Immagine di sinistra su gentile concessione dell'artista, immagine di destra via @lobdexi

Tra Basquiat, Memphis e Pop Art c'è l'arte mistica di Lobde

Con le sue opere, l'artista coreano indaga i territori inesplorati del suo (e nostro) subconscio, creando un mondo che trasporta simbologie e leggende tradizionali dentro a opere fresche e contemporanee.

di Carolina Davalli
|
10 giugno 2021, 11:30am

Immagine di sinistra su gentile concessione dell'artista, immagine di destra via @lobdexi

Guardare un’opera di arte e sentirsi completamente immersi in un universo sconosciuto e indefinito, valicando il confine della tela. Avventurarsi in un dipinto è un po’ come fare i primi passi su un pianeta ancora inesplorato, abitato forse da figure mitologiche, dove svettano architetture che sfidano le nostre leggi della fisica e soffiano venti di tradizioni orali mai ascoltate prima.

Un’esperienza totalizzante in cui l’arte si fa misticismo e la tela un dispositivo per accedere a mondi paralleli. Questa è l’arte di Lobde Kim, arista visivo coreano classe ‘95. Nato in una piccola cittadina di periferia, crescendo inizia a coltivare i suoi svariati talenti, senza però riuscire a soddisfare appieno il proprio bisogno di esprimersi. Così, a 18 anni decide di trasferirsi a Seoul per studiare Ingegneria Urbana, ed ecco che il contesto metropolitano invece, gli offre il terreno creativo fertile, dinamico e frizzante che stava cercando.

Intervista artista coreano Lobde Kim dipinti arte sciamanica
Restored fossil

In quel periodo inizia il vero e proprio percorso di Lobde nell’industria creativa, a cui si approccia prima attraverso il Design del Prodotto e l’architettura mediorientale e buddista, e poi sperimentando sia con tool digitali sia con tecniche artistiche classiche, come la pittura e la scultura. “Quando mi è capitato di vedere dal vivo il lavoro del Gruppo Memphis, mi sono istantaneamente innamorato delle loro combinazioni di colori,” ci racconta, parlandoci di come ha scoperto il fascino dell’arte visiva in senso lato. “Da quel momento è iniziata la mia ossessione per i colori,” ci confessa.

Quelle che infatti Lobde crea sono opere visive altamente contaminate, in cui il colore non solo ne influenza il risultato formale, ma diventa anche un codice di lettura dell’opera stessa. Come ci racconta l’artista, “in fase di creazione, la scelta del colore è l’elemento a cui dedico la maggior parte del tempo, è la parte fondamentale del mio processo creativo.” Lavorando su tela, legno, muri e oggetti, sembra quasi che le opere di Lodbe cerchino di estendersi su qualsiasi tipo di superficie, nel tentativo di occuparle e appropriarsene.

Guardando i dipinti di Lobde, emerge subito l’altra sua fonte cruciale di ispirazione: l’espressionismo di Willem de Kooning. Un modello che si innesta e si ibrida a una reference totalmente slegata dalle correnti artistiche occidentali più conosciute (e riconosciute) e deriva direttamente dall’apparato iconografico delle leggende e credenze asiatiche. È proprio questo l’elemento che rende le sue opere così uniche e contemporanee.

“I libri di storia coreana e i musei di arte locale sono una delle mie più grandi ispirazioni. In particolare, la simbologia dell’uccello a tre gambe della tradizione coreana, conosciuto come “삼족오”, è una presenza costante nelle mie opere; così come gli accenni alla pittura sacra del VII secolo e i dipinti dell’era Joseon del XV secolo, che parlano della relazione tra uomo e natura,” ci spiega.

Tra totemismo e simbologia sacra, le proprie radici culturali e tradizionali coreane sono una fonte inesauribile di riferimenti estetici a concettuali per Lobde. Il suo interesse è infatti rivolto all’estetizzazione di concetti universali, che vanno dal misticismo alla radicale tensione tra figura umana e Natura, fino a quelle espressioni artistiche che trascendono le epoche e i confini geografici.

“Le pitture rupestri del Paleolitico, in cui si vedono esseri umani pregare e chiedere prosperità alla Natura, sono parte integrante del mio lavoro; così come i totemismi della tradizione asiatica, gli animali dello zodiaco cinese, le tigri sacre della dinastia Joseon e la statua di 해태, un animale leggendario che si dice prevenga incendi e disastri naturali. Questo apparato iconografico è ciò a cui torno costantemente per trovare nuove ispirazioni,” ci racconta.

Intervista artista coreano Lobde Kim dipinti arte sciamanica
The Emperor's Dog

Descritte dall’artista stesso come “fossili restaurati”, le sue opere sembrano ricavate da quella che potremmo definire un’archeologia del subconscio e dell’interiorità. In questo modo le sue illustrazioni assumono il valore di documenti di realtà e passati fittizi; documenti che potrebbero un giorno confondere la concezione della genealogia dell’umanità terrestre per le generazioni a venire o i popoli alieni che piomberanno sul nostro pianeta.

Per quanto riguarda la sua pratica artistica, Lobde ha le idee chiare: “Semplicemente, registro tutto ciò che sorge dal mio subconscio, inquinandolo con i riferimenti estetici e simbolici che più mi affascinano. Fermo nel tempo questi stralci casuali di narrazioni, senza mai seguire uno storytelling o una trama e senza mai pormi il problema se quel mondo che sto immaginando esista o sia esistito nei racconti e nell’iconografia di qualche cultura del mondo.” E poi, conclude: “Considero la mia arte un mio pari.”

Intervista artista coreano Lobde Kim dipinti arte sciamanica
Glory

“Crescendo immerso in questa cultura piena di simbologie, leggende e tradizioni, sono stato naturalmente attratto dagli animali e mostri mitologici che la popolano. Renderli i protagonisti delle mie opere mi ha permesso di trasportare le loro qualità magiche e sciamaniche all’interno di illustrazioni e opere più contemporanee,” ci spiega l’artista quando gli chiediamo cosa significhino per lui le figure che torna costantemente a disegnare.

“Non sono una persona religiosa, ma ho un amuleto sempre con me nel mio portafoglio e certe volte vado in chiesa a pregare. Lo faccio perché mi fa sentire sollevato,” ci confessa, dimostrando ancora una volta quanto le pratiche spirituali siano un affare personale, e come possano essere declinate e tessute su misura rispetto all’identità di un singolo individuo, al di là di dogmi e dottrine. Così prende forma quello che Lobde definisce “un’arte sciamanica”: un corpus di opere che danno vita a una sorta di bestiario di figure primordiali e proteiformi, in perenne contatto con elementi organici e dettagli naturali; il tutto infuso dell’aura mistica della simbologia tradizionale coreana e dipinto di colori accesi che arrivano direttamente dal retaggio contemporaneo dell’Art Deco e della Pop Art.

Intervista artista coreano Lobde Kim dipinti arte sciamanica

Un’arte spirituale, quella di Lobde, e a tratti occulta, che rielabora quei grafismi che accomunano la nostra interiorità al mistero. “I miei dipinti pregano, sopportano le fatiche e gioiscono con me. Un fiore, posto sul personaggio principale di un dipinto, significa benedizione, sia per la vita presente sia per ciò che c’è oltre la vita. A volte, invece, le mie opere non hanno alcun significato, e sorgono spontaneamente e impulsivamente, sono reliquie casuali o simboli sinistri,” conclude.

Non si tratta di post-folklore, non si tratta nemmeno di pura e semplice immaginazione. L’arte di Lobde ci ricorda quanto la mente, la sensibilità e le percezioni di un singolo possano farsi veicolo privilegiato per l’interconnessione e lo scontro di immaginari e di mitologie. All’interno dell’opera d’arte, allora, si fa spazio lo scarto tra elementi di natura diversa, creando mondi travolgenti familiari e al tempo stesso discordanti. Mondi che ci appartengono tanto quanto ci disconoscono.

Intervista artista coreano Lobde Kim dipinti arte sciamanica
Restored Fossil
Intervista artista coreano Lobde Kim dipinti arte sciamanica
Mandala
Intervista artista coreano Lobde Kim dipinti arte sciamanica
News of Victory, Frozen Puppy
Intervista artista coreano Lobde Kim dipinti arte sciamanica
Intervista artista coreano Lobde Kim dipinti arte sciamanica

Segui i-D su Instagram e Facebook

Crediti

Testo di Carolina Davalli
Immagini e artwork su gentile concessione di Lobde

Leggi anche:

Tagged:
corea
arte contemporanea
illustrazione
lobde