Siamo stati a WHITE SHOW e vi raccontiamo com'è andata

Tra tradizione e modernità, internazionalità e spirito italiano, WHITE vuole apportare un cambiamento effettivo nell'industria.

di i-D Staff
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26 febbraio 2020, 3:05pm

Maison ARTC

Sostenibilità, internazionalità e ricerca. Queste le parole chiave di WHITE Milano, che dal 20 al 23 febbraio è tornato in città per un appuntamento che è anche una promessa: lanciare un segnale all'intero sistema della moda e apportare un cambiamento effettivo, più attento alle novità, al valore del prodotto, al rinnovamento costante dell'offerta dei negozi e alla comunicazione verso le nuove generazioni. Questa la filosofia dietro la selezione dei brand coinvolti, operato attraverso uno scouting attento tanto al panorama internazionale quanto a quello nazionale, diversificato al suo interno per valorizzare la pluralità di voci presenti nell'industria.

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Special Area The Belgian Focus

Appena arrivati in zona Tortona ci si rende subito conto del perché il WHITE sia ormai un appuntamento di riferimento della fashion week milanese: dal civico 27 al 54, una passerella bianca collega tutte le location del salone, guidandoci nella visita e attirando l'attenzione di chiunque si faccia un giro nel quartiere. Solo bianco, dicevamo, perché il colore lo mettono i brand. Dislocati tra Tortona 27, Superstudio Più, Opificio, Hotel NHow e BASE, ci sono circa 500 espositori, che hanno allestito i loro stand esprimendo al massimo la loro creatività grazie alla scelta di WHITE di rimanere dietro le quinte, di coordinare il progetto e di incentivare il networking, dando a ogni brand la possibilità di personalizzare la tessera bianca del mosaico che sarebbe andato a comporre il concept complessivo del salone.

Ma non significa per questo mancanza di coerenza, anzi, la linea di WHITE era percepibile sotto traccia a ogni stand, come un invisibile filo conduttore che unisce ogni elemento dell'industria, dalla filiera tessile al consumatore finale, con attenzione per i dettagli e gli accessori, la sperimentazione e l'approccio gender fluid sempre più inclusivo, proponendo una rivisitazione delle logiche tradizionali di distribuzione che guardi più al multiculturalismo e al recupero dell'artigianalità, contro gli sprechi e l'eccesso di automatizzazione.

“Tutte queste iniziative, unitamente all’attenzione che stiamo dando ai modelli produttivi, premieranno le aziende Made In Italy e daranno ulteriore valore al saper fare italiano, dimostrando che il low cost sta ormai cedendo perché non è più sostenibile, sotto molti punti di vista," commenta Massimiliano Bizzi, founder di WHITE.

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Special Area Maison ARTC

A proposito di inclusione e cambiamento, lo Special Guest è una figura che ha fatto di questi due elementi la propria essenza: Artsi Ifrach, il designer marocchino del brand Maison ARTC, che era presente al salone non solo con uno stand, ma anche con un doppio evento che ha visto come protagonista la sostenibilità e l’inclusione tra culture diverse. L'installazione all'interno di Superstudio Tortona 27 e la mostra ospitata da 10 Corso Como Tazzoli hanno restituito il fascino e la complessità di un territorio come il Marocco, storicamente un punto di incontro e scambio tra culture, visioni e tradizioni senza che ognuna perda la propria identità. Multiculturalismo ma anche sostenibilità e supporto all'artigianalità contemporanea sono la filosofia retrostante alla scelta più coraggiosa del brand: produrre solo pezzi unici e tramite l'assemblaggio di tessuti vintage.

"Stiamo entrando in una nuova era in cui responsabilità, sostenibilità e creatività rappresentano il futuro per andare avanti. Non dovremmo solo pensare in modo diverso, ma anche progettare in un modo differente per agire e cambiare le cose in modo concreto." commenta lo stesso Artsi. La consapevolezza quindi come punto di partenza per innescare una rivoluzione sistemica del settore. Un approccio pienamente in linea con WHITE Milano, che per questo ha coinvolto nel salone Give a FOKus, un hub dedicato all'innovazione sostenibile in partnership con Cittadellarte - Fondazione Pistoletto e Fashion Revolution. L'intento quello di informare i visitatori su due delle fasi più inquinanti della produzione tessile (lo sviluppo del tessuto e la fase di tintura e finissaggio), e lo fa attraverso la divulgazione di progetti interdisciplinari come Get in Sync Shade, l’installazione di light mapping di Drawlight, che riflette sull'impatto di certi materiali sull’ambiente, la società e la nostra pelle, ritrovando una connessione con la verità di sostanze, pigmenti e fibre scelti per i nostri vestiti.

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Special Area IZMEE

Confermando ancora una volta la vicinanza alle piccole-medie imprese, WHITE punta sulla qualità nostrana, con l'obiettivo di lanciare marchi locali sul mercato internazionale, ma anche di sostenere l'espansione e la distribuzione di aziende italiane già consolidate. Ecco perché il Focus on Sicily è tra i padiglioni più importanti del salone, esito di una serrata attività di scouting che ha portato WHITE a individuare i 41 marchi presenti al salone. Splendide stampe con maioliche siciliane dai colori accesi, fragranza di limone, rielaborazioni della Trinacria, maglieria classica, lino naturale, filati a basso impatto ambientale, tessuti tradizionali venati d'oro e di colori brillanti infondono a Milano una luce calda come non mai, creando un ponte tra tradizione e modernità.

Quella della Sicilia è un'immagine fresca, dal fascino antico e dalle grandi potenzialità che è l'ideale per essere esportata in tutto il mondo, con brand come Colori del Sole Ambasciatore, dalla produzione lenta, con stampe tassativamente fatte a mano; e poi la femminilità siciliana moderna di MV Marianna Vigneri, il minimalismo di Vuedu; Mollo Tutto all'insegna della libertà; la visione multiculturale di NN Couture. L'insieme degli stand del Focus on Sicily sprigiona tutta l'energia delle Isole Eolie, grazie alla scelta di marchi che sanno riprendere la tradizione millenaria della regione, elaborarla con la consapevolezza del proprio passato e introdurla in un contesto moderno. Se volete curiosare tra tutti i brand e i progetti della selezione, potete farlo qui.

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Abito rosa. FILLY BIZ Abito paillettes. MARIELLA GENNARINO MAISON Pochette. MOLLO TUTTO Abito nero fantasia. DUERRUOTE Abito bianco fantasia. CETTINA BUCCA Location: Villa Virginia Caruso (@villavirginia_artlab)

Tradizione e artigianalità da una parte, sperimentazione e avanguardia dall'altra, raccolti nello storico hub di riferimento della manifestazione: il Basement, rivolto a tutti gli insider proiettati verso il futuro, decisi a esprimere il proprio linguaggio nelle visioni più eclettiche e dal respiro internazionale. Al termine del percorso al piano terra di Tortona 27 una rampa di scale ci ha portati nei sotterranei, ed è come essere catapultati in un'altra dimensione. Meno patina e (ancora) più sostanza: l'elegante passerella bianca ci guida tra pavimento in cemento, pareti senza intonaco, soffitti bassi, luci soffuse e al neon e stanze invece che stand; un'atmosfera underground che dimostra la consapevolezza di WHITE verso anche le dimensioni di nicchia. In questo contesto spicca NOB, il progetto internazionale di ricerca con le sue collezioni più sperimentali come Dhruv Kapoor, Sonia Olla, Baebclub, V-Design e Duren. Altrettanto degna di nota la collaborazione con una delle realtà internazionali più importanti e dinamiche del momento, YouConcept, showroom e agenzia multiservizio integrata a una piattaforma specializzata nel talent scouting, presente al salone con una selezione di nomi come Lake Studio, Ernesto Naranjo, Murmur , Cynthia Xiao e Rewop.

Tra i brand notiamo Misora Nakamori, marchio fondato a Tokyo dalla designer eponima oggi basata a Parigi, che unisce artigianato e tecnologia nella calzature e negli accessori; Vava Eyewear prende invece ispirazione dal minimalismo e dal movimento artistico del Bauhaus; KQK, basato a Montreal in Canada, porta il suo classic tailoring realizzato tramite silhouette decostruite e sperimentazione di cromatismi e materiali; il marchio di scarpe Banu col suo design futurista; Dhruv Kapoor, fondato nel 2013 dallo stilista indiano basato a New Delhi, trasmette valori di libertà, rivoluzione, trasformazione e indipendenza, come riflesso della società contemporanea; Melonia by Naim Josefi racconta tutto l’estro svedese attraverso scarpe-scultura in nylon riciclato progettate 3D; Traffico, marchio nato lo scorso anno dallo stilista pugliese Marco Antonio Marra, dà vita a calzature nel cuore del Salento destinate a Hollywood e Broadway; e poi uno dei nostri preferiti, Vitelli, brand che spazia dalla Cosmic Culture degli anni '80 alla complessa ricerca dell'identità italiana nell'era contemporanea promuovendo un knitwear che è un invito esprimersi liberamente e andare contro gli stereotipi; ma ci sono altri nomi davvero interessanti, che potere vedere qui.

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Sezione Basement – Tortona 27
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Vitelli
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Installazione Give a FOKus
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Installazione "Get in Sync Shade" by Drawlight – Area Give a FOKus
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Lake Studio - Area speciale in collaborazione con YouConcept Showroom

WHITE SHOW si è concluso domenica 23 febbraio, ma non vediamo l'ora che arrivi la prossima iniziativa! Prossimo appuntamento: il White Fashion Reeboot dal 20 al 22 giugno 2020.

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