smart girl club: princess nokia si racconta

Destiny Frasqueri, nota come Princess Nokia, è una musicista che si lascia ispirare dagli angoli più elettrizzanti di New York, dove è cresciuta. E da Gia e Rafa, due delle ragazze a cui è più legata.

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mar 14 2017, 11:55am

Gia indossa una camicia Tome. Intimo GAP. Destiny indossa una camicia Mango. Reggiseno Araks. Boxer GAP. Intimo model's own. Rafa indossa una camicia DKNY. 

Incontriamo Princess Nokia, nome d'arte di Destiny Frasqueri, a New York, città in cui è nata e cresciuta. Con lei ci sono Rafa e Gia, due delle donne a cui è più legata. Rafa è "un'organizzatrice di eventi fantastica. I suoi lavori vertono attorno a vari campi d'interesse, come la pianificazione urbana, il femminismo e lo smantellamento dei meccanismi di gentrificazione", ci spiega Destiny. In questi giorni Rafa sta dando una mano ad organizzare una serie di concerti punk nel Bronx, pensati per gli adolescenti della zona che vogliono avvicinarsi al panorama musicale hardcore. Gia non è solo "un'attivista di lunga data per i diritti degli animali e per la giustizia sociale", ma anche un'artista specializzata in body suspension che crea intricate performance per installazioni e mostre d'arte.

Durante il nostro incontro a casa di Gia, nel Bronx, le ragazze hanno cinque rettili tra le mani - Gia è specializzata in cure con il veleno dei serpenti. "Quando ci vediamo qui da Gia ci rilassiamo sua stanza, magari guardiamo un film o chiacchieriamo, ma abbiamo sempre i serpenti con noi", ci spiega Destiny. "Grazie alle loro innumerevoli proprietà olistiche, averli vicino migliora l'atmosfera; ci fanno sentire più rilassate, calme e pronte alla meditazione". La forza, l'intelligenza e l'energia che immediatamente si percepiscono nella musica di Destiny sono presenti nella sua voce anche mentre parla, ma a queste caratteristiche si aggiungono la compassione, l'empatia e la saggezza che traspaiono dai suoi testi. Destiny descrive così la sua tribù: "ci sosteniamo a vicenda. Insieme siamo delle guerriere. Io ci sono sempre per loro, e loro ci sono sempre per me, ci aiutiamo e ci amiamo incondizionatamente. E' raro creare legami così forti".

Per Destiny, "amiche" non è la parola giusta per descrivere il legame che le unisce. Rafa e Gia sono le sue "comai", che in spagnolo significa "le tue sorelle, le persone che si prendono cura dei tuoi figli. Io sono la madrina dei figli di Gia, quindi sono la loro comai. Quando avrò anch'io dei bambini, loro saranno le madrine, perché loro sono le mie comai", tenta di spiegare Destiny. Un altro termine che le tre donne amano usare è "hoodrat", che definiscono come "un amalgama di identità punk rock, gotiche e hardcore, ma solo per chi viene dal ghetto. Questa è la nostra roba. Non ci sentiamo parte di niente perché siamo un equilibrio di una moltitudine di mondi diversi".

La connivenza di universi differenti di cui parla Destiny è immediatamente percepibile nel suo lavoro più recente, 1992. L'EP è parte integrante del percorso artistico di Princess Nokia, che vuole presentarsi come un'artista che non ha paura di esplorare mondi sconosciuti e accettare la sua identità in tutte le sfaccettature che la contraddistinguono. Il suo album di debutto, Metallic Butterfly, è stato seguito da Honeysuckle, un progetto che ricorda le produzioni di Donna Summer grazie a suoni dance anni '80. 1992 è invece un'ode multicolore all'hip-hop newyorkese degli anni '90, che ricorda gli anni e i luoghi dell'infanzia di Destiny.

"Per me New York è un ecosistema che vive e respira nutrendosi di poesia, arte, moda, dolore, tragedia, unicità, colore, diversità, stranezza, povertà. Tutto mi affascina", spiega Destiny parlando della sua città natale. "È instabile, e proprio questa instabilità la rende la città giusta per me. L'instabilità è nella poesia, nell'arte cinetica, nel teatro," non è solo nella musica. Parte di ciò che lega Destiny a Rafa e Gia è il loro forte senso di comunità, inteso come consapevolezza e voglia di condividere esperienze di vita metropolitana. "Ci sosteniamo a vicenda nelle nostre zone, e amiamo vivere qui. Non vogliamo vivere in nessun altro posto, solo a New York. È la città giusta per noi perché siamo tra la nostra gente, siamo una tribù. È dove ci siamo trovate, è il nostro tratto distintivo".

Destiny conosce il valore di allargare i confini della comunità al di fuori del proprio isolato, quartiere e persino città. Come artista, per Princess Nokia è fondamentale che i concerti in cui si esibisce siano spazi in cui gli spettatori si sentono al sicuro, dove regnano positività e rispetto per chi si ha accanto. Un nuovo documentario racconta il release party organizzato per 1992, in cui Destiny ha intonato lo slogan "girls to the front", creato da Kathleen Hanna, frontwoman della band Bikini Kill, e ha poi riprodotto i passi di danza che hanno reso famoso il format televisivo Soul Train. Quando le chiediamo perché questi riferimenti abbiano un ruolo così importante per lei, ci risponde: "so cosa vuol dire sentirsi completamente dimenticati, e quanto questo faccia arrabbiare. E so anche cosa vuol dire sentirsi in pericolo. Sono una ragazza di colore, e credo sia importante che le nostre voci, opinioni, valori e racconti siano ascoltati, capiti, inclusi, rispettati e onorati".

Quando non è sul palco, Destiny cerca di infondere un senso di comunità in chi la circonda attraverso la comunicazione, e lo strumento di cui si avvale nel perseguire tale obiettivo è lo Smart Girl Club, un collettivo che ospita workshop, programmi radio e performance di poesia. Lo scopo dell'organizzazione è dar vita a una rete di collaborazioni creative tra donne di ogni forma, colore e sessualità attraverso l'arte. Per Destiny, lo Smart Girl Club è "uno spazio sicuro in cui posso essere me stessa, rilassarmi e trasformare rabbia e insoddisfazione in qualcosa di positivo. Credo che sia questo il motivo per cui avere uno spazio sicuro è così importante per tutti noi. Tutti sono arrabbiati, ma non tutti cercano una valvola di sfogo, una soluzione sana per tutta questa rabbia."

Le radici dello Smart Girl Club affondano nelle prospettive ed esperienze del femminismo urbano, "una forma concreta di femminismo accessibile anche alle donne che vivono nelle grandi città, ma che non hanno modo di entrare in contatto con forme più istituzionalizzate del movimento" con cui ci si interfaccia solitamente attraverso associazioni universitarie e simili. "Lo facciamo per le donne come me, come noi, che si identificano su piani diversi e hanno bisogno di organizzazioni che facciano lo stesso. Il femminismo urbano è la comunità in cui sono cresciuta. Non siamo invisibili. Quello che facciamo può piacere o meno, ma comunque noi diremo chi siamo e lo faremo ad alta voce, chiederemo rispetto, specialmente a chi fa finta di non vederci. Creeremo strumenti che facilitino la tutela dei movimenti femminili e dell'istruzione. Vogliamo trovare modi migliori di sopravvivere al casino che è la nostra vita. Questi sono i nostri obiettivi.

Ode alla principessa Nokia, e che possa regnare a lungo.

Crediti


Testo Emily Manning 
Fotografia Zachary Chick 
Moda Katelyn Gray

Assistente Moda Marie Choi