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10 tracce esotiche da posti esotici

la playlist cross-cultural di palm wine, spiegata da palm wine

di Dario Buzzacchi
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29 maggio 2017, 11:45am

La vita artistica di Simone Bertuzzi si divide tra due progetti che rivolgono un'attenzione particolare alla ricerca musicale, seppure da due prospettive diverse. Si tratta da un lato di Invernomuto, lavoro legato alle arti figurative—dalle immagini in movimento alle installazioni—creato in comproprietà con il fondatore di Hundebiss Record Simone Trabucchi che vede nella dimensione sonora uno degli accessi principali alla resa visiva dell'arte; dall'altro Palm Wine, progetto nato inizialmente come blog nel 2009, che al netto delle distinzioni di genere focalizza il suo obiettivo sull'analisi di sonorità che si muovono su scala globale e si interfacciano l'un l'altra. 

Dalla ricerca e raccolta musicale al poi suonarla il passo è breve, e Simone da qualche anno si esibisce in dj-set sempre con l'alias Palm Wine, che possono essere più "danzerecci" e gaudenti o più dedicati all'ascolto e alla ricerca: il 29 maggio Simone porterà la sua musica alla Fondazione Peggy Guggenheim di Venezia e il giorno successivo sarà al La Gravière di Ginevra, per un evento in collaborazione con il Centre d'Art Contemporain della città svizzera.

Tra un impegno e l'altro, abbiamo chiesto a Palm Wine un sampling della sua lista di riproduzione di Spotify, che si è trasformato in un viaggio intercontinentale lungo dieci tracce, alla scoperta di contaminazioni, nuove tendenze e macro-scene in continua evoluzione.

1. Iniziamo con la scena Afrobeats, che non ha niente a che vedere con l'Afro-beat classico dei Settanta: è questo macro-genere in cui si è soliti includere una serie di cantanti e producers dell'area dell'Africa Occidentale, che fanno una sorta di pop con forti influenze dancehall giamaicane, hip-hop, r'n'b e anche trap. Di Shatta, per esempio, che è uno degli artisti più interessanti della scena ghanese, trovo interessante questo pezzo in particolare.

2. Sarkodie, anche lui ghanese, è invece una celebrità che ha ormai varcato i confini locali ed è sicuramente uno dei nomi principali di questo macro-genere. Questo artista inizialmente era più legato al kuduro e a sonorità più prettamente africane, ora ha ammorbidito i toni e il sound che ha trovato è un po' il risultato di quello che esiste oggi in termini di pop globale.

3. Da un po' di tempo a questa parte, la scena musicale del Golfo di Guinea sta riverberando la sua influenza in altre zone del mondo, come i Caraibi ma soprattutto la Gran Bretagna. Tra i ragazzi afro-britannici di seconda e terza generazione che fanno parte di questo ambiente sonoro ho scelto una "posse track" che vede la presenza di alcuni nomi dell'afro-beats made in UK ed è tratta dal nuovo disco di Omo Frenchie.

4. Alcuni producer fanno collaborazioni a distanza, e la cosa interessante è che ragazzi della stessa generazione ma di punti molto diversi del mondo siano accomunati da sonorità e tracciati di ricerca affini. Hus è un ragazzo di Stratford di origini gambiane che sta avendo un successo straordinario. The Fader gli ha appena dedicato la copertina e questa featuring è invece con Burna Boy, un cantante nigeriano.

5. Per la prossima traccia ci spostiamo in Colombia e più precisamente a Barranquilla, nel nord del paese, dove con Invernomuto ho realizzato un documentario sulla tradizione dei soundsystem locali. Questi sono caratterizzati innanzitutto dalle decorazioni pittoriche sulla facciata, con colori acidi e paillettes tipiche del Carnevale, e poi dalla musica che suonano. La Champeta, risalente agli anni Settanta, è uno dei generi più "pompati" da questi soundsystem e sono chiare le forti contaminazioni dalle sonorità africane.

6. Oltre alla loro variante autoctona, nella parte settentrionale del paese la comunità afro-colombiana è molto forte e per questo in tale zona si trova una lunga tradizione di "mùsica africana", come la definiscono loro senza entrare troppo nel dettaglio. Barranquilla è il principale centro mercantile della Colombia sin dall'inizio del secolo e negli anni Cinquanta, in virtù dei frequenti scambi con l'Africa Occidentale, arrivavano al porto dischi dell'età dell'oro della musica dall'area sub-sahariana. Uno dei diretti antenati della Champeta è il soukous, genere tipico dell'ex Congo Belga.

7. Torniamo in Europa: Dambéfoli è un producer portoghese di Lisbona, il più noto della scena lusitana e caratterizzato da sonorità tra il Kuduro, la afro-house e la tarraxinha. Marfox sta girando molto ultimamente ed è anche venuto a suonare più d'una volta in Italia. Ho selezionato questo pezzo, tratto dal suo ultimo EP, perché dal mio punto di vista in questa traccia il producer è riuscito a portare il kuduro tradizionale, che ha una struttura piuttosto lineare, a una dimensione psichedelica. 2685 potrebbe essere una antesignana del futuro evolutivo del genere.

8. Questo producer di Bamako (Mali) arriva dalla galassia hip-hop, ma ha fatto un disco new-age estremamente particolare, dal titolo Fasokan. Qui le sonorità sono totalmente diverse; la prima traccia è magica, ha delle atmosfere ambient con una percussione ripetitiva e una voce seducente, quasi parlata che riusulta straordinariamente affascinante, pensando anche da dove arriva quest'artista.

9. Questo è un esempio di baile funk, un genere che negli ultimi 4-5 anni sta tornando in grande auge tra le giovani generazioni brasiliane. In realtà non è un genere nuovo, esiste da tantissimi anni e prima si era soliti definirlo Carioca Funk. Ora molti dj anche di altre aree e generi stanno attingendo tanto da questa scena, anche perché i producers sono estremamente prolifici. La scelta è ricaduta qui su una traccia di DJ R7, uno che può fare uscire anche tre pezzi al giorno ma non tanto conosciuto quanto MC Bin Laden, che gravita ormai sulla scena internazionale e ha iniziato a suonare anche fuori dal Brasile.

10. Di questo pezzo, più che lo stile di questo cantante dancehall della scena di Kingston dal sound unico—anche vista la storia recente di questo genere—è interessante il video musicale appena uscito. Recentemente, molti artisti stanno facendo video che assomigliano a film, dilatando la durata e avvicinandosi a un formato cinematografico, con dialoghi, suoni reali e attori veri e propri. 

Crediti


Testo di Dario Buzzacchi
Foto da YouTube
Brani da Spotify
Un ringraziamento speciale a Simone Bertuzzi 

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