cosa fa paura a sophia lillis?

Abbiamo incontrato l'incredibilmente talentuosa attrice (che sì, ha solo 15 anni) per parlare di fobie, futuro e amicizie nate sul set di IT.

di Jack Sunnucks
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08 settembre 2017, 2:13pm

Questo articolo è originariamente apparso sul numero di i-D The Acting Up Issue numero 349, autunno 2017.

Nell'adattamento cinematografico di IT targato Andrés Muschietti c'è una scena particolarmente memorabile. E no, Bill Skarsgård nei panni del terrificante Pennywise non è presente. Nessuno risucchia via niente dalle anime di ignari adolescenti. La protagonista di questa scena è Beverly Marsh, interpretata dall'attrice 15enne Sophia Lillis, mentre si guarda allo specchio.

Collana dall'archivio dello stylist

Aspettiamo in tensione un'esplosione di sangue dal lavandino (una delle scene più spaventose nell'omonima serie TV degli anni '90). Ma invece Beverly prende un paio di forbici e inizia a tagliare i suoi lunghi capelli corvini, senza neanche battere ciglio. Zac, zac, ecco il nuovo, severo, taglio. È un momento che arriva inaspettato: non è horror allo stato puro, ma una tensione più silenziosa e altrettanto d'impatto. A rendere possibile la scena è la giovane attrice che interpreta Beverly, il cui vero mostro non è un clown mutaforme che minaccia di divorarla viva, ma il padre che da anni abusa di lei. "È stata un'idea di Andrés Muschietti. Gli piacevo con i capelli corti, ma i produttori li preferivano lunghi. Quindi ha detto 'va bene, lasciamoli lunghi, ma dopo due scene li deve tagliare.'"

Orecchini dall'archivio dello stylist

Il film IT è molto più fedele al romanzo di Stephen King rispetto alla miniserie con Tim Curry: le sfide e gli ostacoli che i giovani protagonisti devono affrontare vengono sviscerati e hanno la stessa importanza della spaventosa creatura che li insegue. "Ogni parte che ho interpretato doveva confrontarsi con una situazione difficile. Una madre morta, una madre che mi ha abbandonato, un padre violento…" racconta Sophia, riferendosi ai suoi ruoli in The Lipstick Stain e Sharp Objects. "Forse, un giorno avrò un personaggio felice!" La verità? Sophia ha un talento innato per impercettibili movimenti che generano forti emozioni negli spettatori. Grazie a uno stile di recitazione molto intimo, riesce a comunicare tanto con le parole quanto con gli occhi, rendendola la scelta perfetta per personaggi femminili tormentati e molto più maturi dei suoi 15 anni. "Ho molto in comune con Beverly," afferma. "Specialmente il modo in cui gestisce le sue emozioni e si relaziona agli altri."

Scarpe e orecchini dall'archivio dello stylist.

Il fulcro di IT è l'amicizia tra i giovani disadattati del 'Club dei Perdenti', come si sono auto-nominati. C'è Richie, che proprio non sa stare zitto [Finn Wolfhard]; c'è l'oppresso e serio Bill [Jaeden Lieberher]. Ed è proprio Beverly la colla che tiene unito questo strano gruppo; ovviamente, tutti sono un po' innamorati di lei. "Sono stati tutti così carini," dice dei suoi compagni di set. "Non sapevo cosa aspettarmi, essendo l'unica ragazza del gruppo. Pensavo che sarebbe stato imbarazzante, invece si è creata un'atmosfera molto rilassante sin dall'inizio." Il legame tra i Perdenti, percepibile anche nei passaggi più cupi del film, è stato fortemente voluto da Muschietti, che ha incoraggiato i giovani attori a diventare amici anche fuori dal set. "Uscivamo insieme, giravamo in bici e ci divertivamo. L'abbiamo vissuta come un'esperienza a 360 gradi, non solo come un impegno professionale."

Sophia si è innamorata della recitazione grazie al patrigno, che al termine di un corso per adulti le ha chiesto di essere la protagonista del suo progetto finale. Oltre a frequentare corsi di recitazione al Lee Strasberg Theatre & Film Institute della New York University da quando ha sette anni, l'infanzia di Sophia è stata all'insegna della creatività. "Sono cresciuta guardando vecchi film francesi, anche se avevano tutti dei finali tragici. Sono una fan di Bill Murray, Groundhog Day e Lost in Translation sono i miei preferiti." E citare Murray ci sembra assolutamente appropriato, perché i due condividono maniere squisitamente distaccate: non sai mai se Sophia stia scherzando o sia seria. "Credo che i ragazzi fossero emotivamente esausti," ammette ricordando i giorni sul set in cui per 12 ore hanno dovuto urlare di fronte a uno schermo verde. "Non appena finivamo una buona scena, invece di dirci 'taglia', Muschietti ci diceva di sputare. All'inizio eravamo confusi, ma poi ci siamo abituati." Finite le bizzarrie, c'era un'altra attività che il regista ha esortato i ragazzi a fare nel tempo libero, per riprendersi dalle lunghe giornate passate sul set: karaoke di gruppo. "Loro sono veramente ii migliori," confessa Sophie, riferendosi al gruppo soul Boney M..

Filming IT's iconic blood in the bathroom scene was another highlight for Sophia (spoiler alert – it goes everywhere). "Oh that was messy," she grins. "It was all on the walls, and all over me!" It was also one of the few moments that isn't CGI.

Next up, Sophia is working on another equally intense project, the aforementioned TV series Sharp Objects starring Amy Adams as a woman sent back to her home town to cover a grisly murder. "I would really like to go into comedy at some point, a happier kind of life," she mock pleads. She is also juggling her nascent acting career with school, which is of course a total horror for most people, but not Sophia. "I'm not really afraid of anything," she concludes. "I used to be afraid of spiders, but I got over that. My biggest fear is probably failure, I can't take that thought at all." Not that failure is on the cards any time soon – Sophia's mesmeric performance as Beverly is one of the best big-screen debuts in recent memory. "I've been very lucky," she says, when asked what advice she'd give to other budding young actors not fortunate enough to work with Amy Adams and Bill Skarsgård. "I guess I would tell them that everyone goes through it. And it will get better!"

Orecchini e scarpe dall'archivio dello stylist

Credits


Testo Jack Sunnucks
Fotografia Collier Schorr
Fashion Director Alastair McKimm

Capelli Holli Smith per Art Partner. Trucco Dick Page per STATEMENT Artists. Unghie Natalie Pavlovski per Bridge Artists con prodotti CHANEL Le Vernis. Set Design Kadu Lennox per Frank Reps. Assistenti alla fotografia PJ Spaniol, Erik Snyder e Jarrod Turner. Assistenti allo styling Lauren Davis e Sydney Rose Thomas. Assistente capelli Kelsey Morgan. Produzione Felix Frith e Evan Schafer.

Sophia indossa outfit Prada.