Fotografia by Walter Daran/Hulton Archive/Getty Images. 

7 look iconici di Edie Sedgwick

Il 20 aprile 1943 nasceva l'it girl per eccellenza, nonché musa di Andy Warhol. Celebriamo la sua eredità con gli outfit più stravaganti e sperimentali che ha indossato.

di Zoë Kendall
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20 aprile 2022, 4:00am

Fotografia by Walter Daran/Hulton Archive/Getty Images. 

Andy Warhol una volta ha detto, “Nel futuro, tuttə potranno essere famosə per 15 minuti.” E se questa dichiarazione si sta rivelando, anno dopo anno, sempre più vera, certamente non vale per Edie Sedgwick, icona anni ‘60 e musa dell’artista americano. Superstar ante litteram, Edie ha lasciato un’eredità culturale così potente da riuscire a superare lo scorrere del tempo, attestandosi ancora oggi come una delle figure più seminali del Novecento.

Nata in una famiglia dell’alta società californiana, l’ereditiera studia arte al prestigioso Radcliffe College prima di spostarsi definitivamente a New York City nel 1965. Lì conosce Andy Warhol e inizia a entrare nel giro della Factory—lo studio/agenzia di produzione/venue di Warhol—come attrice e diventa presto una delle figure più popolari della scena underground locale, finendo per catturare l’attenzione dei media più mainstream grazie al suo stile stravagante.

Durante il suo breve picco di celebrità, recita per innumerevoli produzioni Warhol, posa per le testate più in voga del tempo—da Vogue a Life—e ispira le canzoni di alcuni dei musicisti più celebrati del tempo. Dopo gli anni ‘60 e dritti nel XXI secolo, Edie resta una delle icone di stile più riconoscibili e imitate di tutti i tempi. Qui, ripercorriamo alcuni dei look più iconici della modella/attrice/mondana.

7 look iconici di Edie Sedgwick.

Su Vogue, 1965

In occasione del suo 21esimo compleanno, Edie riceve un’ingente somma da parte di sua nonna, e così decide di mollare il Radcliffe College—equivalente a Harvard—per spostarsi a New York e perseguire la carriera di modella. Il look di Edie si allineava agli ideali di bellezza del tempo—pensate a un volto alla Twiggy, un taglio alla Jean Seberg, gli occhi di Jean Shrimpton—e presto viene intercettata da niente meno che Diana Vreeland. La redattrice introduce così Edie alle pagine della bibbia della moda, realizzando un’immagine che diventerà una delle sue più iconiche di sempre. Così scrive Vreeland: “[Edie] è qui mostrata mentre fa un arabesque sul suo rinoceronte in pelle, ascoltando un album dei Kinks.” In quel momento, è nata la prima it girl.

Con Andy nel 1965

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Photo by Hulton Archive/Getty Images.

Amici fidati e collaboratori artistici, Andy Warhol e Edie Sedgwick erano il duo degli anni ‘60. La coppia si conobbe a una festa nel 1965 ed Edie è presto diventata una presenza fissa della Factory. Dopo che Edie ha fatto qualche cameo nelle prime opere di Andy, l’artista le ha offerto il ruolo principale di ben 11 suoi film. A una festa nel Andy e Edie si sono vestiti con look abbinati in lamé metallico—forse un omaggio alle pareti ricoperte di alluminio della Factory.

Su Life Magazine, 1965

“Questa ragazzina con gambe eloquenti sta facendo oggi quello che Amleto faceva a suo tempo con le calze a maglia nere,” si legge sul copy che accompagna questo editoriale di Life Magazine. Edie era già un’icona della moda nel 1965 e in quell’anno la rivista decide di dedicare un numero intero alle sue leggendarie calze a maglia nere. Ma il fatto che un capo indossato da Edie sia diventato un must-have per i consumatori di moda del tempo è del tutto casuale. “Quando stavo con Andy Warhol, ballavo jazz due volte al giorno, e quindi indossavo solamente le mie calze. Poi Vogue mi ha scattato in calze e una T-shirt come se fosse il mio look,” racconta. In questa fotografia, Edie indossa un abito avant-garde del designer Rudie Geinreich con un paio di lucide calze a maglia nere.

La sua maglietta a righe, anni ‘60

La maglietta preferita di Edie era una a righe che ammiccava allo stile tipico della sottocultura Beatnik. Ispirati dal lavoro autrici e poeti, da Jack Kerouac a Allen Ginsberg, i Beatnik erano una sottocultura giovanile nata alla fine degli anni ‘50. La loro uniforme? Maglie di lana, camicie in plaid e T-shirt a righe, elementi che hanno permeato la cultura mainstream al punto che si vedeva anche Audrey Hepburn e James Dean indossare quelle strisce bretoni. Affiliati ai Beat (Kerouac è apparso nella produzione firmata Warhol, Couch), la scena della Factory ha adottato alcuni di questi tocchi sartoriali, indossandoli ampiamente—sia Edie, che Warhol.

Al New York Film Festival, 1965

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Photo by John Springer Collection/CORBIS/Corbis via Getty Images.

Gli accessori preferiti di Edie sono stati immortalati da niente meno che il cantante Bob Dylan. Si dice infatti che la sua canzone del 1966 Leopard-Skin Pill-Box Hat sia stata ispirata proprio da questa star, proprio come Just Like a Woman—si pensi alla strofa “la sua nebbia, le sue anfetamine e perle.” Edie, infatti, è stata raramente ritratta senza almeno uno di questi elementi: una cascata di perle, guanti da sera in satin e i suoi famosissimi orecchini a candelabro.

Al pranzo per il lancio di Vidal Sassoon, 1965

Il taglio simbolo di Edie è stato ispirato da Warhol in persona. Dopo essersi spostata a New York e aver conosciuto l’artista, Edie ha tagliato la sua lunga chioma di capelli marroni e si è tinta d’argento, per abbinarsi al look dell’artista. Qui partecipa all’apertura del beauty hub di Vidal Sassoon—il parrucchiere degli anni ‘60 conosciuto per aver reso popolare il bob, per aver tagliato il pixie di Mia Farrow per Rosemary’s Baby e per le tonalità bionde di Nastassja Kinski per Paris, Texas. al party di apertura, Edie mette in mostra il suo taglio approvato dal beauty guru, abbinato ai suoi iconici orecchini.

Il cappotto leopardato, 1966

È difficile pensare a un’immagine di Edie che non presenti anche il minimo accenno di una stampa leopardata—che sia in forma di muumuu per Ciao! Manhattan o un corsetto stampato. E, ovviamente, il suo cappotto leopardato, indossato, portato sulla spalla o steso come fosse un lenzuolo. Questo scatto di Warhol commemora questo iconico capo di Edie, descritto dalla stessa come “il cappotto più bello del mondo.” La storia narra che le sia stato regalato per strada, da uno dei suoi tanti ammiratori. Poi l’ha seguita nella Factory, alle feste e molto oltre, sopravvivendo all’incendio che apparentemente ha distrutto ogni avere della celebrità—tranne questo cappotto, che appoggiava di fianco al letto.

Questo contenuto è comparso originariamente su i-D UK.

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