Fotografia di Ludovica Anzaldi

Questa fotografa ci fa capire com'è cambiato il female gaze nel 2020

Donne che fotografano le donne, ma lasciando che siano loro a scegliere come raccontarsi—non chi c'è dietro l'obiettivo.

di Carolina Davalli
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25 maggio 2020, 10:13am

Fotografia di Ludovica Anzaldi

Raccontare storie è molto più complesso di quanto si immagini. Sopratutto se sono storie vere, di persone reali, con biografie proprie e narrazioni personali. Essere portavoce di questi racconti è rischioso, pericoloso, parziale. E se a volte ci sembra di non conoscere nemmeno noi stessi, come si può pensare di poter riassumere la vita di altri? Pirandello diceva "Prima di giudicare la mia vita o il mio carattere, mettiti le mie scarpe, percorri il cammino che ho percorso io. Vivi i miei dolori, i miei dubbi, le mie risate. Vivi gli anni che ho vissuto io e cadi là dove sono caduto io e rialzati come ho fatto io." È lecito chiedersi se tutto questo basti per poter comprendere o farsi un'idea della vita degli altri. Pirandello sottintende che no, non basta affatto. Figuriamoci per poterla raccontare.

Cosciente delle problematiche alla base del concetto di "narrazione", la fotografa Ludovica Anzaldi, che di storie aveva intenzione di raccontarne e raccoglierne infinite, ha deciso che avrebbe lasciato che i suoi soggetti fossero le sole autrici del racconto di sé. Facendosi da semplice mezzo, da tramite, da medium attraverso cui potersi esprimere, ogni donna fotografata ha avuto la totale libertà di farsi rappresentare esattamente come intendeva, e rivelarsi alla macchina fotografica di Ludovica nella maniera a lei più consona. E se molti hanno in mente il concetto di female gaze, all'interno della produzione di immagini, il progetto Human Range di Ludovica Anzaldi potrebbe esprimerlo al quadrato, e allo stesso modo azzerarlo totalmente.

Perché, è vero, sono tutte donne i soggetti, ed è donna anche Ludovica. E dunque il progetto potrebbe essere la manifestazione di uno sguardo femminile esponenziale, trasversale, una percezione libera dalla produzione di immagini tipicamente filtrata da uno sguardo maschile. Eppure, la fotografia di Human Range sembra andare oltre queste differenziazioni teoriche. Il concetto di sguardo esterno, infatti, viene come annullato. Che sia maschile o femminile poco importa, perché gli sguardi raccolti da Ludovica sono quelli di individui singoli e autonomi, ognuno con una propria percezione di bellezza, di desiderio, ognuno con un proprio modo di rivelarsi e di manifestarsi di fronte alla macchina fotografica. L'intimità di un autoritratto, attraverso le lenti della fotografa.

Per permettere tutto questo, ci vuole cura, attenzione e molta empatia. Tutte qualità che Ludovica possiede in abbondanza, e che l'hanno portata a essere il fulcro di un nuovo network di connessioni tra queste donne, sparse in tutto il mondo, e sempre più in espansione. Spesso, dopo essere state scattate, capitava che consigliassero loro amiche o conoscenti, altre donne che sarebbero state disposte a essere parte del progetto, e di conseguenza parte anche di questa nuova rete invisibile di storie.

Da questa serie fotografica, Ludovica ha ideato anche un progetto in forma di libro, all'interno del quale ha permesso alle donne di estendersi nella superficie di un capitolo, dando loro carta bianca per quanto riguardava la disposizione delle loro immagini, e l'aggiunta di note, testi scritti, collage o vecchie fotografie. Da questo libro è poi nata una serie di documentari video in cui si è indagato più a fondo sull'esperienza delle protagoniste.

Human Range è dunque questo, una mappa in forma di scatti, di pagine stampate, di immagini in movimento e di parole, che trasporta chi si immerge nel progetto all'interno delle percezioni di queste donne, mettendole come sotto a un microscopio, e dunque dando visibilità a ogni singolo, necessario e vitale dettaglio dei loro racconti. Un progetto poliedrico, multiforme e complesso, che spinge il lettore/osservatore a partecipare attivamente alla conoscenza di queste narrazioni, che prendono la forma di un'umanità intera.

Human Range di Ludovica Anzaldi è un ongoing project. Puoi vedere la prima serie (foto e video) qui:

Ludovica Anzaldi progetto fotografico
Ludovica Anzaldi progetto fotografico
Ludovica Anzaldi progetto fotografico
Ludovica Anzaldi progetto fotografico
Ludovica Anzaldi progetto fotografico
Ludovica Anzaldi progetto fotografico
Ludovica Anzaldi progetto fotografico
Ludovica Anzaldi progetto fotografico
Ludovica Anzaldi progetto fotografico
Ludovica Anzaldi progetto fotografico
Ludovica Anzaldi progetto fotografico
Ludovica Anzaldi progetto fotografico
Ludovica Anzaldi progetto fotografico
Ludovica Anzaldi progetto fotografico
Ludovica Anzaldi progetto fotografico
Ludovica Anzaldi progetto fotografico
Ludovica Anzaldi progetto fotografico
Ludovica Anzaldi progetto fotografico
Ludovica Anzaldi progetto fotografico
Ludovica Anzaldi progetto fotografico
Ludovica Anzaldi progetto fotografico
Ludovica Anzaldi progetto fotografico

Crediti


Testo di Carolina Davalli
Fotografia di Ludovica Anzaldi
Video documentario "Human Range": Interviste, fotografie ed edit di Ludovica Anzaldi e Denis Rouillard

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