Ma il clubbing virtuale può davvero essere un'alternativa alle serate?

Dove sono il sudore, i corpi e la vicinanza durante eventi come Club Quarantine e Queer Dance Party?

di James Greig
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03 aprile 2020, 10:18am

Immagine via @clubquarantine

Per quanto triviale possa sembrare, una delle cose che mi mancano di più del periodo pre-coronavirus è l'esperienza di andare nei club. Il calore, il sudore, la vicinanza, il bere dalla bottiglietta d'acqua della persona affianco a te, facendo felicemente dei grossi sorsi della loro saliva -- tutto questo ora sempre inimmaginabile. Dopo più di un mese in lockdown, più ci penso più sono convinto che ogni volta che sono tornato a casa prima da una serata è stato un terribile spreco.

Questo non vuole essere un lamento unico: oltre ad essere un'attività per il divertimento, il clubbing è per molti un modo per scaricare la tensione -- cosa che credo sia particolarmente vera sopratutto per la comunità queer. Fortunatamente, un numero di DJ e promoter hanno reagito a questa situazione di quarantena, cercando di ricreare l'esperienza dei club dentro ai parametri in cui ci troviamo ora. Lo scorso sabato, ho deciso di provare Club Quarantine, uno dei leader indiscussi di questo trend. Lanciato solamente settimana scorsa dal DJ di Toronto DJ D-Nice, sta già offrendo un mondo di edonismo per le persone queer di tutto il mondo.

Anche se recente, Club Quarantine ha già ospitato artisti e leggende come Rihanna, Charli X, Bernie Sanders e, uh, Oprah (che ha poi intervistato DJ D-Nice). Non sarebbe un'esagerazione dire che si tratta di un vero e proprio fenomeno globale. Dato che la comunità LGBT+ è sempre stata all'avanguardia per quanto riguarda gli avanzamenti della cultura di Internet -- dalle prime app di incontri, che hanno creato il format per quelle tipicamente etero, fino alla presenza costante che abbiamo sempre avuto sui social media -- non è una sorpresa che le persone queer siano all'avanguardia anche della vita notturna ai tempi del coronavirus. È una bella idea, ma, ancora più importante, è davvero divertente?

Club Quarantine si trasmette via Zoom -- una piattaforma video-chat progettata per meeting aziendali e per lavorare da casa. Diversamente da altre piattaforme come Houseparty, l'interfaccia dell'app ha un'estetica prettamente aziendale che sembra stonare con una serata di divertimento e di liberazione. Quando ci entri, puoi vederti in una piccola casella nella parte superiore dello schermo e se chicchi sulla griglia puoi vedere una parte delle persone collegate. La maggior parte dello schermo sceglie alternativamente chi mostrarti, che sia il DJ che suona o le altre persone, selezionate casualmente. Sapere che puoi essere visto da altre persone, ti fa sentire sorprendentemente esposto, ma non in una brutta maniera -- il semplice fatto di essere visibile mi ha dato una qualche spinta di energia. Questa è la grande differenza rispetto a quando guardi uno stream o un Boiler Room set su YouTube -- ti senti meno stupido a ballare da solo rispetto a quando balli insieme ad altre perone in stream. Forse semplicemente soddisfa un desiderio narcisistico di farti vedere di fronte a un'audience su Internet, ma vedere altre persone ballare sulla tua stessa musica fornisce un'esperienza comune, o almeno una parvenza di questo tipo di esperienza.

“Quando ho provato per la prima volta Queer House Party [un'evento simile a quello di Club Quarantine], pensavo che mi avrebbe fatto sentire a disagio e che mi sarei trovato da solo a guardare la TV, ma in realtà è stata una serata divertente e davvero gioiosa," afferma Cara English, che lavora per un'organizzazione benefica per i giovani trans chiamata Gendered Intelligence che che è un'entusiasta partecipe di questo tipo di serate. “Mi ha preso assolutamente alla sprovvista," di racconta. "Ho trovato anche un amico e il suo coinquilino 'a una festa' ed ha mi detto che era da settimane che non si sentiva così vicino a delle persone, come se fossimo stati veramente in un club. Non credo che sia esattamente come essere ad una festa nella vita vera, ma in certi sensi è ancora meglio. Se ci sono persone sbronze non ti danno fastidio, e nessuno può fumare standoti vicino."

Forse l'aspetto più importante del clubbing queer è il fatto che fornisce un senso di comunità, l'opportunità di socializzare con persone simili a te. Come si trasla questo nel contesto digitale? Sorprendentemente, molto bene. Puoi mandare messaggi a chiunque partecipa alla chiamata, e c'è una chat comune a destra dello schermo, dove si leggono commenti del tipo 'Sono così felice di aver trovato questa cosa.' e ' Mi sentivo così solo fino a poco fa', oltre ad affermazioni positive riguardo i diritti trans, che mi hanno aiutato ad abbandonare quell'atteggiamento cinico che avevo quando sono inizialmente entrato nella conversazione. Puoi flirtare con le persone, e teoricamente potresti anche conoscere ed innamorarti di qualcuno, il che permette quell'atmosfera del 'tutto può accadere' che rende il clubbing così intrigante. Il mio contributo sulla chat è stata una serie di pensieri profondi come ’Wheyy!!’, ’che bella canzone!’ e ’qualcuno conosce il nome del DJ!?’. Ma probabilmente la chat non era dello stesso stampo di un forum tipo Financial Times -- e non credo che la conversazione avesse bisogno di qualche analisi più profonda di quanto non lo fosse già.

Proprio come ogni altra serata queer degna di essere vissuta, c'è una varietà immensa di persone che la frequentano e che sembrano riuscire a prendere il meglio della serata. Se infatti alcuni ballano topless indossando outfit veramente stravaganti, pantaloni attillati in lamé dorato, altri invece fanno qualche mossetta seduti sulla sedia della loro scrivania. Alcuni si destreggiano tra strisce di polvere bianca e altri sorseggiano tazze di tè. Sorprendentemente nessuno espone i propri genitali -- pensavo inizialmente che un flashing digitale sarebbe stato inevitabile, su una piattaforma di questo tipo. Alcune persone sono in quarantena assieme a degli amici, e sembrano divertisti in una maniera non-digitale, che semplicemente mi ha fatto sentire estremamente geloso, invece che meno solo. Credo che il problema di questo concept sia che sembra molto più divertente quando si partecipa assieme ad altre persone con cui sei già insieme a casa, piuttosto che farlo da soli, il che non risolve interamente il problema dell'isolamento da distanziamento sociale. Ma ho anche trovato molto di conforto l'idea che questo evento accada ogni sera. Anche fuori dal contesto della pandemia, questa potrebbe essere una bellissima cosa da fare quando non hai abbastanza risparmi per uscire un sabato sera. È anche altamente accessibile da persone con disabilità, il che è fantastico. Per queste ragioni, spero che questo tipo di eventi ed altri simili ( come Queer House Party) siano portati avanti anche dopo la pandemia.

Ispirato dal successo di Club Quarantine, i promoter queer stanno guardando a Zoom come nuovo spazio per le loro serate. Hannah Williams, co-fondatrice della serata queer a Londra Sud chiamata Suga Rush, sta in questo momento progettando una versione digitale della sua serata. “Abbiamo deciso di farlo per due ragioni," dice. "Prima di tutto perché vogliamo che le persone donino per la nostra vecchia sede, attraverso il fondo The Chateau's relief fund per aiutare gli artisti e i lavoratori, perché ovviamente la situazione è al momento abbastanza disastrosa per le persone senza impieghi e per quelle precarie. In secondo luogo, vogliamo farlo perché è divertente come cosa, e pensiamo che sia un evento carino -- sarebbe bello fare qualcosa di spensierato e libero invece che leggere le orrende notizie di cui siamo continuamente bombardati. Penso anche che le persone vogliano una scusa per vestirsi bene e sentirsi attraenti di nuovo."

Anche per i promoter con più esperienza, organizzare questo tipo di serata pone dei problemi del tutto nuovi. “Credo che ci sia qualcosa, forse intrinseca in piccoli club queer, di vedere tutti così spensierati e presenti," dice Hannah, “questo crea un tipo di coscienza comune all'interno dei club. Sono preoccupata che non saremo capaci di ricreare quella sensazione e mi mancherebbe davvero molto. Sono preoccupata se sembrare stupida. E ho paura che nessuno partecipi. Ho paura di non poter suonare per bene o che il mio computer non funzioni! Ma credo che possa comunque insegnarci molte cose." Cara è d'accordo che ci sono degli aspetti della vita notturna reale che sono difficili da replicare. “Certe volte hai bisogno del sudore, del riverbero della musica e delle conversazioni senza capo ne coda con sconosciuti della zona fumatori e il kebab di ritorno a casa,” dice. “Quando finisce la serata ci ritroviamo nella nostra stanza e pensiamo 'oh... questo è abbastanza comodo ma dov'è il dramma del ritorno verso casa?"

L'esperienza del club digitale può sembrare abbastanza triste se la si guarda attraverso uno screenshot, ma l'immagine statica non riesce ad esprimere quando in effetti sia divertente e immersiva. Ogni pannello sprigiona la sua energie. Quindi che senso ha il dire che alla fine non è nulla in confronto all'esperienza vera? Ci si potrebbe davvero aspettare qualcosa di diverso, e più simile? Proprio come Houseparty non è così divertente come una festa in casa vera, una nottata queer su Zoom non sarà mai così divertente come una serata in un vero club. Ma questo è quello che abbiamo per ora ed è bello sapere che qualcuno ci sta almeno provando.

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