La nuova avanguardia minimalista è guidata dal brand emergente QUIRA

Fondato da Veronica Leoni, il marchio indipendente ha fatto il suo debutto alla Milano Fashion Week 2021, inserendosi nel settore con "leggerezza e sfrontata incoscienza".

di Giorgia Imbrenda
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01 ottobre 2021, 4:00am

Rebel Label è la rubrica di i-D che incontra, intervista e qualche volta fotografa i brand emergenti (e non) in Italia. Oggi è il turno di QUIRA, il giovane brand indipendente progettato e fondato dalla mente creativa di Veronica Leoni.

Dopo un percorso formativo lavorando nel team di Jil Sander, da Celine al fianco di Phoebe Philo e poi da Moncler, la stilista ha lanciato durante l’ultima Milano Fashion Week il suo brand indipendente QUIRA. Si tratta di un progetto di stampo minimal e dalle influenze sartoriali, un brand attento a ogni dettaglio, sia che si tratti di maglieria, della confezione di abiti o della realizzazione degli accessori. Attraverso silhouette decostruite e una rivisitazione in chiave contemporanea degli staple dei nostri guardaroba, il marchio propone una visione aggiornata del minimalismo anni ‘90, inserendo questa estetica nel panorama della moda di oggi.

Così, incuriosite dall’immaginario del brand e dal recente lancio di questo progetto estremamente personale, abbiamo intervistato la designer per saperne di più sulla filosofia e gli obiettivi dietro a QUIRA.

intervista brand di moda rebel label QUIRA

Ciao Veronica! Parlaci un po’ di te e del tuo processo creativo.
Ciao! Pratico il design della moda come fossi un’artigiana, e applico la mia creatività mettendo in discussione innanzi tutto me stessa. Sono molto curiosa rispetto a ciò che mi circonda, e ho dei feticci segreti che mi piace ritrovare di collezione in collezione. Nonostante questo, non mi tiro indietro di fronte a situazioni di stallo creativo, momenti che reputo indispensabili per produrre collezioni interessanti ogni stagione. Mi diverte molto quella dose di imprevedibilità che è sempre capace di sorprendermi!

Quanto del tuo stile personale è presente all’interno del tuo progetto?QUIRA è una raccolta di fantasie personalissime!

intervista brand di moda rebel label QUIRA

Che significato c’è dietro al nome QUIRA?
QUIRA è mia nonna, e mi è sembrato subito il nome perfetto per tentare di misurare il percorso che mi ha reso la donna che sono oggi.

Molti pezzi della tua collezione possono assumere diverse forme grazie a piccoli dettagli nascosti, capaci di trasformare i capi in qualcos’altro. Da cosa è nata questa idea di trasformazione dei capi? E come l’hai realizzata?
Trovo che sia indispensabile veicolare un certo tipo di interazione fra il capo e chi lo indossa. I dettagli mi ossessionano e sono il modo più autentico per instaurare un dialogo fra me e chi sceglie di indossare i miei capi. Per questa prima stagione ho lavorato su questo dialogo con l’obiettivo di creare una relazione più stretta e diretta possibile fra QUIRA e il suo pubblico ancora vergine.

intervista brand di moda rebel label QUIRA

Quanto contano oggi il Made in Italy, la sartorialità e l’aspetto artigianale di un prodotto? 
Sono elementi irrinunciabili e imprescindibili nella lotta alla noia, capaci di trasformare un determinato oggetto in qualcosa di superiore, di conferirgli una dimensione per me quasi emozionale. Non mi perdonerei mai di scadere nel generico. L’ambizione è l’intangibile.

La tua non è una collezione di soli capi, ma anche di accessori, di gioielli, borse e scarpe. Parlaci del processo creativo dietro a questi elementi (in particolare, le klomps): cosa ti ha ispirato e quali sono le reference dietro al progetto?
Da subito, per me è stato indispensabile contestualizzare lo stile all’interno di un total look, e non limitato alla sola proposta di soli capi. L’idea era quella di integrarlo in una visione più ampia, in cui gli accessori fossero il perimetro ma anche il twist che governasse la silhouette stessa. La progettazione è stata nel pieno spirito di QUIRA. Ogni oggetto vuole essere un unicum nella sua natura, e viene esaltato dal mix totalmente eterogeneo da cui proviene. Avevo bisogno di un qualcosa di speciale che potesse contaminare le forme più assolute del tailoring, aggiungendo un che di stravagante alla silhouette. Mi ha sedotto subito l’idea di modellare una klomp nella pelle, dando forma e tridimensionalità a un pezzo unico senza tagli e decorazioni inutili, e l’intervento della pittura a mano ha aggiunto quell’aspetto emozionale di cui si parlava qualche domanda fa.

intervista brand di moda rebel label QUIRA

La nuova generazione di designer ha la responsabilità di parlare apertamente della crisi climatica e di ideare alternative a un sistema della moda inquinante. Quali sono le sfide principali che state affrontando in termini di sostenibilità?
Essere sostenibili è una modalità di inserirsi nell’industria e veicolare idee e investimenti in modo strategico seguendo quella direzione. La sfida maggiore è la coerenza e riuscire realmente a circondarsi di partner attenti alla sostenibilità lungo tutta la filiera.

Se dovessi scegliere tre designer con cui andare a cena stasera, chi sarebbero? E in quale ristorante li portereste?
Rei Kawakubo, Marc Jacobs e Jean Paul Gaultier. Ristorante? La miglior pizza a Roma.

intervista brand di moda rebel label QUIRA

Cosa c’è nel futuro del tuo brand?
Nel breve termine, produrre la nostra prima collezione F/W e il debutto commerciale. È un momento davvero nodale a cui vorrei dedicare lo stesso approccio creativo che ha ispirato questa prima collezione. Per il futuro, vorrei che QUIRA diventasse un oggetto del desiderio per molte persone, mantenendo comunque sempre quell’aspetto di leggerezza e sfrontata incoscienza con cui è nata!

intervista brand di moda rebel label QUIRA
intervista brand di moda rebel label QUIRA
intervista brand di moda rebel label QUIRA
intervista brand di moda rebel label QUIRA
intervista brand di moda rebel label QUIRA

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Crediti

Testo di Giorgia Imbrenda
Fotografie di Camille Vivier immagini su gentile concessione di Quira 

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