farà venire una voglia irresistibile di imparare a cucire.

Immaginate una nuvola colorata di maestosi abiti di Molly Goddard che penzolano dal soffitto della NOW gallery situata nel quartiere di Greenwich, con le gonne di tulle di sette metri che accarezzano il suolo. Accanto ad ogni vestito è posizionata una selezione di enormi aghi e fili in proporzione, che ogni visitatore è incoraggiato ad usare, trasformando ogni capo a proprio piacimento. "Voglio vedere stemmi di squadre calcistiche, TV, fiori e tutto ciò che piace alla gente," spiega Molly, "possono essere uno schifo, grezzi, oppure immacolati. Mi piace questa combinazione." Abbiamo incontrato Molly per parlare di come si può mantenere in vita questa antica forma d'artigianato e del futuro delle presentazioni di moda.

Come sei entrata in contatto con la NOW gallery?
Avevo visto la mostra di Phoebe English e l'ho adorata. Dopo qualche tempo mi è stato parlato della possibilità di organizzare una mostra lì, quindi ho contattato i responsabili dello spazio, ho proposto la mia idea ed è andata bene!

Qual è l'idea alla base della mostra?
La mostra parla di ricamo; voglio che sia le persone che non hanno idea di come si ricami che gli esperti si buttino e lo facciano senza restrizioni di alcun genere. Il quartiere Greenwich dove si trova la galleria è un ambiente nuovo e scintillante, gli enormi abiti in tulle animano il grande spazio di vetro in cui sono inseriti e speriamo che, man mano che la mostra procede, questi capi verranno completamente trasformati con le creazioni dei visitatori.

Perché ritieni che sia così importante l'elemento interattivo?
Non ho mai voluto realizzare qualcosa da posizionare su di un piedistallo, sai. Adoro gli oggetti fatti a mano e volevo che questi enormi abiti fossero un qualcosa che le persone potessero toccare, con cui potessero interagire; non volevo limitarmi a una mostra di vestiti.

Perché il ricamo è tanto importante per te e cosa vuoi comunicare grazie a questa mostra?
Sono sempre stata piuttosto ossessionata da chi ricama, soprattutto se si tratta di persone dalle quali non te lo aspetteresti minimamente. Ci sono wrestler che salgono sul ring con i pantaloncini e le canottiere rivestiti di fiori. Cose del genere. Voglio che questo genere di persone vengano alla mostra e dimostrino ciò di cui sono capaci. Poi sono consapevole del fatto che, al giorno d'oggi, ci sono poche persone che sanno usare ago e filo e vogliamo far di tutto per mantener viva questa forma di artigianato! Sarebbe fantastico se un ragazzino che non ha mai ricamato prima si appassionasse a questa attività dopo aver visitato la mostra e provato ad usare ago e filo.

Che genere di persone speri di vedere alla mostra?
Chiunque sappia tenere tra le mani un ago. Ci saranno dei poster con delle indicazioni per chi non ha mai nemmeno provato a ricamare. Tutto è di dimensioni enormi e questo faciliterà di molto le cose. Spero che le persone che lavorano negli uffici situati intorno alla galleria vengano a ricamare durante la loro pausa pranzo. Voglio vedere studenti, donne, uomini, amici. Trovo che sia un'attività rilassante, come la meditazione.

Il fatto che si tratti di una mostra interattiva rende il tutto più divertente. Credi che la moda ogni tanto si prenda troppo seriamente? 
Credo che molte mostre sulla moda siano un po' statiche, monotone. È difficile riuscire ad esporre dei vestiti in modo divertente. Beh, sicuramente quello di stilista è uno dei lavori meno seri che si possono trovare in giro, quindi ritengo sia giusto cercare di renderlo il più spiritoso possibile.

Esporre i tuoi lavori in una galleria è diverso dalle modalità di presentazioni tradizionali. Credi che sia parte del cambiamento che sta investendo il mondo della moda nella sua totalità, ovvero il progressivo abbandono delle tradizionali sfilate stagionali?
Non credo; trovo che le classiche sfilate siano ancora una cosa bellissima. È la pressione, il bisogno di vendere sempre più degli altri che rende impossibile realizzare delle sfilate più frivole. Sarei triste se non si facessero più le sfilate però, mi piacciono così tanto.

A cos'altro stai lavorando al momento?
Sto lavorando alla collezione autunno/inverno 17 e ne sono davvero entusiasta. Ho più tempo a disposizione del solito per fare ricerca e ho avuto un'ottima idea per la sfilata, che spero soddisferà chi ancora ama questa modalità di presentazione.

Quali sono i tuoi sogni e le speranze per il futuro?
La pace nel mondo.

Crediti


Testo Tish Weinstock
Foto Charles Emerson

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