Ren Hang

In mostra a Milano i giovani ribelli di Ren Hang

Per la prima volta, arriva a Milano una retrospettiva sul fotografo che ha sfidato la censura cinese in nome dell'arte.

di Benedetta Pini
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15 settembre 2020, 9:23am

Ren Hang

Cantore della gioventù tormentata del suo paese, attraverso parole e immagini Ren Hang ha restituito al mondo il ritratto di una Cina onesta e sincera, diversa dai soliti stereotipi. Così facendo, intanto, ha anche infranto parecchi tabù: è stato arrestato in più occasioni, i suoi profili sui social media sono stati bloccati un’infinità di volte e ha dovuto lottare costantemente con la censura cinese. In patria, le sue foto di nudo venivano oscurate per un semplice “sospetto di sesso” dovuto alla “troppa pelle esposta” nelle sue opere. Non è un caso, infatti, che l’artista e attivista cinese Ai WeiWei, altrettanto preso di mira dalla censura del paese, si sia sempre esposto per supportarlo.

Nel 2017 Hang si è suicidato, schiacciato da una depressione di cui soffriva da tempo che sul suo blog definiva come “My dog”. Aveva solo 29 anni quando ha deciso di mettere fine alla sua vita, ma la giovane età non gli ha impedito di lasciare dietro di sé un consistente corpus di opere. Al centro vi è la gioventù cinese, ritratta come una nuova generazione, libera e ribelle, che esprime questo senso di rottura giocando con i temi di corpo, identità, sessualità e rapporto uomo-natura. La sua ricerca è infatti un inno all’essere umano, al nudo e alla sessualità: “Gli esseri umani vengono al mondo nudi, quindi il corpo nudo rappresenta la versione originaria delle persone. Fotografando nudi, si coglie l'esistenza più reale e autentica,” ha dichiarato in passato a questo proposito.

Le opere di Ren Hang in mostra alla Fondazione Sozzani, a Milano

Adottando un approccio surreale, Ren Hang mostra anatomie costrette in posizioni innaturali e luoghi improbabili. I corpi sono così trasformati in composizioni scultoree, sublimati per rompere i tabù di una società, quella cinese, in cui il nudo è ancora strettamente legato al sesso e il desiderio alla pornografia, senza spazio per l'arte. I riferimenti al mondo sadomaso sono infatti frequenti, ma vengono associati a volti impassibili, dai quali non traspare la sensazione di piacere e lussuria che colleghiamo istintivamente al sesso. Anche gli oggetti quotidiani hanno un ruolo fondamentale nell’estetica di Hang: impiegati in modi assurdi quanto evocativi, acquistano un'eleganza formale che oscilla tra mistero e bagliore, erotismo e purezza.

Tutto questo arriva per la prima volta a Milano con la mostra “Ren Hang, photography” presso la Fondazione Sozzani. Si tratta di una retrospettiva di oltre 80 fotografie, video, libri e riviste. Si va dai primi scatti agli amici e al compagno di stanza risalenti al periodo in cui Hang studiava pubblicità a Pechino, arrivando fino agli ammiratori del suo lavoro che anni dopo si sarebbero offerti come soggetti, immortalati con un linguaggio visivo che attinge alle immagini iconiche della storia dell’arte e pesca a piene mani da astrazione e surrealismo.

La mostra “Ren Hang, photography” è visitabile presso la Fondazione Sozzani fino al 29 novembre 2020, tutti i giorni dalle 11.00 alle 20.00. Trovate qui tutte le informazioni aggiuntive.

Le opere di Ren Hang in mostra alla Fondazione Sozzani, a Milano
Le opere di Ren Hang in mostra alla Fondazione Sozzani, a Milano
Le opere di Ren Hang in mostra alla Fondazione Sozzani, a Milano
Le opere di Ren Hang in mostra alla Fondazione Sozzani, a Milano
Le opere di Ren Hang in mostra alla Fondazione Sozzani, a Milano
Le opere di Ren Hang in mostra alla Fondazione Sozzani, a Milano

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Crediti

Testo di Benedetta Pini
Installation views di Chiara Gussoni. Courtesy Fondazione Sozzani.

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