rachel lord: sirenetta di deauville, miami

Abbiamo parlato con Rachel Lord di I-Ching, Buchi Neri ed Angry Birds

di Gloria Maria Cappelletti
|
07 dicembre 2014, 2:25pm

Rachel Lord a Deauville, ph. Gloria Maria Cappelletti

Qualcuno dice che si avvistano squali sulle coste di Miami, invece noi abbiamo trovato una sirenetta che nuota le acque artistiche di #ABMB2014. Rachel Lord e' oggettivamente speciale, con le sue lunghe chiome rosse al vento, lentiggini incontenibili ed il minuscolo bikini nero. La incontriamo a NADA, fiera di arte contemporanea cutting edge che si svolge al Deauville Beach Resort, dove sono esposti i suoi dipinti nello stand della galleria di Bill Brady. Il sole splende nel cielo blu fosforescente, ci sediamo in spiaggia, beviamo birra e consultiamo I-Ching sull'i-Phone.

La domanda per I-Ching e' cosa aspettarci da questa intervista.

Ok si facciamola. Dunque, e' uscito 29 acqua su acqua, mi piace questa immagine, io sono del Cancro quindi sono un segno d'acqua e siamo al Deauville in spiaggia, precisamente 6701 Collins Avenue con l'oceano davanti a noi. Questo esagramma e' l'immagine di "acqua che scende dai paradisi, acqua che invade i torrenti, acqua che si calma in piscine pure e silenziose. L'esagramma ci insegna a comportarci coraggiosamente in situazioni difficili. Se impariamo a scivolare con purezza e perseveranza eliminiamo gli ostacoli e troviamo luoghi di pace e buona fortuna". Mi sembrano luoghi interessanti. Poi abbiamo 16 entusiasmo "il giusto entusiasmo apre tutte le porte". Penso che siamo d'accordo anche su questo punto e abbiamo la situazione sotto controllo. Ti ricordi perche' avevamo incominciato a parlare di indeterminismo?

Ci siamo chieste come sia possibile consultare I-Ching da una App su i-Phone. Tu ci credi?

Esatto. Parlavamo di crystal technology, i cristalli liquidi, e del modo in cui possiamo manipolare coscientemente ed interagire in un sistema fisico dove il risultato e' puramente digitale. In effetti la nostra esistenza e' binaria. Noi siamo digitali. Ho visto recentemente il video Holographic Disclosure, che parla di come si possa manipolare la materia con il pensiero, e ho studiato gli ologrammi, le onde magnetiche ed il modo in cui sia possibile registrare immagini di oggetti che sono assenti. In un certo senso questo vuol dire che la materia non esiste fino a quando non e' osservata. Che fondamentalmente e' un principio di indeterminazione. Tutto l'universo potrebbe essere un ologramma, tutta la nostra esistenza potrebbe forse essere solo un'esistenza digitale, perché appunto la materia non esiste in uno stato preciso fino a quando non e' osservata. In questo contesto Terence McKenna ha detto qualcosa di veramente interessante sugli allucinogeni e le macchine. Quello che li accomuna e' che sono gli unici manifestatori costanti di materia, dove le macchine o i computer - e possiamo anche noi considerarci dei computer - creano la materia.

Hai visto il film "Interstellar"? Presenta una visione veramente interessante del Buco Nero.

No, non l'ho visto. In generale penso che il nome Buco Nero sia sbagliato, ma il concetto di Buco Nero permette al nostro cervello di percepire la possibilita' di aspetti spirituali cosmologici e ci costringe a riconoscere che le nostre teorie scientifiche non sono assolutamente complete. Penso che il Buco Nero sia di base la singularity, E' il modo in cui l'universo si puo' riprocessare continuamente. Il Big Bang e' singularity, il numero zero e' singularity, il numero nove e' singularity. Da un punto di vista spirituale questo riunisce tutte le religioni, che hanno come punto focale di attenzione la singulairy, e tendono verso di essa. Questa e' una bella visione. Quando pensiamo che l'universo e' un luogo desolato, dovremmo invece iniziare a credere alla possibilita' che le nostre azioni siano memorizzate come un ologramma sulla superficie sferica della singularity, o Buco Nero. Mi piace parlare di questi temi.

Come possiamo collegare la singularity con l'uso degli Smart Phones?

Personalmente sono interessata al fatto che stiamo sviluppando una sorta di istinto di sopravvivenza attraverso i telefonini. Il gesto stesso di tenere in mano i nostri cellulari tutti i giorni, tutto il giorno, ha un impatto fisico sul nostro corpo, sul cuore, sui tendini, sul modo in cui pensiamo, e in un certo senso ci aggrappiamo al nostro cellulare come prima abbiamo consultato I-Ching, ovvero teniamo in mano tutto un mondo di informazioni che si rinnovano costantemente in un update infinito di dati. E' come avere costantemente tutta l'esistenza umana nel palmo della nostra mano.

Pensi che sarebbe meglio imparare a tenere in mano la nostra stessa esistenza piuttosto che l'i-Phone?

Si, certo, ad esempio proprio come gli Aborigeni credono di perdere l'anima se gli fanno una foto. E' esattamente questo su cui dobbiamo puntare. Non voglio tenere in mano l'i-Phone senza sosta perche mi fa perdere l'anima. Questo argomento ha un tono molto hippy e per quanto io ami i cristalli non ti diro' mai di tenerne in mano uno tutto il giorno, ma forse non sarebbe male farlo dopo aver assorbito le onde dell'i-Phone, per pulire l'energia, e filtrare tutte queste informazioni che ci bombardano.

Hai visto il film di Steve McQueen "Gravesend", il documentario sui lavoratori in Congo che estraggono il coltan, il minerale usato per i prodotti elettronici come cellulari e computer? C'e' un grande dibattito sul coltan, e come sia legato alle guerre civili in Africa, le condizioni terribili dei lavoratori e il pericolo per la salute.

Tutti abbiamo il cellulare e ne buttiamo via in continuazione, appena esce un modello nuovo lo sostituiamo a quello vecchio. Paradossalmente mi hanno detto che l'Africa e' il posto dove l'uso del cellulare ha l'impatto piu' positivo sul suo utilizzo come mezzo di comunicazione per lo scambio di informazioni. Gli smart phones non vengono molto usati per navigare. E' un modo di pensare alla comunicazione pura e non alla visualizzazione continua di un flusso di immagini e dati. E' un modo di dare piu' potere alle persone, uno strumento per essere piu' in contatto. Non sto dicendo che non dobbiamo usare gli smart phone, ma sono sicura che non dobbiamo tenerli in mano o nelle nostre tasche in continuazione, o sotto il cuscino mentre dormiamo.

Andy Warhol aveva detto che "in futuro tutti saranno famosi per 15 minuti". Non pensi che invece in futuro sara' necessario essere assenti per 15 minuti?

Adoro questa idea! Mi piace pensare che tutti dovremmo essere assenti per almeno 15 minuti. Se pensiamo a 15 minuti in senso proverbiale, ovvero per tutta la vita, perche l'internet ci da' questa possibilita', essere assenti per 15 minuti diventa sicuramente un successo. Questa idea e' pazzesca, mi viene voglia di tuffarmi in acqua dalla gioia. Siamo completamente in sintonia.

Ci siamo conosciute tramite Ryder Ripps, quattro anni fa qui a Miami. Ti ricordi?

Era il 2011. Ryder aveva organizzato la collettiva Like Art Basel, dove ho esposto per la prima volta i miei dipinti della serie Angry Birds.

In questi giorni presenti dei nuovi dipinti a NADA con la galleria di Bill Brady. Ci vuoi raccontare qualcosa dei tuoi Angry Birds?

Io, Ryder (Ripps) e Brian (Droitcour) giocavamo sempre ad Angry Birds quando e' uscito. Un giorno ero abbastanza annoiata e non sapevo cosa fare, Ryder stava lavorando e aveva avanzato un pezzo di tela e ho trovato in casa sua anche dello smalto per le unghie. Decisi di dipingere un Angry Bird. Quel primo lavoro era molto in stile 'grafica da felpa', con la grande faccia di un Angry Bird sullo sfondo bianco semplice. Poi, dopo circa un paio di mesi, quando ero gia' tornata a Los Angeles, stavo pensando costantemente a come creare delle opere da poter vendere sul lungomare di Venice Beach. Alla fine mi sono convinta che alla gente piacciono dei bei paesaggi marini. Questo penso sia il contenuto piu' accessibile che possa creare per un pubblico esteso, non solo per il cerchio chiuso del mondo arte. Quindi mi misi all'opera per creare dei paesaggi tradizionali e da li' ci fu il passo successivo, Bob Ross, che per me e' una sorta di guida meditativa.

Bob Ross e' quel pittore che negli anni settanta presentava una guida tutorial in televisione per imparare a dipingere, che adesso si trova online?

Si esatto. Per me la pittura di Bob Ross e' un tipo di appropriazione di contenuto interessante. I dettagli che non mi interessano non li dipingo, come ad esempio una casetta, una barca, eccetera. Voglio che questi paesaggi marini indaghino l'aspetto del sublime, piu' che il mondo kitsch. Al posto di usare dei dipinti gia' esistenti e poi pitturarci sopra, mi piace giocare con l'idea che le persone pensino che sono dei quadri trovati, ma in effetti li dipingo io. Questo processo pittorico e' per me una meditazione. Inoltre per me questi sono dei dipinti per bambini. Ci sono molti genitori che vanno alle fiere e comprano opere da appendere nella cameretta dei figli, ma in realta' stanno acquistando opere per la loro collezione. Sono figlia di collezionisti e so bene cosa vuol dire crescere in mezzo ad un'arte con cui non si riesce a relazionarsi. Così ho voluto fare dei dipinti che potessero piacere anche ai bambini e mantenessero un valore artistico per i genitori collezionisti. La pittura e' come la musica classica, esiste un effetto benefico sul cervello mentre si guardano dei paesaggi dipinti. Questi diventano degli strumenti per arricchirsi e voglio che le persone possano partecipare nel mio lavoro. Quindi per concludere possiamo dire che gli Angry Birds paintings parlano di meditazione e sono una sfida al gusto.

Vuoi che le persone siano coinvolte nel tuo lavoro, raccontaci qualcosa sulle tue performance.

Mi considero un artista concettuale formale. La base del mio lavoro e' concettuale ed e' sempre sviluppata in relazione ad un contesto specifico. Ci sono moltissimi modi in cui mi piace esprimermi. Innanzitutto seguo la pratica pittorica, che e' la mia principale attivita' in studio, poi scrivo poesia, che non ha nulla a che vedere con la mia arte, la mia poesia appartiene al canone poetico, e' poesia formale. In questo contesto produco libri e riviste, ho anche studiato rilegatura. Non ho una formazione poetica accademica ma ho una considerazione formale e storica di quello che scrivo. Poi c'e' la mia attivita' di performance, dove posso lavorare in una dimensione completamente diversa. Qui posso essere spontanea, mi posso lasciare andare. L'arte pubblica e' sempre site-specific, legata ad un luogo preciso, la performance e' sempre venue-specific, ovvero legata ad un contesto relazionale piu' complesso. Quindi le mie performance provocano sempre delle risposte del pubblico legate al contesto specifico in cui avvengono. Avrei sempre voluto essere una cantante, se potessi avere piu' tempo mi piacerebbe dedicarmi alla musica. Non sono mai riuscita ad avere abbastanza tempo per comporre musica e studiare canto, quindi generalmente durante le mie performance canto le canzoni di altri. Questa sera faro' una performance a LOL Basel con Eric Allan Schwartau, Ryder Ripps, Steven Phillips-Horst e Casey Jene Ellison. Presentero' una combinazione di recitazione e canto, interpretando Margaritaville.

Grazie Rachel, non ci resta che andare a cercare shaker e sale, come nella canzone Margaritaville.

http://rlord.org

Crediti


Testo e Foto di Gloria Maria Cappelletti
Angry Bird Painting, Courtesy dell'Artista

Tagged:
Miami
Cultură
I Ching
nada
Angry Birds
Margaritaville
art basel miami
buchi neri
Rachel Lord
gloria maria cappelletti