Photography Piotr Niepsuj

come 7 brand hanno unito le forze per creare l'anarchia totale in fashion week

👊👊👊 NO SHOW OFFICIAL 👊👊👊

di i-D Staff
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22 luglio 2019, 2:49pm

Photography Piotr Niepsuj

Come si lascia spazio al caos in un sistema pensato per funzionare alla perfezione, in cui non esiste spazio per l'improvvisazione e ogni evento è studiato per incastrarsi perfettamente in una fittissima agenda? Fregandotene di regole e codici.

È questo che hanno fatto sette brand durante l'ultima Settimana della Moda a Parigi, scegliendo di presentare insieme le loro collezioni... Per strada.

Insieme ad artisti, performer e musicisti, i modelli (che in realtà erano amici e collaboratori dei designer stessi) hanno invaso le strade del terzo arrondissement donando fiori ai passanti mentre indossavano i capi di tutti e sette i brand coinvolti. I leader de facto di questa sfilata—anche se sfilata non ci sembra il termine più esatto per descrivere quello che è successo in quella calda sera parigina—erano Shauna Toohey e Misha Hollenbach di P.A.M. (Perks and Mini), che hanno unito le forze con Aries, Some Ware, United Standard, Facetasm, Come Tees ed Adish. Alla crew si sono aggiunti poi gli stylist Francesca Cefis, Berenger Pelc, Kubo Gr8 e Riku Oshimu la make-up artist Giulia Cigarini e gli artisti Low Jack, Collapsing Market, Kiki Kudo, Georgia BC, Clara!, Eszaid, Hanne Lippard e Maoupa Mazzocchetti.

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Fotografia di Piotr Niepsuj

In passato, l'ego dei singoli ha messo più volte i bastoni fra le ruote di chi ha provato a mettere in piedi iniziative simili, quindi qual è stato il segreto che ha permesso a questo gruppo multiforme di portare a termine ciò che avevano in mente? Shauna, intanto, se l'è data a gambe dal caldo opprimente della capitale francese per rifugiarsi nelle campagne circostanti, mentre Misha è ancora a Parigi. Così abbiamo alzato il telefono, li abbiamo chiamati e ci siamo fatti raccontare com'è nato il collettivo di No Show Official, qual è il potere del DIY, perché vogliono prendersi gioco di alcune dinamiche della fashion industry e cosa significano sul piano simbolico i fiori che hanno invaso il loro No Show.

Anders Edstrom
Fotografia di Lukas Gansterer

Sappiamo che è stato uno sforzo collettivo, tutto basato sull'inclusività, ma di chi è stata la geniale idea di NO SHOW OFFICIAL? E chi ha trasformato questo folle sogno in realtà?
Shauna: La gente continuava a dirci che avremmo dovuto fare una presentazione di PAM durante la Fashion Week Uomo. Ma abbiamo sempre rifiutato l'idea di un sfilata o presentazione tradizionale, perché ha ben poco a che fare con il nostro ethos. Poi un mattino Misha si è svegliato e mi ha detto, così dal nulla, che forse avremmo dovuto sentire quelli di Some Ware per fare qualcosa insieme. Ero d'accordo, a patto che coinvolgessimo anche altra gente. Abbiamo iniziato a buttare giù una lista di nomi di musicisti, fotografi, modelli, location e concept. Avevamo sei settimane per organizzare tutto, ma incredibilmente sono bastate: tutto si è incastrato alla perfezione con facilità. Senza farlo apposta, la serata che avevamo scelto per No Show Official era la stessa della Fête de la Musique, una giornata in cui a Parigi tutti possono suonare o esibirsi per strada senza dover chiedere alcun tipo di permesso al comune e fino alla mezzanotte non ci sono restrizioni di volume o altro.

Misha: È nato tutto in un sogno. Mi sono svegliato alle 4 del mattino e ho improvvisamente realizzato che avremmo dovuto mettere in piedi una sfilata in cui avremmo bloccato l'accesso di una via di Parigi con un furgone. Ho scritto subito a Cali [Tornhill Dewitt, co-fondatore di Some Ware e wunderkind losangelino] per sapere se Some Ware avrebbe organizzato qualcosa per la Fashion Week di Parigi. Gli ho detto che avremmo potuto unire le forze per una sfilata, poi sono tornato a letto e l'ho detto a Shauna, che intanto si era appena svegliata. Insieme abbiamo scritto a Giorgio di United Standard per coinvolgere anche lui, che si è subito preso bene e ha allargato il concept anche a Sofia di Aries, e così via. Il catalizzatore dietro tutto ciò è stata l'epifania che tutti abbiamo qualcosa da dire attraverso i nostri brand, e che tutti saremmo stati a Parigi per la Settimana della Moda, quindi perché non dirlo insieme?

Photography Nick Sethi
Fotografia di Nick Sethi

NO SHOW OFFICIAL unisce sette brand diversi e tutta una serie di stylist, performer e amici. Cos'è che vi unisce?
Shauna: Amicizia, senso di comunità e agende che coincidevano ci hanno spinto a unire le forze in prima battuta, poi la Fashion Week di Parigi ha fatto il resto. Siamo partiti cercando un'idea per presentare le nostre collezioni in modo innovativo. Ci siamo dati solo due regole: dovevamo far uscire tutti capi primavera/estate 20, e i look avrebbero dovuto essere multibrand, non di uno solo.

Misha: Tutti amiamo quello che facciamo. Tutti diamo valore all'indipendenza e tutti ci rispettiamo. Tutti abbiamo una visione che ci unisce: libertà, gioia, divertimento e colore.

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Fotografia di Lukas Gansterer

Cosa ti ha attratto di questo nuovo format che è un po' una ventata d'aria fresca nel panorama delle sfilate in calendario? E cosa possiamo imparare tutti da NO SHOW OFFICIAL?
Shauna: Abbiamo parlato molto di celebrazione del gruppo, non del singolo. Quando si lavora insieme verso un obiettivo comune, la gioia aumenta smisuratamente. C'è un sacco di energia. Il sistema deve cambiare, o in alternativa noi dobbiamo avere la possibilità di lavorare al di fuori del sistema. C'è troppa roba che viene fatta ogni stagione, troppe sfilate. Unirsi riduce il bisogno di ogni singolo brand di creare outfit completi solo per poterli presentare in passerella, anche perché poi gran parte di quei capi neanche vengono prodotti. Invece, il nostro pubblico ha avuto la possibilità di vedere sette brand diversi nello stesso momento, insieme a performance d'arte e live musicali. È importante saper concentrare le cose durante la Settimana della Moda, perché è un momento in cui l'agenda di chiunque lavori nella fashion industry è strapiena.

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Fotografia di Lukas Gansterer

Misha: Noi siamo in calendario, solo che si tratta di un calendario alternativo! La creatività non è governata dall'azienda per cui lavori, né da ciò che le altre maison stanno facendo o da quanti like ottieni su Instagram, né dalla gente c'è che in coda fuori dalle tue sfilate. Credo che il modello convenzionale di calendario della Fashion Week sia ormai obsoleto. NO SHOW non ha bisogno di sfidare il sistema, perché abbiamo le nostre sfide personali da affrontare. Siamo, semplicemente, un'alternativa. La nostra sfilata (che abbiamo presentato in una vera "strada parigina") non ha avuto bisogno di budget o risorse ingenti. Zero sponsor e zero PR, ciao ciao seating che fa impazzire chiunque e addio anche agli inviti. Volevamo semplicemente dare spazio alla gioia e all'energia delle persone a cui vogliamo bene, ma anche a chi si è ritrovato per caso nella strada dove noi avremmo sfilato. Sì, era un evento di moda, ma a chi interessa? I soldi non comprano lo stile, né tantomeno l'energia.

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Photography Nick Sethi

Oltre a fiori e good vibes, cosa sperate che il pubblico si sia portato a casa da NO SHOW OFFICIAL?
Shauna: Un'idea di Do It Yourself. Perché tutti abbiamo molto più potere di ciò che pensiamo.
Misha: Che il focus era l'evento stesso. Non lo abbiamo sfruttato per vendere le nostre collezioni, ma abbiamo scelto di far camminare amici e modelli con indosso le nostre creazioni per raccontare della nuova energia che si respira nel settore. I fiori erano un simbolo di ciò, per riflettere l'idea che siamo un gruppo unito e solido, che si muove all'unisono.

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Fotografia di Lukas Gansterer

Sempre parlando di fiori, quale tipo di fiore sarebbe ognuno dei sette brand di NO SHOW OFFICIAL?
Shauna: PAM sarebbe un lithops; Some Ware un girasole ; Adish un giglio; Facetasm una cuphea; Aries una passiflora ; United Standard una calcatreppola marina e Come Tees una drosera dalle foglie rotonde.

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Fotografia di Nick Sethi

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Tra i brand che hanno sfilato durante NO SHOW OFFICIAL c'era anche United Standard, creatura multiforme e variegata fondata da Giorgio Di Salvo. Noi l'abbiamo intervistato qualche tempo fa per parlare di streetwear, distopie future e collaborazioni tanto inaspettate quanto di successo:

Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK

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