10 momenti che hanno definito la musica pop di questa decade

Da Adele ai Brits fino a una Lady Gaga-motocicletta, i 2010 sono stati un periodo di trasformazione e di scissione per la musica pop.

di Michael Cragg
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30 dicembre 2019, 9:11am

Come dice il detto: “pop don’t stop”. E non passa una settimana che non ci sia un cambiamento o dei nuovi trend, che inevitabilmente si trasformano in mostri mitologici col passare del tempo. Un minuto prima la tua canzone era la più ascoltata del pianeta e un momento dopo stai cercando di partecipare a un reality TV. Per una settimana intera sei nei Top 10, la settimana dopo sei fortunato se arrivi al numero 38. Quindi immaginatevi quante cose possono accadere in una decade intera! Insomma, proprio una marea di cose.

Qui sotto vi elenchiamo dieci momenti chiave che hanno rappresentato i cambiamenti più significativi del pop dal 1 Gennaio 2010.

1. Nicki Minaj domina “Monster” (2010)

È difficile crederci ora, ma Nicki Minaj era ancora agli albori nel 2010. I suoi singoli da solista si ponevano esattamente a metà tra la musica più spigolosa (“Massive Attack”) e il pop più puro (la collaborazione con will.i.amCheck It Out”), ma sembrava che mancasse ancora un rispetto vero e proprio dai suoi pari. Dire che ha dominato “Monster” di Kanye West, una traccia che includeva altri rapper “abbastanza bravi” come Rick Ross e Jay-Z, l’eroe di Nicki, è a dir poco minimizzare.

Nello spazio di 32 barre, si è fatta strada nella canzone con una forza sfrenata, fregandosene dell’idea che le rapper donne debbano rimanere un’interesse cult, facendo sembrare Kanye quasi mediocre a confronto. Da quel momento Nicki è stata libera di giostrarsi tra il rap e il pop con agilità, diventando interstellare con “Super Bass” un anno dopo, prima di – che le piaccia o meno – aver fatto spazio a Cardi B che si è aggiunta a lei nella top tier dell’hip-hop.

2. Adele colora i Brits di beige (2011)

Come ha sottolineato Peter Robinson di Popjustice quasi con preveggenza in un articolo di the Guardian nel 2011, un momento chiave di questa decade ha avuto luogo proprio ai Brit awards di quell’anno. Dopo aver rinunciato all’occasione di lanciare il suo album Born This Way , Lady Gaga ha lasciato la porta aperta per la performance strappalacrime di “Someone Like You” di Adele, che ha finito per rubare totalmente la scena. Mentre le luci illuminavano la commossa O2 Arena, il presentatore James Corden quasi senza voce ha presentato ciò che Robinson nominerà come Il Nuovo Noioso. “Sai, puoi avere tutti i ballerini e le luci che vuoi, ma se hai questa voce tutto ciò di cui hai bisogno è un pianoforte," ha dichiarato Corden.

Variazioni del Nuovo Noioso – “una simil-ballata che distrugge tutto ciò che si presenta sul suo cammino” come lo descrive Peter – hanno preso piede proprio da quel momento, un esempio per tutti: Ed Sheeran.

Lady Gaga's Born This Way album cover
Interscope Records

3. Lady Gaga diventa una motocicletta ed esagera un pò (2011)

Lady Gaga ha dato inizio alla decade come Numero Uno nel Regno Unito con “Bad Romance”, amplificata dalla sua performance tenutasi all’edizione inglese di X Factor mentre ballava in una vasca da bagno immensa. Era assurdo e geniale. Era intoccabile, praticamente.

Mente il “New Boring” prendeva piede, comunque, quell’assurdità incominciò a diventare stremante, e i critici, me incluso, consideravano la sua stravaganza come “esagerata”. Quando ha rivelato la copertina del suo album Born This Way -- la sua testa brutalmente affissa sopra una motocicletta — sembrava che tutti si fossero dimenticati che il pop è fatto per essere assurdo e grottesco, e che le popstar hanno il permesso di fare cose strane come diventare una Harley-Davidson. Durante la campagna per il lancio dell’album Artpop ha addirittura fatto costruire un vestito che volasse, ma in quel momento tutti erano troppo intenti a storcere il naso per potersene accorgere. Sfortunatamente, ci siamo resi conto dello sbaglio quando nel 2014 ha sperimentato con il jazz e con il country per Joanne del 2016, facendo del Nuovo Noioso la sua vittima.

Beyoncé's 4 album cover
Parkwood Entertainment/Columbia Records

4. Beyoncé si stufa di aspettare (2011)

L’eccelso quarto album di Beyoncé, 4, è stato pubblicato alla fine di giugno, il giorno dopo che lei aveva performato al Glastonbury. L’unica cosa è che l’album era uscito tre settimane prima, ed era stato scaricato illegalmente già 11 milioni di volte prima che la sua etichetta mandasse degli avvertimenti. Questa è stata l’ultima volta in cui Beyoncé ha seguito le regole dell’industria, lanciando BEYONCÉ nel 2013 senza alcun preavviso, prima di fare il teaser di Lemonade del 2016 tramite un trailer di HBO; quello che poteva sembrare un documentario era di fatto un “album visivo”. Questa tattica di stupire e sbalordire (quella di creare un “album visivo”, appunto) ora è diventata la norma per il lancio di hit pop (anche se nessun fino ad oggi ha creato un album come quello di Beyoncé).

5. Miley lancia una palla da demolizione sulla sua reputazione (2013)

Come Britney prima di lei, Miley Cyrus ha dovuto avere a che fare con le aspettative dei suoi fan. Un’altra star della Disney diventata cantante pop, ha provato a oltrepassare le barriere con la sua famosissima cover Vanity Fair del 2008, prima di coscientemente rovinarsi la reputazione con l’album Bangerz del 2013. Il frame che definisce questo percorso, e forse l’intera decade, è quella di Miley mentre oscilla intorno a una stanza sopra una palla da demolizione, un’immagine associata frequentemente a quella di lei che twerka di fronte a Robin Thicke agli MTV VMAs. Una questione problematica (Miley infatti si è poi scusata per essersi appropriata di tropi dell’hip-hop), ma imbevuta di quella ribellione che hanno definito gli avi del pop. Miley ha sicuramente aiutato a diffondere l’idea che le superstar del pop possono essere complicate.

6. Zayn rompe i cuori dei Directioners (2015)

Il problema principale delle band pop è che tutti già sanno che avranno vita breve. È un dato di fatto, ma nonostante questo ci si illude ogni volta. Nel marzo 2015, Zayn Malik -- una delle personalità più misteriose dei One Direction -- ha deciso di dare il colpo iniziale al definitivo sciogliersi dei 1D, lasciando il gruppo per “potersi rilassare e avere del tempo per sé lontano dai riflettori” (tipo registrare del materiale da solista come l’eccellente singolo "Pillow Talk"). Una volta andatosene Zayn, la frattura appena aperta sembrava crescere a dismisura e ogni membro della band sembrava volesse andare in altre (lo stavate aspettando) direzioni. Gli altri membri della band si sono riuniti ma più per alimentare una l’ossessione culturale con un grandissimo senso di nostalgia, che per produrre musica nuova.

Nicki Minaj and Taylor Swift's 2015 Twitter spat
Twitter

7. I tweet di Taylor Swift e Nicki Minaj (2015)

Taylor Swift ha passato la prima parte della decade in forma smagliante. Il suo album del 2012 Red le ha fatto assaporare una fetta del grande pop, e di conseguenza ha innescato una trasformazione totale del suo personaggio con 1989. Via i riferimenti country e benvenuta una ruggente perfezione pop. Taylor non aveva fatto nemmeno un passo falso fino a quel momento, diventando ben presto la portavoce di ingiustizie nell'industria, dopo che Kanye aveva interrotto il suo discorso ai VMAs del 2009. Finché, in un momento di noncuranza, ha risposto a un tweet di Nicki Minaj che sottointendeva un atto di razzismo per cui il suo video “Anaconda” era stato snobbato alle nomination del Video of the Year agli VMAs del 2015. Swift ha presunto che fosse una frecciatina verso di lei, e ha risposto dicendo: “Non ho fatto altro che volerti bene e supportarti. Non è da te mettere le donne una contro l’altra. Forse uno degli uomini ha preso la tua vittoria.” Nicki è rimasta confusa, Taylor ha aggiunto che se avesse vinto lei avrebbe chiesto a Nicki di salire sul palco con lei. Era la prima volta che Taylor fraintendeva una situazione, innescando le micce di litigi e critiche che alla fine l’hanno portata ad avere un’altro screzio con Kanye prima del suo aspro e contorto album Reputation.

8. The X Factor smette di promettere sogni (2015)

La promessa di The X Factor era quella che avrebbe trasformato persone comuni in vere e proprie star, assieme a contratti da un milione di sterline e album multi-platino. Solo che, grazie a internet, le persone comuni si trasformano da sole in superstar, e nessuno compra più album, e anche firmare contratti per incidere sembrano briciole rispetto a qualche anno fa. Nel 2015, Louisa Johnson aveva vinto la competizione, con la sua semi-hit “Tears”. E poi, beh, nulla. Nessun album da vincitrice. Anche alla vista di due Top 10, l’etichetta di Simon Cowell, Syco, non pensava valesse la pena far uscire l’album e mantenere la promessa. Il fatto che un anno dopo, Matt Terry, il cui singolo era nella Top 60, invece ha ottenuto questa occasione dice tutto sulle aspettative imposte alle artiste donne rispetto ai “cantautori” uomini con il ciuffo.

9. Justin Bieber biascica qualcosa in "Despacito" (2017)

Se non ve ne foste accorti, la musica si è spostata dai soliti epicentri anglosassoni ormai da qualche tempo. Nel passato più recente, qualsiasi amante del pop inglese o americano si ricorda quando gli album di artisti come Christina Aguilera, Shakira, Enrique Iglesias e Celine Dion, erano solitamente offerti su un mercato che risultava quasi separato dal resto. Ma nella seconda metà di questa decade, con l'avvento di un consumo della cultura pop più globalizzato dato dallo streaming internet, quel mercato è diventato quello dominante. Nel K-pop i BTS sono diventati uno dei gruppi più amati internazionalmente, Rosalía sta creando forse la migliore e la più assurda musica pop del momento, e ogni singolo artista anglosassone non vedeva l’ora di “fare un ‘Despacito’” i.e. far parte di un remix di una delle più grandi hit latine e accaparrarsi una nuova audience.

10. Drake conquista Spotify (2018)

Quando Drake -- la star dell’era dello streaming -- la lanciato il suo album del 2018 Scorpion, Spotify ha praticamente perso la testa. Non solo ha dominato le playlist rap e R&B, ma il suo volto è apparso anche in playlist dove non c’era nemmeno una sua canzone. “Massive Dance Hits,” per esempio, e, ehm, “Best of British” e, aspettate, “Happy Pop Hits”. Alcuni iscritti che avevano pagato per non avere pubblicità hanno avuto un rimborso, mentre si presume che le altre popstar siano rimaste incredule e gelose di come il mondo dello streaming fosse ossessionato da un canadese che fa musica triste. Questo fenomeno ha messo in luce quanto il potere dello streaming stia crescendo sempre più, come nel caso di altri artisti (Ariana Grande, Billie Eilish, The Weeknd), lasciandone invece altri indietro. Forse sottolinea il fatto che le classifiche tradizionali siano antiquate e prive di senso nell’era dello streaming? Solo il tempo saprà dircelo.

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

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