i-D première: "Amam Ancora", dentro le ibridazioni dell’universo hard neomelodico di NZIRIA 

Diretto da Bianca Peruzzi, il videoclip anticipa l'album "XXYBRID": una riflessione creativa sul bisogno di rompere le gabbie dei generi e delle appartenenze.

di Carlotta Magistris
|
07 aprile 2022, 2:00pm

Fotografia di Anna Adamo

Da un po’ di tempo a questa parte, che sia il pubblico di un festival di musica sperimentale o una balotta da bar, il concetto di ibridazione sta occupando un ruolo fondamentale nel panorama culturale, dando luogo a speculazioni sul genere e i livelli di lettura di un progetto musicale. In alcuni casi, la musica si ibrida ad altre pratice per tornare alla forza comunicativa ancestrale per cui è nata, è cresciuta, si è evoluta e occupa tuttora un certo ruolo nella società: generare materiale emozionale che nasce dallo stomaco e arriva allo stomaco, generando coi suoni e con le parole narrazioni piene di sè. 

NZIRIA, artista Hard Neomelodic del roster dell’etichetta Never Sleep, crea il proprio universo a partire da questa concezione della musica e fondendo la gabber e la neomelodica, due generi senza apparenti possibilità di comunicazione tranne la capacità di arrivare visceralmente a chi la ascolta—e a chi la crea. Da qui, l’album XXYBRID: una riflessione creativa sul bisogno di rompere le gabbie dei generi e delle appartenenze, che siano musicali, identitarie e culturali, in direzione di una riappropriazione delle proprie scelte personali nel determinare chi si è e a che cosa si vuole appartenere. 

Mentre aspettiamo l’uscita del disco, prevista per il 20 maggio 2022, e delle performance a/v di NZIRIA—la prima in arrivo il 15 di aprile presso lo spazio ART.iglieria di Firenze—vi presentiamo in anteprima su i-D Italy il videoclip del primo singolo estratto, Amam Ancora, diretto da Bianca Peruzzi in uno spazio onirico da qualche parte ad Amburgo.

Ciao NZIRIA, dici di fare hard neomelodic, giusto? Che cosa vuol dire?
Hard Neomelodic è il termine che ho immaginato potesse rappresentare al meglio l’ibridazione tra la canzone neomelodica e l’influenza Gabber. L’Hard Neomelodic ha un’identità vibrante, impulsiva e audace. È in grado di portare il genere neomelodico oltre i suoi confini tradizionali. D’altro canto, hardcore significa proprio questo: qualcosa di spinto, che è in grado di portare fino al limite e anche oltre l’esperienza estetica in senso lato.

Mi piaceva l’idea di superare i limiti per arrivare direttamente alla pancia delle persone. C’è un fil-rouge che collega la musica neomelodica all’hardcore: entrambe sono istintive e sanguigne, vanno a toccare una sfera emozionale che si spoglia di tutte le sovrastrutture intellettuali e razionali per comunicare a livello viscerale.

ritratto in bianco e nero di tullia NZIRIA

Da dove viene NZIRIA?
XXYBRID è stato composto durante la pandemia, ma in realtà è frutto di un percorso molto lungo, iniziato il giorno in cui ho conosciuto Bianca, la regista del videoclip, anche se le radici del progetto vengono da molto più lontano, da un luogo imprecisato della mia infanzia. Era fine 2017 e mi stavo esibendo a Bologna Elettrica come Tullia Benedicta, che è il mio nome di battesimo ma anche del mio progetto industrial techno. A concerto finito, il pubblico mi chiese il bis, ma avevo finito i pezzi, per cui decisi di fare un esperimento e di suonare Positano Noise, un mio progetto in corso all’epoca nel quale reinterpretavo brani napoletani e neomelodici in chiave elettronica. Le canzoni su cui stavo lavorando erano tre: Tammuriata Nera, Te Voglio Troppo Bene di Gianni Celeste e Maruzzella di Carosone.

A fine serata Bianca venne a parlarmi e passammo tantissimo tempo a confrontarci sui nostri rispettivi progetti, e da lì è nato il nostro sodalizio artistico. In seguito, ho mandato le tre cover di Positano Noise a Gabber Eleganza (Alberto Guerrini) di Never Sleep, etichetta nella cui visione mi sono sempre rispecchiatə molto. Parlando con Alberto, è emersa la chiave che mi ha permesso di creare NZIRIA. Lui mi consigliò di parlare di me, e io gli dissi che non sapevo come, perché la mia famiglia è napoletana e Napoli è sempre stata molto presente come riferimento, ma io sono natə a Ravenna, dove mia madre si era trasferita per lavoro, per cui Napoli la conoscevo soprattutto attraverso i racconti della mia famiglia, attraverso il cibo e la lingua. Lui mi disse: parla di questo.

schiena tatuata persona in mezzo a prato con fiori gialli NZIRIA

Amam Ancora non esisteva ancora, al tempo.
No, Amam Ancora è arrivata poco dopo. All’epoca mi esibivo come cantante, con lo pseudonimo di Nico Felice, durante matrimoni napoletani e cresime. Così un giorno, quasi per gioco, decisi di provare a scrivere una canzone neomelodica da pubblicare online come Nico Felice. In due ore di flusso creativo scrissi Amam Ancora e la mandai a Bianca. Lei mi chiamò impazzita: il pezzo le piacque tantissimo, mi consigliò di andare avanti, di scrivere ancora. Allora decisi di riprendere in mano l’idea di creare un album che esplorasse le mie origini napoletane e iniziai a fare ricerca tra le sonorità per creare la giusta atmosfera. Arca e il Various Artists di PAN, Mono No Aware, mi hanno ispirato moltissimo.

E poi?
E poi è arrivata la pandemia, che ha cambiato tutto, in molti sensi. I locali hanno chiuso e non avevo più voglia di portare avanti il progetto techno che avevo come Tullia Benedicta. Quei suoni erano troppo cupi e avevo un gran bisogno di leggerezza, di qualcosa che mi desse energia vitale. Mi trovavo con questa traccia (Amam Ancora) in mano, e così mi sono buttatə a capofitto su NZIRIA (che letteralmente significa il capriccio ostinato e immotivato dei bambini quando hanno sonno). Ho scritto tutto l’album durante il lockdown del 2020, e una volta finito l’ho mandato subito a Gabber Eleganza, che restava l’artista che sentivo più affine. Gli piacque, lo fece ascoltare a Joe (Shabadu, l’altro socio della label) e mi propose di pubblicare il disco su Never Sleep.

tullia NZIRIA che cammina sul marciapiede giacca bianca gonna bianca zoccoli marroni

Parliamo dell’identità di NZIRIA, personalità non-binary che si inserisce in uno dei genere eteronormati per eccellenza.
Il neomelodico applica ruoli di genere estremamente definiti e inflessibili, che sono resi ancora più evidente dai testi delle canzoni, in cui ricorre di frequente il termine “femmina” e si parla prevalentemente di gelosia, di tradimento, di possesso. I temi affrontati reiterano uno schema vecchio e molto ben riconoscibile. Con NZIRIA ho voluto rompere questi pattern, rifiutando fermamente i ruoli cisgender ed eteronormati a cui è tradizionalmente legata la musica neomelodica.

Io non sono natə a Napoli, ma spesso mi sento più napoletanə che romagnolə. Così ho deciso di accettare l’ibridazione, di accoglierla e celebrarla in tutte le sue forme. XXYBRID rappresenta la fusione di più elementi, sia musicali che personali, da cui si origina un’identità ibrida, anche perché penso che l’idea di un’identità monolitica sia a volte una violenza. Apparteniamo a più gruppi contemporaneamente, i nostri confini sono sfumati e labili ed è proprio ai margini che succedono le cose più interessanti.

tullia NZIRIA sul marciapiede foto dall'alto

Cosa c’è dentro al videoclip di Amam Ancora?
Nel videoclip di Amam Ancora si racconta l’epilogo di una storia d’amore, colto nel momento preciso in cui si manifesta in maniera irreversibile, causando un torpore momentaneo che trascina l’innamoratə dolente a diventare spettatorə della vita che aveva immaginato insieme al suo amore. Quando Bianca ha ascoltato il pezzo, mi ha chiamato e abbiamo buttato giù l’idea in un attimo. Il video è stato girato in due weekend a dicembre 2020, ad Amburgo (in Germania), ed è stato finanziato in parte da HAW e HFBK. La crew e il cast con cui abbiamo lavorato erano formati da persone con base ad Amburgo e Berlino, più un gruppo che abbiamo portato in Germania dall’Italia.

Trasformare la canzone in immagine è stato un processo naturale. L’idea di mettere in scena un matrimonio non voleva solamente riprendere, per poi stravolgere, un topos dell’immaginario neomelodico, ma anche dare spazio all’apoteosi di una narrazione della “fine” in cui non c’è più alcuna possibilità di recuperare ciò che è andato perduto. Del resto, Amam Ancora è il grido di un amore non corrisposto che sembra non poter tornare. Così, abbiamo coinvolto Charlie (Bianchetti), lə protagonistə, e creato intorno alla sua figura l’immaginario di un matrimonio cupo e onirico: l’incubo di una realtà a cui solo una figura messianica come Hard Pulcinella può porre fine.

Però non è un matrimonio con due persone, è un agglomerato di esseri umani, quasi un tableau vivant.
I tableaux vivant sono stati il principale strumento narrativo per raccontare il cristallizzarsi dell’attimo in cui Charlie realizza di dover continuare il proprio cammino senza la persona amata. Io e Bianca abbiamo pensato di creare intorno all’abisso di quell’epifania una comunità che potesse sorreggere il suo dolore, in maniera quasi fisica. Al contempo, volevamo creare un luogo-umano che raccogliesse l’amore di Charlie, dandogli una nuova forma. Nello stravolgere l’immaginario del matrimonio abbiamo preso grande ispirazione dalle pratiche rituali dei femminielli napoletani, penso soprattutto allo sposalizio mascolino, un rituale in cui un femminiello inscena un matrimonio simbolico—non necessariamente volto a legarsi a un’altra persona—, con il supporto di tutta la comunità, che lo aiuta a prepararsi e lo accompagna all’altare in maniera partecipativa e celebrativa, trasformando le strade in una grande festa di quartiere.

Questo è un paradosso della cultura napoletana, l’eteronormatività di cui parlavamo prima affiancate a queste tradizioni ancestrali quasi avanguardistiche.
Sì è vero, sembra un paradosso. Credo però che la contraddizione faccia parte della cultura napoletana, basti pensare al sincretismo tra una tradizione cattolica molto sentita e immagini pagane e credenze popolari. Vicino a Napoli c’è anche il santuario della Madonna di Montevergine, considerata la protettrice della comunità queer. Ecco, secondo me la contraddizione, apparente, che nasce nei punti di contatto tra i confini di realtà diverse è la cifra essenziale di ciò che Napoli è per me, ed è anche la chiave di lettura con cui ho creato NZIRIA.

Segui i-D su Instagram e Facebook

Crediti

Testo: Carlotta Magistris
Fotografie: Anna Adamo
Styling: Valentina Rixo 
Assistente alla fotografia: Veronica Brunoni

Leggi anche:

Tagged:
Napoli
gabber
neomelodica
NZIRIA
Amam Ancora