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torna terraforma: il festival italiano più internazionale del momento

Tre parole chiave: sperimentazione, interdisciplinarietà e sostenibilità. Inizia domani, ci vediamo lì.

di Benedetta Pini
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04 luglio 2019, 2:27pm

Immagine su gentile concessione dell'ufficio stampa Terraforma Festival.

"Il nostro è un alfabeto i cui simboli hanno un valore variabile, la loro combinazione crea significati diversi a seconda di chi li decifra," con queste parole l’artista Nathalie Du Pasquier—curatrice dell’artwork di quest’anno—riassume l’essenza di Terraforma, il festival internazionale di musica, sperimentazione artistica e sostenibilità ambientale che dal 5 al 7 luglio animerà il bosco di Villa Arconati-FAR a Bollate (a due passi da Milano). Il tema di quest’anno è infatti il linguaggio, inteso come strumento di creazione di significato da cui si innesca un processo di comunicazione, un dialogo, un discorso tra discipline, festival e fruitori. Perché l’identità di un progetto come Terraforma si fonda proprio sul messaggio che l’operazione critica di selezione dei contenuti vuole mandare, in un interscambio continuo con gli artisti, il territorio, il panorama musicale contemporaneo e le persone dietro e sotto ai palchi.

Quest’anno la parola chiave è esplorazione: parole, immagini, voci, codici, suoni sono le lettere di un alfabeto ideale condiviso dalle migliaia di persone che da tutto il mondo arrivano ogni anno a Villa Arconati, aggiungendo strati di significato a un discorso di crescita e sperimentazione che va avanti dal 2014. Un discorso in cui prende parola anche la natura, in dialogo con un pubblico sempre più attento all’ambiente, alla sua valorizzazione e protezione attraverso una filosofia interamente sostenibile: bonifica e riqualificazione del bosco della villa, un piano di sostenibilità per ottimizzare l’impatto ambientale dell’evento, riduzione dei rifiuti con particolare attenzione alla plastica - ad esempio con bicchieri riutilizzabili -, monitoraggio dei consumi idrici ed energetici.

Ultima, ma non per importanza, una line-up strepitosa, di cui vi diamo un breve assaggio. L’attesissima Laurie Anderson - sì, la moglie di Lou Reed -, con tutta la sua ecletticità di artista visiva, musicista d'avanguardia, poetessa urbana e femminista, che porta per la prima volta in Italia The Language of the Future, una performance interdisciplinare ipnotica e travolgente. E poi Mica Levi/Micachu, a cavallo tra cinema e musica, Caterina Barbieri con la sua esplorazione del tempo e dello spazio, il linguaggio industriale a cielo aperto di DJ Stingray, quello invece mistico dell’outsider con il banjo alla mano Daniel Higgs e ancora, quello del corpo in movimento di Kavain Space/RP Boo e quello genderfluid di Juliana Huxtable.

Accanto a questi e a molti altri nomi legati all’avanguardia contemporanea, ci saranno anche talk e installazioni, come Stargate, l’album, creato in una settimana di residenza site-specific a Matera da Lorenzo Senni, e l’incontro con Stefano Mancuso, neurobiologo vegetale di fama mondiale impegnato nella ricerca di modelli di modernità da imitare per evitare un futuro catastrofico per l’umanità.

Se non sapete dove stare a dormire, non vi preoccupate, ci saranno ben due campeggi, uno persino con tende pre-costruite. Qui trovate tutte le info sui biglietti. Ed eccovi il programma giornaliero:

Venerdì 5 luglio
Laurie Anderson
Caterina Barbieri
DJ Stingray
Efdemin b2b Marco Shuttle
Renick Bell
Monolake

Sabato 6
Bambounou
Buttechno
Daniel Higgs
Izabel
Juliana Huxtable
Mica Levi
Sote
Stargate
Vladimir Ivkovic
Walter Prati & Ricciarda Belgiojoso

Domenica 7
Donato Dozzy
Kelman Duran
Marylou
Paquita Gordon
RAMZi
RP BOO
Sir Richard Bishop
STILL

Talk e attività collaterali
In una delle talk in programma incontriamo Stefano Mancuso, neurobiologo vegetale di fama mondiale inserito dal New Yorker nella classifica dei World changers. Per lo scienziato, professore presso l’Università di Firenze e direttore del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale (LINV) a Sesto Fiorentino, la Nazione delle piante (titolo del suo ultimo libro) è un modello di modernità da imitare per evitare un futuro catastrofico per l’umanità. Le piante sono infatti organismi intelligenti a tutti gli effetti, sono dotate di sensi, memorizzano e comunicano tra loro, esistono sulla Terra da molto più tempo di noi, sono meglio adattate e probabilmente ci sopravvivranno: nella loro evoluzione hanno trovato soluzioni tanto efficienti, quanto non predatorie nei confronti dell’ecosistema in cui noi, assieme a loro, viviamo. Durante l’incontro, realizzato con il supporto di Etica Sgr, si discute della strategia evolutiva che ha portato il mondo vegetale a rappresentare, incontrastato, l’82% della biomassa terrena.

Tra le attività collaterali si riconfermano, sabato e domenica mattina, le sessioni di yoga con l'istruttrice Lavinia Cometti. Inoltre, si può partecipare per la prima volta a C-CASCATE ALPHABETICHE, una rassegna artistica di letture, racconti e "cascate alfabetiche al riparo dal sole" che si tiene nel Kiosque à Musique a cura di Francesco Cavaliere e Ruggero Pietromarchi: Francesco Cavaliere presenta Zoo Machia Disc 1&2, Leila Hassan legge Harry The Dog That Bit You di Sam Ashley, Enrico Malatesta presenta Lily Star, Donato Epiro presenta Canti Magnetici, e altro ancora.

Kiosque à Musique e parco architettonico
Terraforma svela Kiosque à Musique, una nuova struttura futuristica sostenibile, totalmente autosufficiente dal punto di vista energetico grazie all'utilizzo di pannelli fotovoltaici. Ispirato al design francese e italiano per i caroselli, che un tempo erano situati nei giardini per ospitare un'orchestra o una giostrina, il Kiosque à Musique è una sorta di "guscio di tartaruga dalle ali di coccinella" al cui interno autori e artisti contemporanei presentano il loro lavoro focalizzato sulla parola e sul linguaggio. Il suo palco site-specific è anche pensato per amplificare i suoni della natura attraverso camere dell'eco. Realizzata in collaborazione con il festival belga Meakusma e supportata dal finanziamento europeo Erasmus+, la struttura è progettata, disegnata e costruita da giovani architetti e falegnami italiani e belgi. Il Kiosque à Musique sarà infatti riprodotto anche a Eupen e presentato al Meakusma dal 6 all'8 settembre.

Il parco architettonico di Terraforma, rinnovato nel 2018 sotto la guida degli architetti Matteo Petrucci e Sofia Coutsoucos, è raccontato in un nuovo video di Vasilis Marlanti. Da esso emergono le scenografie effimere che, relazionate con gli assi prospettici e grazie all’uso di elementi simbolici, assumono autonomia e identità contemporanea. Insieme allo studio di architettura AOUMM, Petrucci e Coutsoucos hanno coordinato un team di studenti del Politecnico di Milano per la progettazione degli arredi del festival, ispirati a una versione marziana degli origami giapponesi.

The Hill Camp
Oltre al campeggio base (The Field Camp), nel quale ognuno provvede a sistemarsi con la propria tenda, Terraforma mette a disposizione un'area apposita (The Hill Camp) con tende pre-costruite più confortevoli, seppur in linea con l'atmosfera sobria del festival. Grazie alla collaborazione con Nuvo, Le Hill Camp Tents sono equipaggiate con materassi, lenzuola, cuscini e asciugamani, e provviste di illuminazione, una piccola scaffalatura e chiusura a chiave. A disponibilità limitata, si possono prenotare nel nuovo e-commerce di Terraforma al link https://shop.terraformafestival.com/ al prezzo di 360 euro per 2 persone o 490 euro per 4 persone, escluso il pass di 2 o 3 giorni per il campeggio che è comunque obbligatorio.

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Crediti


Immagine su gentile concessione dell'ufficio stampa Terraforma Festival.

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