Sulla sinistra: Poppy, 1988. Sulla destra: Robert Mapplethorpe Self-portrait, 1988.

è morto 30 anni fa, eppure mapplethorpe è ancora il più contemporaneo di tutti

Ora le sue opere sono in mostra a Roma, e vi consigliamo di non perdervele.

di Benedetta Pini
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14 marzo 2019, 10:35am

Sulla sinistra: Poppy, 1988. Sulla destra: Robert Mapplethorpe Self-portrait, 1988.

Il Novecento è stato un secolo segnato da cambiamenti radicali, da rivoluzioni epocali che hanno delineato una netta cesura netta tra “prima” e “dopo”, tanto nella politica quanto nelle arti. Tra i protagonisti di questo fermento culturale c’è sicuramente Robert Mapplethorpe, rivoluzionario e controverso artista della seconda metà del secolo che causò un cortocircuito tra i confini della fotografia d’arte, della fotografia commerciale e della fotografia erotica, infrangendo barriere artificiose che non avevano ormai più senso di esistere.

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Alistair Butler, 1980

La sua evoluzione professionale è inevitabilmente legata agli aspetti più intimi della sua personalità e delle sue vicende personali. Nato a New York nel novembre 1946 da una famiglia cattolica osservante di origini irlandesi, a soli 16 anni venne beccato a rubare un giornale pornografico gay; una ragazzata come tante altre, ma non per lui: “Pensavo che se avessi potuto in qualche modo renderli arte, se avessi potuto mantenere quella sensazione, avrei creato qualcosa di unicamente mio”, racconterà più avanti. Erano quelli gli anni in cui Mapplethorpe ostentava un machismo sfacciato per negare la sua omosessualità, mentre attorno a lui scoppiavano rivolte studentesche, movimenti femministi e LGBTQ e la questione del Vietnam.

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Italian Devil, 1988

Il 1967 fu l’anno clou: conobbe Patti Smith, una delle persone più importanti per la sua vita privata e professionale. Sarà lei la sua prima musa, la fonte d’ispirazione che fece scattare una carriera artistica tra le più pregnanti di tutto il Novecento. Ma il lavoro che fissò definitivamente Mapplethorpe nella storia della fotografia fu Portfolio X, del 1978: un progetto controverso che scatenò uno scandalo per i contenuti erotici e sadomaso – tra cui il noto autoritratto con una frusta nell’ano o coppie immortalate in pratiche erotiche ritenute allora poco convenzionali come fisting e bondage –, in cui comparivano anche ritratti di personaggi famosi dell’epoca e nature morte. La sua fu una fotografia libera da ogni sorta di tabù e inevitabilmente attirò su di sé dibattiti accesissimi, accuse di oscenità, critiche e nette opposizioni, soprattutto da parte di organizzazioni conservatrici e religiose.

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Lisa Lyon, 1980

Ma ridurre la sua opera alla mera provocazione sarebbe svilente. Per questo la mostra Robert Mapplethorpe. L’obiettivo sensibile allestita presso la Galleria Corsini di Roma, a cura di Flaminia Gennari Santori, ripercorre lo studio di Mapplethorpe delle nature morte, dei paesaggi, della statuaria classica e della composizione rinascimentale, attraverso 45 opere. Come spiega la curatrice, “le foto sono state in varie occasioni accostate alle opere di artisti del passato – Michelangelo, Hendrick Goltzius, Auguste Rodin – attraverso dialoghi sorprendenti e rivelatori, ma questa è la prima volta che vengono esposte nel contesto di una quadreria settecentesca”, una volta ripescate dalla collezione di fotografie storiche avidamente raccolte da Mapplethorpe e custodite nel fondo del dipartimento di fotografia del Getty Museum di Los Angeles.

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Female Torso, 1978

Mapplethorpe morì di AIDS il 9 marzo 1989, esattamente 30 anni fa, e non c’è modo migliore per rendergli omaggio se non quello di far rivivere le sue opere e godere ancora una volta della loro forza visiva. Avete tempo fino al 30 giugno, non fatevela scappare.

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Poppy, 1988
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Ken and Lydia and Tyler, 1985
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Holly Solomon, 1976
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Self-portrait, 1988
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Robert, Marcus Leatherdale, 1978

La mostra Robert Mapplethorpe. L’obiettivo sensibile è visitabile a Roma dal 15 marzo al 30 giugno 2019 presso Gallerie Nazionali di Arte Antica, Galleria Corsini . Tutte le informazioni le trovate qui.

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Altra mostra fotografica che vi consigliamo di non perdere in queste settimane, questa volta però a Milano, presso l'Osservatorio Prada:

Crediti


Testo di Benedetta Pini
Immagini su gentile concessione di © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission.