Perché l’eteronormatività dovrebbe farci incazzare tutt*

Spiegato in sette esempi pratici.

di Sophie Peacock
|
17 maggio 2021, 10:27am

Questo articolo è apparso originariamente nel luglio 2019 su i-D UK. Oggi, in occasione della Giornata Internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia 2021, abbiamo deciso di riproporvelo.


L’eteronormatività è l’abitudine pervasiva—spesso inconscia ma ben assodata—a considerare l'eterosessualità come l'unico orientamento possibile e l’unica espressione naturale della sessualità. Di conseguenza, chiunque si discosti dalla classificazione binaria tra i generi (non-binary, genderfluid, agender) può cadere più facilmente vittima di critiche e giudizi spietati e perdere ogni diritto alla privacy in ambito sessuale (perché sì, spesso ancora si fatica a comprendere le differenze tra genere e sessualità).

Lo spiega bene Adrienne Rich nel saggio Compulsory Heterosexuality [letteralmente "eterosessualità obbligatoria", NdR]. Se non sei cisgender ed eterosessuale, i tuoi interessi sessuali diventano immediatamente pubblici e chiunque si sente in diritto di sapere, oltre che di criticare. Se non corrispondi a uno di quei severissimi e inutili stereotipi che gli omofobi individuano con una superficialità disarmante, probabilmente la gente penserà che tu sia etero, fino a quando non deciderai di dimostrare il contrario, magari tentando di adattarti allo stereotipo della persona di genere e sessualità divergente rispetto alla maggioranza cis-het.

E se ti risulta difficile comprendere quanto questa cultura sia pervasiva, qui sotto trovi sette veloci spunti che riassumono la portata che gli assiomi legati all’eteronormatività hanno sulla nostra quotidianità. Equazioni che nel 2021 non dovremmo più vedere.

Ecco dunque alcuni esempi per capire cos’è l’eteronormatività, e perché dovrebbe farci incazzare tutt*

1. I matrimoni tradizionali, ovviamente eteronormati

Se sei Millennial, hai raggiunto quell’età in cui molto probabilmente il tuo feed Facebook e Instagram viene sempre più frequentemente intasato dalle immagini idilliache e spesso bucoliche di matrimoni. Foto immacolate e pure, in cui la sposa è rigorosamente vestita di bianco e al suo fianco siede il buon partito in completo scuro. Ecco, nel 2021 sarebbe bello vedere accettati tanti tipi diversi di unioni, non solo cerimonie di questo tipo. Magari una in cui cinque donne lesbiche e poliamorose leggono una lista di perché ognuna di loro è speciale e poi si danno un bacio a catena per suggellare l'amore che condividono, possibilimente senza ricevere insulti nei commenti di un loro ipotetico post. Dimentichiamoci della dinamica di "lui che chiede al padre la mano di lei" e piuttosto assicuriamoci che tutti i discorsi dei testimoni rispettino il test di Bechdel.

2. I reparti eteronormati divisi tra "donna" e "uomo" nei negozi d'abbigliamento

In un mondo ideale, i negozi di abbigliamento non sono più divisi in reparto "uomo" e "donna" ma, più semplicemente, i capi sono catalogati per tipologia: gonne, tute, jeans, abiti, cappotti e chi più ne ha più ne metta. In questo mondo parallelo, ognuno può scegliere liberamente il colore e la taglia che preferisce, e tutti i capi, ma proprio TUTTI, hanno le tasche!

Nei negozi sbarcano tipologie di capi con nomi del tutto fuori strada, come i "girlfriend jeans". Ora, è comprensibile che il mercato adempia alla necessità capitalista di sovvertire il trend del "boyfriend jeans" ma se una donna, in qualità di “ragazza”, indossa dei "girlfriend jeans", alla fine non sta indossando dei jeans e basta? Insomma, è davvero impensabile che anche le scelte di marketing smettano di affidarsi a suggestioni che interessano il ricorso di genere e sessualità?

3. I bagni e i loro stupidi cartelli eteronormati

Perché nel 2021 non abbiamo ancora questi benedetti bagni gender-neutral? Non sarebbe bello lasciare che ogni persona si senta a proprio agio quando usa una toilette pubblica, senza dover scegliere tra outing o infezione alla vescica? E se sostituire le targhette "Donne" e "Uomini" con una generica indicazione "Bagno" è troppo difficile, almeno risparmiateci le icone fuorvianti. Quante volte vi è capitato di non sapere quale fosse il bagno giusto per voi, perché su una porta c’era una palma e sull’altra un basso elettrico? Dunque, vi preghiamo: se proprio dovete continuare con la vostra testarda distinzione binaria tra i generi, potreste almeno evitare la crisi esistenziale al cliente mentre tenta di capire se deve ritenersi un radicchio o una barbabietola, un cavallo o una zebra, un pirata cattivo o un pirata un po’ meno cattivo? Grazie.

4. La teoria eteronormata (e sessista) del "uomini e donne non possono essere davvero amici"

È una storia che conosciamo a memoria e che ci viene insegnata fin dalla più tenera età: uomini e donne non potranno, mai e poi mai, essere amici per davvero. I secondi fini sono SEMPRE dietro l’angolo. Etero, gay, bi, uomini trans, tutt* dovranno pensare che se una persona di sesso opposto rivolge loro la parola, debba volerci per forza andare a letto.

Questi sono i danni provocati da troppi anni di stereotipi perpetrati dalle storie Harmony in cui un ragazzo e una ragazza si incontrano, si scambiano uno sguardo intenso e si innamorano follemente, senza nemmeno prendere in considerazione l’idea di instaurare una qualche forma di amicizia o condivisione nel frattempo. Nella vita reale, purtroppo, questo significa creare delle barriere tra generi diversi, dar adito a fantasie di innamoramenti segreti o flirt platonici, togliendo dallo spettro di interazioni fra generi qualsiasi cosa che non sia una forma di relazione amorosa.

5. Le commedie romantiche, immancabilmente eteronormate

Il modo in cui vengono rappresentate in TV o nei film le relazioni eterosessuali stereotipate è sia falso che raccapricciante—e non stiamo parlando della fake news sul bacio di Biancaneve. In ogni storia d’amore eterosessuale c’è sempre e comunque una donna (cisgender ovviamente, non sia mai che sia una donna trans!) che deve in qualche modo aspettare l’arrivo di Quello Giusto che la salvi, oppure che debba convertire il tipo tormentato e borderline violento per adempiere all’idea di femmina=cura (After, ci senti?). E poi ci sono i Chris Hemsworth che salvano le Jennifer Lawrence dagli alieni, dai capi cattivi e dalla noia mortale di essere bellissime. Nemmeno Wonder Woman è riuscita a evitarsi la scopata con Chris Pine, nonostante avesse chiaramente cose molto più importanti a cui badare.

Per non parlare degli stereotipi presenti anche in quelle poche rappresentazioni di storie romantiche queer, che riperpretano gli schemi delle storie etero perché bisogna cisnormalizzare e eteronormalizzare ogni cosa, anche la fantasia. Infatti, in ogni caso, quasi tutte le produzione hollywoodiane rifiutano le storie che si discostano dallo stereotipo e contraddicono la farsa etero tradizionale, privilegiando la classica storia d’amore, ovviamente tra bellissim*, altrimenti, che gusto c’è?

6. Colori eteronormati: rosa per le femmine, blu per i maschi

Siamo tutt* (si spera) ben consapevoli dell’attuale ribellione ai giocattoli e vestiti stereotipati per l’infanzia. I più piccoli non dovrebbero scontrarsi con gli stereotipi di genere dettati dai colori, e dall’eterna distinzione tra trattori e minipony. Eppure, c’è ancora chi veste le bambine di rosa e i bambini di azzurro, senza rendersi conto che è come mettere un papillon o un fiocchetto al cane—il cane non ha comunque alcuna idea di quello che indossa. Ad ogni modo, quel bambin* probabilmente crescerà più femminile o maschile a prescindere dalla palette colori che il genitore sceglierà.

7. Quel marketing che reitera gli stereotipi eteronormati

Le ragazze in Sex and the City mangiano tantissime cose verdi. Ogni tanto si concedono delle patatine fritte o dei noodles, ma solitamente optano per verdure e insalate. In The League, una commedia principalmente maschile, i ragazzi, invece, mangiano sempre cibo da pub e bevono un sacco di birra, e l’intolleranza di Pete al glutine è ridicolizzata in ogni occasione.

Magari non dovremmo dare troppo peso a quelli che sono show televisivi piuttosto superficiali, ma questi rimangono una buona rappresentazione di quanto ancora si giudichi in modo differente quello che mangiano i ragazzi e quello che mangiano le ragazze—e le potenziali conseguenze sul loro corpo. Il mondo del fitness vuole tutte le ragazze come le Kardashian e tutti i ragazzi come Magic Mike, e che nessuno osi confondere questi due ideali perfetti, perché potrebbe confondere le menti di chi ha ancora i soliti pregiudizi. I veri uomini™ bevono la Coca Cola, e le vere donne™ bevono la Coca Light. Qualsiasi alimento gustoso sulla faccia della terra è stato sicuramente riprodotto in versione mini e light, ma costa tanto quanto l’originale ed è dedicato alle donne che non vogliono "sgarrare". Se Eva fosse davvero stata creata dalla costola di Adamo, sarebbe stata fatta di carne magra, a basso contenuto calorico, e rigorosamente senza latticini.

Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK.

Segui i-D su Instagram e Facebook.

Crediti

Testo di Sophie Peacock

Leggi anche:

Tagged:
LGBTQ
eteronormatività
2021
identità di genere
idahobit