Chiara e Romi, fondatrici di Eéra

eéra, il brand di gioielli che è ovunque su instagram, raccontato dalle sue fondatrici

Sono Chiara Capitani e Romy Blanga, e le abbiamo incontrate per scoprire com'è nato il loro brand.

di Giorgia Imbrenda; foto di Giorgia Imbrenda
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01 aprile 2019, 9:59am

Chiara e Romi, fondatrici di Eéra

Rebel Label è la rubrica di i-D che incontra, intervista e qualche volta fotografa i brand emergenti in Italia. Oggi è il turno di Eéra, il brand di gioielli fondato da Chiara Capitani e Romy Blanga. La scorsa settimana siamo state nel loro studio, dove ci hanno raccontato la loro avventura.

Raccontatemi di voi, chi siete e da dove venite?
Siamo Romy e Chiara, una determinata, positiva e disordinata, l'altra creativa, impulsiva e bionda.

Come è nata l’idea di fondare un vostro brand?
Prima di fondare Eéra lavoravamo già insieme da cinque anni. Ci siamo conosciute proprio come colleghe, e tra noi è nata subito una forte sintonia, sia a livello professionale che personale. Nel tempo poi abbiamo scoperto di avere la stessa passione per i gioielli, e alla fine abbiamo deciso di fondare insieme un brand di fine jewelry insieme.

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Quali sono le ispirazioni nel mondo della moda a cui vi siete rifatte nella prima fase creativa di Eéra?
Volvevamo che la collezione rispecchiasse a pieno le nostre due personalità così diverse. Così abbiamo sviluppato l'idea di rivisitare il moschettone, elemento tipico dello sport, e portarlo nel mondo del lusso. Tutta la collezione è ispirata a una forma specifica di moschettone che abbiamo trovato in uno dei nostri viaggi a Tokyo. All'epoca l'abbiamo comprato senza sapere ancora a cosa ci sarebbe potuto servire, ma ci piaceva e di lì è nato tutto.

Quali sono le ispirazioni che arrivano invece da altri campi creativi, come fotografia e pittura?
Duchamp per il suo ready-made, e sicuramente Magritte. Ma anche l'architettura gioca un ruolo fondamentale per noi quando si tratta di ispirazione

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Qual è stata la cosa più difficile nel fondare un vostro brand?
Siamo entrambe due ragazze molto orgogliose e abbiamo cercato di creare questo brand servendoci solo delle nostre risorse, senza chiedere aiuti esterni. Non è stato semplice, ma ci ha dato molta soddisfazione vedere risultati così buoni sin dall'inizio.

Cosa c’è nel futuro di Eéra?
Speriamo in delle super collaborazioni :)

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Perché proprio gioielli e non altri accessori?
Entrambe lavoriamo e abbiamo lavorato per vari brand di abbigliamento, accessori e scarpe, ma abbiamo voluto metterci alla prova su un campo da noi fino a quel momento inesplorato. La gioielleria è sempre stata la passione di entrambe, quindi ci siamo dette: perché no?

Come avete sviluppato la comunicazione del brand?
Da sole, in maniera molto spontanea. È venuto tutto da sé, cerchiamo di trasmettere molto di noi nel brand.

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Quanto conta Instagram nella promozione?
Instagram è una macchina da lavoro, la vetrina più importante per comunicare chi sei e noi cerchiamo di sfruttarla al meglio.

Che consiglio daresti a chi vorrebbe seguire le tue orme?
Di non farsi demoralizzare da tutti i "NO" che si ricevono all'inizio.

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Crediti


Intervista e fotografia di Giorgia Imbrenda