Fotografie di Andrea Zendali

Back to School: il primo giorno di scuola dello IED di Milano

Abbiamo esplorato il campus dell'Istituto per intercettare i volti della nuova generazione di talenti, chiedendo loro cosa vedono nel futuro della moda e quali sono le loro fisse del momento.

di Gloria Bertuzzi
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21 ottobre 2021, 9:15am

Fotografie di Andrea Zendali

Nuovo anno, nuovi talenti emergenti da conoscere. Questo è il motto che guida Back to School, la nostra rubrica che si spinge nelle università di moda italiane per dare voce alle nuove generazioni di talenti che le abitano e che, attraverso i loro punti di vista personali, stanno alzando l’asticella dell’intero settore, affermandosi come designer, progettistə e pensatorə del futuro.


Dopo la prima tappa nella corte del Polimoda di Firenze e poi nel Magazzino dello IUAV di Venezia, torniamo con il nostro tour delle università di moda italiane per incontrare i talenti emergenti di IED Milano per il loro primo giorno di università.

Dopo mesi di didattica a distanza e lezioni online, gli studenti e le studentesse di IED hanno dato finalmente inizio a un anno scolastico irl, dove potranno esprimere la loro creatività senza freni o costrizioni, sperimentando e tracciando nuovi percorsi progettuali, estetici e culturali. 

Leggi le nostre interviste agli studenti e alle studentesse dei corsi di Design della Moda, Comunicazione e Management dello IED di Milano!

Giuliana Fazio, 18, Milano

ied back to school interviste studenti di moda

@dclxui

Cosa studi?
Ho appena iniziato il corso di Fashion Styling e Comunicazione allo IED.

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?
Sono una persona molto decisa e piena di sicurezze. Quest’anno voglio demolirle. Voglio cambiare di continuo, senza mai intrappolarmi in una forma.

Dicci le tue tre ossessioni del momento.
Jean-Luc Godard, il rosso, le cravatte bolo.

Secondo te, quali trend saranno il futuro della moda?
La moda è nostalgica. E la proliferazione di mercatini dell’usato a Milano ne sono la prova. Credo che il futuro della moda verrà scovato curiosando nell’armadio dei nonni.

E cosa manca ancora nella moda che invece dovrebbe esserci?
Una maggiore accessibilità: è la chiave anche per il problema della sostenibilità. Sogno un mondo senza fast fashion, in cui ognuno di noi possa permettersi vestiti di qualità. Pochi ma buoni, come si suol dire.

Come descriveresti il tuo stile/look?
Metaforico.

Hai qualche motto che plasma la tua attitudine?
Cambia spesso, di certo però è la citazione di un film.

Descrivi la scena creativa della tua città in tre parole.
Milano è una femme fatale, seducente e misteriosa.

Dove ti vedi da grande?
Su un balcone di Milano, con i capelli bianchi, leggendo un libro di filosofia.

Gianmaria Ravaioli, 24, Milano

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@gianmariaravaioli

Cosa studi?
Fashion Marketing allo IED.

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?
I miei obiettivi sono imparare quanto più possibile, per poi applicare il tutto al meglio nella mia pratica.

Dicci le tue tre ossessioni del momento.
Indipendenza, la moda e la serenità.

Secondo te, quali trend saranno il futuro della moda?
Penso che il futuro della moda dipenda da noi, dai ragazzi e le ragazze che ora siedono nei banchi al mio fianco. Vorrei non esistesse una risposta definitiva a questa domanda. La moda è un arte così imprevedibile e affascinante che dovrebbe farsi trainare solo dalla creatività e dalle emozioni di chi la crea.

E cosa manca ancora nella moda che invece dovrebbe esserci?
Può sembrar banale, ma secondo me al giorno d’oggi ciò che manca nella moda è l’amore nell’indossarla. Troppe persone pensano a vestire solo per ricoprire uno status, per apparire. Un capo dovrebbe “proteggerci”, dovrebbe far parlare noi stessi, il nostro corpo e i nostri movimenti, ancora prima di aprire bocca.

Come descriveresti il tuo stile/look?
Non mi racchiuderei in uno stile, indosso semplicemente ciò che mi fa sentire a mio agio. Mi piace andare a scovare e ricercare tra i vari archivi di moda e negozi vintage, è da lì che nasce il mio look.

Hai qualche motto che plasma la tua attitudine?
Non ho nessun motto specifico, ma ho un obiettivo in mente che voglio raggiungere, ed è l’unica cosa che mi guida.

Descrivi la scena creativa della tua città in tre parole.
Movimento, imprevedibilità, iconica.

Dove ti vedi da grande?
Non mi interessa vedermi da qualche parte, ciò che desidero è lavorare giorno dopo giorno per sentirmi soddisfatto ovunque sarò.

Matilde Gusmeroli, Milano

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@matilde.gusmeroli

Cosa studi?
Studio Fashion Design allo IED di Milano.

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?
Intendo esprimere me stessa al 100%, definire il mio mondo e essere sempre connessa alle mie percezioni della realtà.

Dicci le tue tre ossessioni del momento.
3D, prolungamenti ed estensioni del corpo umano (tipo gli arti) e le diversità delle sottoculture.

Secondo te, quali trend saranno il futuro della moda?
Penso che il mondo del 3D possa essere una soluzione sia a livello di sostenibilità sia per definire nuovi mezzi espressivi e, di conseguenza, anche nuovi trend. Laddove la mente non riesce a spingersi, ecco che il digitale può creare nuove soluzioni estetiche e concettuali.

E cosa manca ancora nella moda che invece dovrebbe esserci?
Meno competizione, più divertimento e gioco.

Come descriveresti il tuo stile/look?
Un gioco di colori che si uniscono alle mie percezioni della realtà. 4 colori fondamentali che riflettono la mia parte più inconscia, tra sottoculture e infanzia.

Hai qualche motto che plasma la tua attitudine?
Continuare a divertirmi riflettendo sulle tematiche cruviali del nostor tempo.

Descrivi la scena creativa della tua città in tre parole.
Senza paura o timore.

Dove ti vedi da grande?
Mi vedo come un’artista poliedrica, senza confini.

Gaetano Achille, 28, Milano

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@gachilledesign
@lavitasecondo
gae

Cosa studi?
Fashion Product e Merchandising Manager in IED a Milano.

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?
Avere modo di spaziare su progetti diversi—oltre quelli in corso o già affrontati—alimentando le mie visioni ed esperienze in maniera trasversale.

Dicci le tue tre ossessioni del momento.
I dettagli dell'uomo di Palomo Spain, i cropped pant di Miuccia per MiuMiu e lo spirito delle collezioni Schiaparelli.

Secondo te, quali trend saranno il futuro della moda?
Capi performanti, che puntano al giusto equilibrio tra estetica, comfort e trasformabilità.

E cosa manca ancora nella moda che invece dovrebbe esserci?
Sicuramente una consapevolezza concreta, condivisa e sovversiva di quanto la sovrapproduzione di delivery esasperati e sempre più comodi stia cambiando irreversibilmente le condizioni di chi lavora nel settore e del nostro pianeta.

Come descriveresti il tuo stile/look?
Da devoto delle sovrapposizioni quale sono, il mio look multilayer si compone di trench, pantaloni a matita e boots in gradazione tonale, una felpa oversized di colore dissonante corredata da un baseball cap; il tutto sormontato da un caban check (ideato e realizzato da me) con lunghissime frange.

Hai qualche motto che plasma la tua attitudine?
"Non credere mai che ci sia una stanza in cui tu non possa entrare!"

Descrivi la scena creativa della tua città in tre parole.
Stimolante, sfuggente, dinamica.

Dove ti vedi da grande?
Ciò che mi propongo di fare e far sì che la mia professione riesca a farsi portavoce di un messaggio più ampio, che il mix di innovazione ed esperienza mi portino ad abbracciare tematiche di interesse comune, ridisegnando così gli scenari sociali che sento più vicini.

Chiara Paolucci, 20, Milano

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@chiarapaolucciii

Cosa studi?
Fashion Styling e Comunicazione in IED.

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?
Vorrei circondarmi di persone stimolanti, riuscire a superare le mie insicurezze e approfittare di tutte le occasioni che questo Istituto e questa città potranno offrirmi.

Dicci le tue tre ossessioni del momento.
Gli street style delle ultime fashion week, TikTok e il colore dei miei capelli.

Come descriveresti il tuo stile/look?
Non ho uno stile ben preciso, adoro sperimentare! I miei look variano molto dalle inspo che ritrovo sui social e nella vita di tutti i giorni.

Hai qualche motto che plasma la tua attitudine?
Mai peccare di presunzione.” Nella moda (ma anche in tutti gli altri ambiti), non bisogna credere mai di saperne abbastanza.

Descrivi la scena creativa della tua città in tre parole.
Giovane, inclusiva e sperimentale

Dove ti vedi da grande?
Non so cosa mi riserverà il futuro ma intendo sicuramente continuare la mia strada nel mondo dello styling. Sogno anche da sempre di aprire un piccolo spazio dove poter dare voce a tutti quei brand emergenti che hanno molto da raccontare.

Giulio Giuseppe Di Gregorio, 18, Milano

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@giuliodigre

Cosa studi?
Fashion Styling in IED.

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?
Il mio obiettivo è ambientarmi qui a Milano, trovare la mia strada e spaccare (as always).

Dicci le tue tre ossessioni del momento.
Mercatini dell’usato, giacche di pelle e eye-liner grafici.

Secondo te, quali trend saranno il futuro della moda?
Una maglieria futurista, la moda sostenibile e lo sviluppo di materiali green.

E cosa manca ancora nella moda che invece dovrebbe esserci?
Quello che manca, secondo me, è una maggiore attenzione alla sostenibilità da parte dei grandi brand, gruppi e aziende.

Come descriveresti il tuo stile/look?
Queer, going with the flow ed eye catching.

Hai qualche motto che plasma la tua attitudine?
Vivi la tua vita come fosse una passerella.”

Descrivi la scena creativa della tua città in tre parole.
Se Palermo (la mia città d’origine) direi controversa, selvaggia e calda. Milano invece la definirei come caotica, queer e stimolante.

Dove ti vedi da grande?
Accanto alle star del futuro.

Anna Maria, 20, Milano

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@conannamaria

Cosa studi?
Fashion Design allo IED di Milano.

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?
Sono al mio ultimo anno di studi e dunque punto a creare una collezione che mi racconti a 360 gradi e che possa esprimere al meglio il mio stile e la mia identità.

Dicci le tue tre ossessioni del momento.
Nanni Strada, il mondo digitale, il cinema.

Secondo te, quali trend saranno il futuro della moda?
Credo che gli ecosistemi digitali siano la nuova frontiera, anche della moda.

E cosa manca ancora nella moda che invece dovrebbe esserci?
Manca più spazio per i giovani designer che vogliono esprimere con le nuove idee il proprio concetto moda.

Come descriveresti il tuo stile/look?
Il mio stile lo definisco un collage, ogni giorno cerco di esprimermi in modo diverso e con il mood che più mi rappresenterà.

Hai qualche motto che plasma la tua attitudine?
”Cerca sempre te stessa e fatti ispirare da tutto quello che ti circonda.”

Descrivi la scena creativa della tua città in tre parole.
La scena creativa della mia Milano è libera, divertente e dinamica-

Dove ti vedi da grande?
Da grande mi vedo cittadina del mondo, a viaggiare da una parte all’altra delle città con la mia casa al mare come rifugio e luogo in cui fuggire.

Lorenzo Attanasio, 21, Milano

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@vertiigine
@loviiew

Cosa studi?
Studio Fashion Design in IED.

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?
Il mio obiettivo è quello di innescare delle forti interconnessioni con la mia rete creativa, realizzando un’estetica che possa raccontare i percorsi di guarigione personale e di ricostruzione che ogni individuo in più tappe della sua età riscontra.

Dicci le tue tre ossessioni del momento.
La progettazione e la ricerca al primo posto, poi la musica, e poi Tarantino e Xavier Dolan.

Secondo te, quali trend saranno il futuro della moda?
Il futuro della moda appartiene a una generazione di menti estremamente malleabile, ognuno di noi oggi conosce i mezzi e gli strumenti per essere incisivi, rispettando la società e contribuendo a un cambiamento radicale dell’ordine delle cose. Da sempre la moda ha avuto una funzione visiva, propedeutica al pubblico, e questo ritorno alla pura espressione è un must per noi giovani.

E cosa manca ancora nella moda che invece dovrebbe esserci?
Manca autenticità. La moda può parlare senza utilizzare parole, è un linguaggio universale che oggi viene modificato da canoni commerciali, e dove non c’è contenuto non può esistere un business, dove non esiste un collettivo non esiste il successo. Questa è la mia opinione, manca una visione differente, manca diversità.

Come descriveresti il tuo stile/look?
Non amo descrivere quello che vesto, semplicemente per il fatto che creo ciò che indosso e ogni mattina può accadere di svegliarmi ore prima per cucire un paio di pantaloni. Non ho limiti in questo, e oggi più che mai secondo me non esiste alcuna etichetta di stile.

Hai qualche motto che plasma la tua attitudine?
8 giorni su sette, chi smette a se stesso mente.”

Descrivi la scena creativa della tua città in tre parole.
Innovazione, evoluzione, utilità.

Dove ti vedi da grande?
È ancora molto presto per dirlo. Sicuramente non sono il tipo di creatività per un’azienda, e ho già iniziato a muovere i primi passi con il mio brand. Intendo assolutamente continuare su questa strada, perché è il mio modo per dare forma ai miei viaggi interiori, tramutarli in estetica per raccontare ciò che sono.

Eva Nappée, 21, Milano

ied back to school interviste studenti di moda

@moisissure

Cosa studi?
Sono al terzo anno di Fashion Design allo IED Moda di Milano.

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?
Quest’anno vorrei concludere al meglio il mio percorso di studi, usando il mio percorso di tesi (no spoiler) per aprirmi a nuove strade e mondi. Oltre a questo, intendo divertirmi e continuare a crescere come persona—creativamente ed emotivamente, prendendomi cura di me stessa e delle persone che mi stanno a cuore!

Dicci le tue tre ossessioni del momento.
La pasta FIMO, i pistacchi salati, i party.

Secondo te, quali trend saranno il futuro della moda?
Un uso sempre maggiore dei software di modellazione 3D per le collezioni e presentazioni e-commerce. E poi un ritorno sempre più audace degli anni ‘00!

E cosa manca ancora nella moda che invece dovrebbe esserci?
Sicuramente manca una maggiore commercializzazione di articoli sostenibili. Un’inserimento nel mercato di una moda genuina, etica, consapevole e responsabile. È un concetto che sembra ripetitivo ma è essenziale per la tutela del nostro pianeta.

Come descriveresti il tuo stile/look?
Molto versatile! New rock total black o molto colorato e pop.

Hai qualche motto che plasma la tua attitudine?
“이왕 할려면 잘해”

Descrivi la scena creativa della tua città in tre parole.
Euforica, dinamica, ipocrita.

Dove ti vedi da grande?
Sono sempre e costantemente alla ricerca di nuovi stimoli, quindi non mi vedo in un posto fisso e statico. Sicuramente mi vedo circondata da persone che amo e stimo <3.

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Crediti

Foto: Andrea Zendali
Creative Director: Gloria Maria Cappelletti
Art Direction e interviste: Gloria Bertuzzi
Fashion Editor: Giorgia Imbrenda
Assistente sul set: Ana Maria Matasel

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