"Bustrofedico" di Anna Franceschini è il documentario definitivo sull'arte

Surreale, onirico, tecnicamente magistrale. Vi presentiamo "BUSTROFEDICO", il documentario sul Padiglione Italia dell'appena conclusasi Biennale di Venezia.

di Federica Tattoli
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05 dicembre 2019, 1:46pm

Il cortometraggio BUSTROFEDICO, realizzato da Anna Franceschini e prodotto da In Between Art Film e Gluck50, è un progetto speciale che documenta la mostra Né altra Né questa: La sfida al Labirinto del Padiglione Italia, curata da Milovan Farronato riunendo le opere di Enrico David, Chiara Fumai, Liliana Moro. Presentato lo scorso 23 novembre all’Hotel Bauer in occasione del finissage della 58ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, il film ha subito catturato la nostra attenzione: un cortometraggio labirintico dai toni thriller che documenta uno splendido - finalmente! - Padiglione Italia senza rinunciare a essere un'opera a sé. Per questo motivo non abbiamo potuto fare a meno cercare di saperne di più parlandone direttamente con l’autrice, l’artista Anna Franceschini.

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Anna Franceschini, BUSTROFEDICO, backstage. Gluck50, Milano. Performer: Vincenzo d'Ambrosio. Props: La Rosa Mannequins, Italy. Courtesy: MiBACT - Direzione Generale Creatività contemporanea e Rigenerazione urbana. Photocredits: Andrea Rossetti

Bustrofedico è il titolo che hai dato al tuo ultimo lavoro video, realizzato per il Padiglione Italia dell’ultima Biennale dietro invito del curatore Milovan Farronato. Un vocabolo curioso, inusuale, quasi misterioso... La sua origine etimologica risale al termine greco βουστροφηδόν, usato per descrivere l’andatura dei buoi nell’arare i campi. Nell’Antichità classica venivano chiamate “bustrofediche” le iscrizioni nelle quali la scrittura cambiava direzione a ogni riga. In cosa questo film è bustrofedico?
Il film segue traiettorie diverse che non necessariamente si risolvono in un incontro/scontro finale. Il film cammina all’indietro, corre in avanti, si mette a marciare raso muro di qua e di là. Non sempre lo sguardo è lo stesso, potrebbe trattarsi di soggettive diverse che si sfiorano senza incontrarsi. In questo senso la scrittura filmica è bustrofedica, non tende a un intreccio, ma a una separazione.

Neither Nor [titolo del Padiglione Italia della 58ª Biennale d’arte, NdR] è una mostra labirintica, così come il tuo film. In che modo il tuo lavoro sviluppa questo concetto?
Per costruire un labirinto dentro la bellissima gabbia che è un film bisogna adottare degli stratagemmi. E spesso questi trucchi sono legati al non vedere piuttosto che al poter vedere. Credo di aver disseminato il percorso filmico di queste trappole per occhi, di divieti di visione, tentativi di occultamento.

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Anna Franceschini, BUSTROFEDICO, video, color-sound, 14’ 47’’, 2019, Né altra Né questa: La sfida al Labirinto, Padiglione Italia alla Biennale Arte 2019, Courtesy: MiBACT - Direzione Generale Creatività contemporanea e Rigenerazione urbana

Me ne puoi svelare uno o sono top secret?
In realtà sono, paradossalmente, molto visibili: si tratta di tendaggi che vengono tirati di fronte all’obiettivo, finte pareti che vengono issate lungo il percorso della macchina, inseguimenti alla cieca, esseri che svoltano un angolo troppo rapidamente per essere decifrati.

Bustrofedico non è una semplice documentazione del Padiglione, ma è un’opera a sé, un film che sperimenta e porta al limite i meccanismi cinematografici, è un’opera genreless... era questo il tuo intento?
I generi cinematografici, come quelli letterari, per esempio, sono codifiche più o meno arbitrarie. Il noir si è definito per la sua assenza di luce, che all’inizio altro non era che mancanza di budget per illuminare i film. Si è fatto, come si dice, di necessità virtù e il genere noir ha dato frutti leggendari, capolavori assoluti. Ma chi dice che non si possa fare un film noir con la documentazione di una mostra? Chi dice che una mostra in sé non sia già una commedia romantica, un giallo alla Simenon, uno sci-fi movie? In questo senso le opere possono essere genreless, ibride, spurie, non adeguate al canone, ma lo espandono, mixandolo con altro. E non parlo solo di generi cinematografici. In questo senso sono davvero antispecista: una mostra può essere composta da un display, da un film tanto quanto da un aperitivo al bar. E allo stesso modo, il secondo tempo di un film possiamo vederlo solidificato al museo in forma di opere in dialogo. L’aperitivo al bar mi sembra comunque un ottimo terzo atto.

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Anna Franceschini sul set di BUSTROFEDICO. Né altra Né questa: La sfida al Labirinto, Padiglione Italia alla Biennale Arte 2019. Courtesy: MiBACT - Direzione Generale Creatività contemporanea e Rigenerazione urbana. Photocredits: Giorgia Ghiretti

Il film è attraversato da un'aura di mistero, qualcosa sfugge, e lo spettatore ne rimane avvinghiato; c’è una vena thriller che lo attraversa e intriga lo sguardo. È una vibe che hai pianificato dall’inizio o è sorta mentre lavoravi?
C’era forse fin dall’inizio, in parte, ma vedere il Padiglione di Milovan Farronato mi ha convinta a perseguire questa strada. La cosa bella del Padiglione è la sua non immediatezza, il concettualismo, il rifiuto di aderire in maniera acritica a temi scontati dell'attualità, ma elaborare una riflessione più complessa. Il Padiglione e le sue opere sono una cassetta degli attrezzi filosofica, da applicare più che da guardare.

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Anna Franceschini, BUSTROFEDICO, video, color-sound, 14’ 47’’, 2019, Né altra Né questa: La sfida al Labirinto, Padiglione Italia alla Biennale Arte 2019, Courtesy: MiBACT - Direzione Generale Creatività contemporanea e Rigenerazione urbana

Hai fatto del Padiglione stesso una grande macchina della visione, un dispositivo cinematografico in sé: il display è un canovaccio spaziale e temporale e il film costituisce un'esperienza propria. Il display è qualcosa di centrale nel tuo lavoro, in che modo?
Il modo di organizzare spazio e elementi nello spazio mi sembra centrale nella costruzione di quasi tutte le forme ed esperienze estetiche. Lo spazio dell’inquadratura è assolutamente un display, un ambiente organizzato in modo da dare origine a una narrazione composta da più display, in successione. In particolare, a livello teorico, mi occupo della vetrina dei negozio e del modo in cui sono organizzate le merci in esposizione, di come in realtà il modo di “installare” i beni di consumo e le opere d’arte non sia poi così dissimile, di come i codici estetici si possano facilmente sovrapporre. BUSTROFEDICO è disseminato di elementi, oggetti, props che provengono dall’allestimento vetrinistico (e che mi sono stati entusiasticamente messi a disposizione da una ditta leggendaria, La Rosa, di Milano) e che ho mescolato con le opere e gli elementi allestitivi del Padiglione.

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Anna Franceschini, BUSTROFEDICO, backstage. Né altra Né questa: La sfida al Labirinto, Padiglione Italia alla Biennale Arte 2019. Courtesy: MiBACT - Direzione Generale Creatività contemporanea e Rigenerazione urbana. Photocredits: Giorgia Ghiretti

Avete già programmato altre proiezioni? Se sì, dove e quando?
Insieme a Milovan e agli sponsor, In Between Art Film e Gluck 50, stiamo ragionando sulle prossime proiezioni. BUSTROFEDICO deve essere riattivato e, attraverso la successione delle visioni e delle proiezioni, mettersi al servizio della memoria del Padiglione.

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Anna Franceschini, BUSTROFEDICO, video, color-sound, 14’ 47’’, 2019, Né altra Né questa: La sfida al Labirinto, Padiglione Italia alla Biennale Arte 2019, Courtesy: MiBACT - Direzione Generale Creatività contemporanea e Rigenerazione urbana
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Anna Franceschini, BUSTROFEDICO, video, color-sound, 14’ 47’’, 2019, Né altra Né questa: La sfida al Labirinto, Padiglione Italia alla Biennale Arte 2019, Courtesy: MiBACT - Direzione Generale Creatività contemporanea e Rigenerazione urbana
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Anna Franceschini, BUSTROFEDICO, video, color-sound, 14’ 47’’, 2019, Né altra Né questa: La sfida al Labirinto, Padiglione Italia alla Biennale Arte 2019, Courtesy: MiBACT - Direzione Generale Creatività contemporanea e Rigenerazione urbana
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Anna Franceschini, BUSTROFEDICO, video, color-sound, 14’ 47’’, 2019, Né altra Né questa: La sfida al Labirinto, Padiglione Italia alla Biennale Arte 2019, Courtesy: MiBACT - Direzione Generale Creatività contemporanea e Rigenerazione urbana
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Anna Franceschini, BUSTROFEDICO, video, color-sound, 14’ 47’’, 2019, Né altra Né questa: La sfida al Labirinto, Padiglione Italia alla Biennale Arte 2019, Courtesy: MiBACT - Direzione Generale Creatività contemporanea e Rigenerazione urbana
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Anna Franceschini, BUSTROFEDICO, video, color-sound, 14’ 47’’, 2019, Né altra Né questa: La sfida al Labirinto, Padiglione Italia alla Biennale Arte 2019, Courtesy: MiBACT - Direzione Generale Creatività contemporanea e Rigenerazione urbana
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Anna Franceschini, BUSTROFEDICO, backstage. Gluck50, Milano. Performer: Vincenzo d'Ambrosio. Courtesy: MiBACT - Direzione Generale Creatività contemporanea e Rigenerazione urbana. Photocredits: Andrea Rossetti
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Anna Franceschini sul set di BUSTROFEDICO. Né altra Né questa: La sfida al Labirinto, Padiglione Italia alla Biennale Arte 2019. Courtesy: MiBACT - Direzione Generale Creatività contemporanea e Rigenerazione urbana. Photocredits: Giorgia Ghiretti
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Anna Franceschini, BUSTROFEDICO, backstage. Né altra Né questa: La sfida al Labirinto, Padiglione Italia alla Biennale Arte 2019. Props: La Rosa Mannequins, Italy. Courtesy: MiBACT - Direzione Generale Creatività contemporanea e Rigenerazione urbana. Photocredits: Davide Stucchi

Puoi guardare il trailer di BUSTROFEDICO qui:

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Crediti

Film di Anna Franceschini
Intervista di Federica Tattoli

Anna Franceschini desidera ringraziare:
BASEMENT - Milano e Francesco Crespi, La Rosa Spa - Milano, Universita Iuav - Venezia, OGR - Torino, C&C - Milano

Un ringraziamento speciale a:
Giorgio Andreotta Calo', Stella Bottai, Stefano Colliceoli Cagol, Mariagrazia Calo', Cleo Fariselli, Lavinia Filippi, Giorgia Gallina, Martina Kirkham, Saul Marcadent, Alessandro Mensi, Gabriele Monti, Simone Piazza, Andrea Rossetti, Grazia Sechi, Galeria Vera Cortes - Lisboa, Vistamare - Pescara, Vistamarestudio - Milano

BUSTROFEDICO vede la partecipazione straordinaria di Vincenzo D’Ambrosio.

BUSTROFEDICO di Anna Franceschini, prodotto da In Between Art Film e Gluck50, è il progetto speciale che documenta la mostra Né altra Né questa: La sfida al Labirinto, curata da Milovan Farronato, per il Padiglione Italia della 58. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, che riunisce le opere di Enrico David, Chiara Fumai, Liliana Moro. Il Padiglione Italia è organizzato dalla Direzione Generale Creatività contemporanea e Rigenerazione urbana del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo.

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